Come capire che l’arte contemporanea…

febbraio 10th, 2010 § 1 comment § permalink

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…non fa per me

Stasera, in una tv locale, ci stava un mercante d’arte che proponeva quadri di un anziano maestro milanese: arte astratta, principalmente distese monocromatiche quasi uniformi. Qualche opera presentava tenui gradazioni sul tema principale: blu-azzurro-bianco, magenta-rosso e così via (cinicamente ho pensato che forse avrebbero dovuto far realizzare al maestro anche la maglia ufficiale dell’Italia per i mondiali sudafricani: certo gli sarebbe venuta meglio). Il venditore sapeva il fatto suo: s’è speso a lungo sulla questione del colore e sul significato che ha nell’arte astratta, leggendo perfino un bel passo di Kandinsky sull’uso del blu, del giallo e del verde. Ha citato Ungaretti (sì, esatto: la solita “m’illumino d’immenso”), per invitarci a non credere meno “artistica” una composizione solo perché semplice sul piano formale (in senso opposto facendosi sfuggire di non apprezzare molto, ad esempio, la Monna Lisa). Mentre gigioneggiava così lanciato tra arti visive e poesia e cominciava a tirarmi sempre più dalla sua parte, piroettando da cornice a cornice in un crescendo di acume critico, gli si è però parato di fronte un ostacolo insormontabile: l’opera più grande, al centro dello studio. Raffigurava una tela bianca (probabilmente dipinta di bianco). Allora si è fermato un momento, interdetto, prima di lasciarsi sfuggire un laconico e sconsolato:

“Beh, signori, questa non ci provo nemmeno a proporvela: perché voi, da lì, vedete solo una tela bianca”.

P. Manzoni - Acrome 1958  Sfortunatamente in sala era presente l’autore in persona, il quale si deve essere lievemente risentito perché è prontamente apparso in video, claudicante e ansimante, nel tentativo di argomentare a favore di questa opera negletta dal pubblico, tirando fuori Fontana e i suoi tagli e Manzoni con gli “acromes.”

Insomma, ha tenuto a rimarcare di non essere stato l’unico ad aver avuto l’idea delle tele lavate con dash. 

 

Brunetta e la pubblicità ingannevole

gennaio 24th, 2010 § 2 comments § permalink

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la nuova tariffa “You 4 Me” del Governo

ricchiepoveri Avete presente le pubblicità dei gestori telefonici, quelle che promettono “ADSL a 5 euro al mese”, “tutto senza canone”, “3 milioni di minuti gratis al mese verso tutti”? Quelle che poi, per capire veramente dove sta la fregatura della mega-offerta, devi andare a leggere con la lente d’ingrandimento le cosine scritte sull’angolo esterno del teleschermo o nelle insidiosissime “Note” occultate all’interno dei siti dei gestori? 1

Quelle apparenti inutili appendici, che in realtà celano il succo del messaggio, mi sono venute in mente oggi, allorché il portavoce del ministro Brunetta ha ritenuto necessario diramare una nota esplicativa di quanto asserito dal suo capo nel corso di Domenica In. 2

Nel prestigioso consesso pubblico, Brunetta aveva appena “lanciato” una nuova tariffa destinata ai “bamboccioni”: la “You 4 Me” . Niente di trascendentale, quasi tutti i gestori hanno una proposta simile nella loro offerta.  Questa la versione Brunetta:

Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese» ha spiegato il ministro, sottolineando che su questa proposta «è d’accordo anche il ministro Tremonti».

Si tratta di togliere ai meno poveri (i genitori), per dare ai poveri in canna (i figli): prendi 500 euro dalla pensione di papà e li consegni al giovane universitario per pagarsi la camera da fuori sede. La camera costa sempre 500 euro, ma vuoi mettere la soddisfazione di pagarla direttamente, invece di chiedere soldi a casa?

Subito dopo l’annuncio, sono venute le (dolenti) note (evidentemente i pubblicitari del Pdl si sono resi conto del rischio di una sanzione per pubblicità ingannevole): 3

«Qualsiasi intervento a favore dei giovani come i 500 euro di sgravi, detrazioni sugli affitti, borse di studio, prestiti d’onore, incentivi per autoimprenditorialità e altro, ipotizzati oggi dal ministro Brunetta su Raiuno, va realizzato, come ha ben precisato lo stesso ministro, senza aggravare in alcun modo il deficit di bilancio della spesa corrente». «Le risorse necessarie vanno quindi reperite intervenendo interamente sulle anomalie e sulle distorsioni del sistema pensionistico e di welfare che, come noto, dà troppo ai padri e quasi nulla ai figli». «Su questa e altre ipotesi a favore dei giovani il dibattito è aperto e il ministro Brunetta ne parlerà nei prossimi giorni con i competenti membri del Governo, a partire dai ministri Tremonti, Sacconi, Meloni e Gelmini».

  1. da leggere tutto d’un fiato: “offerta valida per i primi 6 mesi dall’attivazione di un contratto plurisecolare, soggetto al pagamento di una penale per rescissione anticipata pari al corrispettivo delle rate pendenti moltiplicate per il numero di peli del vostro cane”
  2. sebbene il luogo scelto dovrebbe già far dubitare della serietà delle proposte formulate
  3. da leggere, ancora, tutto d’un fiato

…che vadano a lavorare!

gennaio 21st, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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La meditata soluzione italiana alla dispersione scolastica

 

Pensa un po’ quanto è facile fare politica, a volte. Uno si immagina gli amministratori della cosa pubblica come persone studiose e meditabonde, magari ingobbite dal continuo consultare carte, dossier, rendiconti e codici. Perdinci! pensa il cittadino incolto, con le questioni epocali 1 che costantemente ingombrano i loro pesanti tavoli e le loro limpide menti, quanto studio!

E invece no: perché ora è giunto il governo Berlusconi. Quello che ha sempre la ricetta pronta per ogni emergenza: una piccola toppa qua, un po’ di arresti là, un bel piano epocale da varare. 2 Amici, la politica può essere colore e fantasia, brio e cene di gala, piccoli e semplici interventi che risolvono in un attimo (e per un attimo) questioni annose.

Seguitemi, allora: c’è un problema di dispersione scolastica? Ragazzi che non raggiungono l’obbligo formativo e lasciano la scuola prima dei 16 anni? E che in sovrappiù, siccome legalmente non possono lavorare, vengono impiegati in nero o stanno a casa a poltrire?  E che sarà mai: abbassiamo l’età per l’ingresso nel mondo del lavoro! A cosa serve un anno di scuola in più, in fondo: in Italia il sistema istruzione funziona già così bene, lo dicono tutti. Meglio entrare subito nella mischia: basta con questa storia dei lavori “che gli italiani non vogliono più fare”. Un ragazzo meno istruito è un ragazzo che sarà disposto anche ad impieghi  poco “professionalizzanti”: certo non avrà grandi prospettive avanti a sè, ma con i chiari di luna di questi tempi, meglio sapersi accontentare. Altrimenti, vogliamo tutti bamboccioni?

Dopo tutto, se un quindicenne va a raccattare arance nei campi a Rosarno, 3 a cosa gli serve saper far di conto? Se non si fida dei soldi che gli allunga il caporale di turno, può sempre chiedere aiuto a compagni di lavoro più istruiti (magari a quello senegalese, che sa inglese e francese e al paese suo faceva il maestro).

 

  1. tipo, chessò, l’immigrazione: roba di cui nemmeno i fantasmagorici “antichi romani” erano riusciti a venire a capo, con tutto che menavano come fabbri
  2. e da varare nuovamente quando la gente si è scordata del precedente: vedi scuola, carceri, giustizia
  3. con drastica riduzione del problema dell’immigrazione irregolare: ma vi rendete conto che vista lunga, quei che ne comanda?

Faccetta Creola (Bertolaso s’avvicina)

gennaio 21st, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Bertolaso Oggi il prode Bertolaso parte per miracol mostrare in quel di Haiti: coordinerà. Cosa, non si sa: ma intanto va. La popolazione della vecchia Hispaniola, pesantemente fiaccata dall’ira di Madre Natura ma non ancora doma, tiene gli occhi puntati al cielo, in trepida attesa: ognuno vuole potersi vantare, un giorno, di essere stato il primo ad avvistare il nuovo Colombo.

Frattanto, il dinamico duo Apicella-Bondi ha già preparata la canzone che celebrerà nei secoli a venire l’Evento: si vocifera verrà inserita a sorpresa nel programma del festivàl (come diceva il compianto Mike) di Sanremo, tra Povia e l’accoppiata Pupo-Emanuele Filiberto (in un ideale Trittico della Nuova Italia).

La canzone si chiamerà Faccetta Creola. Ecco, in esclusiva per Paleozotico, il testo del ritornello:

Faccetta Creola

Faccetta creola, bell’haitina
Aspetta e spera, Bertolaso si avvicina!
Quando saremo insieme a te,
noi ti daremo il nostro Silvio quale Re.

 

P.S.: Non ce l’ho con Bertolaso, che il suo mestiere pare saperlo fare. E’ che non sopporto la propaganda.

 

San Gennaro e le pensioni di invalidità

gennaio 17th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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la satira della domenica

Il guaio di questa società secolarizzata è che non sa più accogliere la manifestazione del Divino nella vita di tutti i giorni, ma impone di razionalizzare ogni evento e di vedere il male anche laddove invece è la vera Fede, quella che sposta le montagne. 1

Così, invece di acclamare per le strade il nome di San Gennaro che, evidentemente, aveva fatto ‘o miracolo di ritornare la vista a 53 ciechi2 i tutori della legge (ormai tarlati fin nelle midolla dal verme illuminista) si limitano ad ipotizzare fantasiose truffe ai danni dello Stato.

Non ci credete? Ma leggete dunque da voi stessi:

Napoli: falsi ciechi che leggevano il giornale

Che dire? Tutt’al più, possiamo biasimare questi fratelli fortunati per non aver subito annunziato pubblicamente l’evento miracoloso; ma, ditemi voi, con i tempi che corrono a chi non farebbe comodo una pensioncina d’invalidità?

Insomma, San Genna’: siete sicuro di avere fatto o’ miracolo nel giusto verso? Non era meglio lasciarli ciechi e mandar loro un assegno più ricco?

 

  1. o ti fa ottenere un falso certificato di invalidità
  2. e ditemi voi quale oculista possa vantare tali risultati non dico in un anno, ma nella sua intera carriera

Sondaggismo Schizoide Acuto (SSA)

gennaio 14th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Pandemie dei nostri giorni

Apparentemente una testata giornalistica, oggidì, non può definirsi tale senza i fantomatici “sondaggi”: le domandine sceme sui fatti del giorno. Sceme e tendenziose, aggiungerei. Al punto che mi sembra ineludibile tentare di  tracciare un quadro nosograficamente esaustivo di quella che è ormai una vera e propria patologia: il Sondaggismo Schizoide Acuto.

 Definizione: trattasi di una variante grave e degenerativa di Sondaggismo Compulsivo Cronico (SCC). Al contrario del SCC, una nevrosi classica che spinge il paziente, allo scopo di sedare in via momentanea le proprie ossessioni di controllo sul reale, a servirsi in maniera continua e compulsiva di sondaggi sfornati da qualsiasi agenzia presente sul territorio, il Sondaggismo Schizoide Acuto  (SSA) costituisce una vera e propria psicosi delirante: il paziente si distacca del tutto dalla realtà, realizzando di fatto uno stato allucinatorio in cui egli stesso produce falsi sondaggi senza alcun metodo nè rigore scientifico.

Epidemiologia: patologia oggi endemica e dall’incidenza in continuo aumento, particolarmente diffusa in tutte le redazioni giornalistiche (da quelle di risonanza nazionale ai garage dove si confezionano i notiziari di quartiere) e nei vari direttivi di partito.

Casi clinici esemplari: “Cari amici in ascolto, oggi il nostro sondaggio vi chiede di esprimervi su un tema scottante:

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Il naso di Silvio

gennaio 13th, 2010 § 2 comments § permalink

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“Ribadisco la nostra volonta’, ma ad oggi non c’e’ nessuna possibilita’ di riduzione delle tasse. La crisi non lo consente”

(Silvio Berlusconi, 13 gennaio 2009)

Finalmente si è capito cosa vada a fare Berlusconi nelle sue visite periodiche dal chirurgo plastico: per evitare che si allunghi in maniera troppo visibile, si fa limare il naso.

pinocchio

No, non per le bugie: che avete capito, maliziosi…è un effetto collaterale del Viagra (ben conosciuto e descritto su tutti i testi, sapete…).

P.S.: per vedere, nero su bianco, tutti gli annunci sulla “riduzione delle tasse” dalla discesa in campo a oggi, qui (un ringraziamento a “non una cosa seria”).

La Costituzione dell’Amore

gennaio 5th, 2010 § 2 comments § permalink

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Il sempre gigione ministro Brunetta ha recentemente esternato sulla Costituzione italiana e sull’opportunità di revisionarla: tema su cui giunge da buon ultimo, a dirla tutta. Ma siccome non puoi essere Brunetta senza spararla più grossa degli altri (e si viene sempre più rafforzando il sospetto che quello della bassa statura sia un complesso tuttora ingombrante per l’Ego del nostro), il ministro sostiene la necessità di modificare persino i principi fondamentali, quei primi 12 articoli che molti sostengono ancora brillare, nonostante la polvere e il tempo depositatisi sulla nostra Carta, per la loro attualità:

“a partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla”

L’articolo 1 è questo:

1. – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

In questa sede non ci interessa entrare in quegli sterili dibattiti di stile così marcatamente novecentesco e fondati su posizioni puramente ideologiche, vecchio retaggio di una politica che non ci appassiona e che non può trovare spazio alcuno nel rinnovato clima di apertura senza pregiudiziali verso le necessarie riforme istituzionali appena inauguratosi in nome di quell’Amore che tutto vince: pertanto prendiamo alla lettera l’auspicio del ministro Brunetta e proponiamo un testo emendato, alternativo e adatto ai tempi, per l’articolo che lui tanto fatica a capire.

Ecco dunque il nuovo articolo 1:

1. – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sull’Amore.

L’ Amoralità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Meglio, no? Più adatto all’Italia del 2010, se non altro.

 

Conciato per le feste

dicembre 24th, 2009 § 2 comments § permalink

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Il mio cinepanettone

Sono al supermercato, sto spingendo tranquillo il mio carrellino ad aggirare uno scaffale; improvvisamente, sento un rumore come di cavalli al galoppo. Penso subito a qualche cellulare dalla suoneria bizzarra, per cui non mi cruccio troppo e svolto l’angolo deciso: nemmeno il tempo di alzare lo sguardo che vengo aggredito da un branco di cotechini imbizzarriti, forse sfuggiti alle ceste ove erano stati rinchiusi. Ho giusto il tempo di lasciare il carrello in loro balia e guadagnare il reparto dolciumi, ove mi fermo ansimante. Sicuro di essere ormai fuori pericolo, cerco di figurarmi cosa stia accadendo e mi appresto ad invocare l’aiuto dello spirito di San Giacobbo de la Voyagerie (patrono dei cercatori di misteri implausibili), quando con la coda dell’occhio leggo un movimento sospetto provenire dai ripiani dei prodotti natalizi: da lì, difatti, stanno iniziando a calare a terra con fare bellicoso torme di torroni dalle livree sgargianti. Una volta giunti sul pavimento e raggruppatisi, i torroni si organizzano a falange e cominciano a marciare compatti verso di me. Davanti a loro si raduna l’artiglieria pesante: cestini ricolmi di pistacchi di Bronte sgusciati, pronti ad essere adoperati come proiettili da un agguerrito gruppo di Babbi Natale di cioccolata promossi a frombolieri. Mentre, atterrito, cerco di pensare a come sfuggire da quest’altro assalto, sento nuovamente dietro di me il rumore sordo dei cotechini in rapido avvicinamento.

lenticchie Sembra dunque sia circondato, ma mi accorgo che la corsia del supermercato si interrompe a metà strada tra me e i torroni: mi getto verso la insperata via di fuga, dirigendomi alle casse sul fondo. Man mano che guadagno metri comincio a rinfrancarmi, ma mi rendo conto troppo tardi dell’ennesimo ostacolo: da non so quale angolo erompe una fiumana di lenticchie precotte, che con violenza mi travolge e mi spinge a terra. Ora mi rendo conto: i torroni e i cotechini avevano attentamente studiato il piano d’attacco! Fin dall’inizio cercavano di spingermi verso le lenticchie: difatti ora sono in trappola. Noto chiaramente che lo scopo ultimo della manovra è di stringermi al muro, ove mi aspetta con le fauci spalancate –orrida visione di morbide creme e soffice impasto- un Tartufone gigante, pronto a soffocarmi con i suoi grassi idrogenati. Tento allora un’ultima, disperata difesa: raccatto uno zampone dallo scaffale più vicino e mi getto verso i cotechini, cercando di non farmi sopraffare dalla loro afrodisiaca adiposità. Purtroppo non ho previsto la seconda carica delle lenticchie, coadiuvata dal sapiente ed indefesso lancio di pistacchi dei babbi natale di cioccolata: allorquando le lenticchie formano un tappeto altamente sdrucciolevole sotto i miei piedi, la fine ingloriosa della mia resistenza è inevitabile. Mentre cado rovinosamente a terra e sono trascinato verso il megatartufone, l’ultimo mio pensiero è il rimpianto per tutti quei giorni in cui, invece di concedermi un gelato o un panino imbottito, avrei dovuto farmi una corsa tonificante con la fida bicicletta.

 

P.S.: Buon Natale a tutti!

 

La strategia della serpe in seno (la politica ridotta a marketing)

dicembre 21st, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Per aumentare gli abbonati senza dover muovere un dito, ultimamente quelli di Sky hanno deciso un’audace strategia, quella che definirei come della “serpe in seno”: ti allettano con un’offertona più o meno vantaggiosa, ma in cambio tu devi regalare ad un amico un abbonamento 1 a Sky. Ovvero: tu cliente diventi procacciatore d’affari per l’azienda Sky, la quale non deve nemmeno sprecarsi per fare le classiche telefonatine in giro. L’amico a cui tu fai questo “regalo”, nello scoprire che non è così disinteressato, forse lo gradirà poco: magari penserà, appunto, di essersi allevato una serpe in seno.

Evidentemente, però, per gli esperti del marketing selvaggio questo tipo di iniziative deve rivestire un certo fascino, se è vero che  il nostro Silvio ha appena proposto agli iscritti del PDL una cosa analoga: fate trovare sotto l’albero una tessera del partito alle persone cui volete bene. Che in tempi di tessere gonfiate, è in pratica un invito a delinquere –a proposito: ma è legale iscrivere uno ad un partito per procura?

Dunque, carissimi e sparuti lettori: non arrischiatevi…non è Carnevale, ancora.

 

  1. temporaneo e senza obbligo di attivazione
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