Un uomo Speciale

marzo 30th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Gustoso ritrattino del generale Speciale, l’uomo che inguaiò Visco e Padoa-Schioppa.
Il martire immolato da un governo protervo.
Che si faceva portare le spigole in montagna da un velivolo della Guardia di Finanza.
E che ora è candidato per il PDL in Umbria e minaccia sfracelli.

Da leggere attentamente, accompagnato ad un calice di bianco (si sa, con il pesce…).

“Le spigole di Speciale ci sono costate 32000 euro”

Piccolo mondo antico

marzo 30th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Ah, l’Italia!

Ungaretti mi fa un baffo… ;-)

P.S.: chissà in quanti l’avevano già scritta.

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Now playing: David Gilmour – Comfortably Numb
via FoxyTunes


Intervista doppia

marzo 30th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Silvio e Walter avranno il loro faccia a faccia a Matrix, l’11 aprile. Mentana chiarisce che sarà comunque solo un incontro “virtuale”: andranno in onda interventi registrati e i due politici non saranno presenti contemporaneamente. Prima parlerà Silvio e poi, in chiusura di trasmissione (guardacaso! circa alle due di notte, magari), Walter.

Insomma, faranno un’intervista doppia tipo quella delle Iene. Sono curiosissimo delle risposte alle domande più classiche (e dementi, aggiungerei): mai fumato una canna? Posizione preferita per fare l’amore? Hai mai fatto fiasco a letto?
Non che oggi siamo molto lontani da questi livelli, peraltro.

Colonna sonora per questo post:
Borbottio poco convinto: mah…boh…
boh…mah…

Ritornano sempre…

marzo 27th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Se non fossi certo di aver avuto le traveggole giurerei di aver visto, stasera verso le 23.00, una specie di tribuna politica con l’ex onorevole Altissimo (mio non stimatissimo compaesano) che invitava a votare per il Partito Liberale Italiano.
Qualcuno mi rassicuri: sicuramente c’è stato uno squarcio nel continuum spazio-temporale e il televisore proiettava immagini di almeno 15 anni fa.

Vero? Vero?

Pierfy feticcio

marzo 22nd, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Se cito l’espressione “culto della personalità” e lo associo alla parola politica, voi pensate che mi riferisca all’Unto del Signore da Arcore. Ma non sempre è tutto così automatico.
Perchè anche il moderatissimo Casini ha le sue ultrà, le sue cheerleader. Si definiscono “Le donne del Presidente” e hanno anche un blog:

http://casiniglamour.wordpress.com/

Per ora è un po’ spoglio, ma ospita un delirante omaggio a Pierferdy scovato su youtube dalle donzelle in questione -ciò significa che in giro ci sono altri esemplari e che il virus della Casinite si diffonde, purtroppo…

Dai pierfy…ke 6 il + figo!
Altro che l’uomo di cerone o il bruco de Roma!

Ah…ci ho trovato anche questo:

I bastoncini del capitano

marzo 20th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Un grave lutto ha colpito il mondo dell’immaginario collettivo pubblicitario.
E’ morto Capitan Findus (che comunque aveva i suoi 84 anni).

Noi vogliamo ricordarlo così: felice insieme al suo collega di spot, l’attore che impersonava il pappagallo del tonno Palmera.

Fiaccati dalla grave perdita possiamo solo augurarci che l’ippopotamo blu della Lines stia ancora sguazzando nel fango di qualche palude africana. Sapere che anche lui ci ha lasciato sarebbe troppo.

Mattanze e sRagion di stato

marzo 17th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Emergo dal letargo per segnalare due articoli dall’edizione odierna de “la Repubblica”.


Nel primo, D’Avanzo riporta la crudissima cronaca delle violenze a Bolzaneto, la famigerata caserma degli orrori di Genova. Per una volta le iperboli sono giustificate. L’unico commento che riesco a fare è che la realtà supera di molto, e in peggio, la fantasia. Pazzesco.

Le violenze impunite del lager Bolzaneto


Nel secondo, Rampini fa diverse considerazioni sulle vicende del Tibet. Ne emerge quel che tutti sappiamo: il fatto che ogni Paese (pure il Vaticano) si deve piegare alla realpolitik e ai rapporti di forza economici oggi preponderanti. Con buona pace dei portatori sani di democrazia.
Alcuni spunti:
- recentemente il Dalai Lama ha fatto un tour in Europa: Prodi non ha potuto incontrarlo, credo perchè stava “fuori per lavoro” (ma guarda le coincidenze!); problemi analoghi ebbero quasi tutti i capi di stato del continente
- gli USA hanno tolto la Cina dal novero dei paesi che violano i diritti umani giusto il giorno prima dei fatti in questione: che tempismo…
- ieri il papa ha lanciato un appello accorato per la pace in Iraq; deve essergli caduto il foglio con le parole sul Tibet.
- dopo le sue coraggiose prese di posizione per il boicottaggio delle olimpiadi, mi aspetto di vedere Calderoli catapultato sull’Hymalaia a difendere, fianco a fianco con lo Yeti, le ragioni dell’indipendenza tibetana.

Se prevale la realpolitik

Indietro il prossimo

marzo 7th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Di una cosa almeno bisogna dare atto a Veltroni: da quando il Pd “balla da solo” (non del tutto, per la verità), pare iniziata la corsa al passo indietro: un folto gruppo di politici di ogni schieramento ed estrazione ha fatto il beau geste di ritirare la propria candidatura.

Negli ultimi giorni abbiamo perduto diversi capitani di lungo corso e infine, tra ieri e oggi quasi in silenzio, il gruppo dei Mastella’s (manco fossero i Jackson 5) e perfino Diliberto.

Aspettiamo qualche altra lieta novella.

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Now playing: Antonello Venditti – Bomba O Non Bomba
via FoxyTunes

Mosè psichedelico

marzo 5th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Uno psicologo israeliano sostiene che Mosè, al momento della consegna delle Tavole della Legge sul monte Sinai (o Oreb?), sarebbe stato sotto l’effetto di stupefacenti. E come dargli torto…
Del resto se voi vedeste uno che, capicollando giù da una montagna, vi annuncia di aver visto un roveto ardente e vi porta delle pietre istoriate sostenendo di averle ricevute da Dio in persona (ehm… in spirito), gli credereste?

Ma mettendo da parte l’ironia: spero che il prossimo passo non sia rivelarci quale polverina bianca si celasse dietro quella storia sulla manna caduta dal cielo.

Roba da farci un musical anni’70: “The freaky years of Moses“. Altro che Cialtron Eston e Iulbrinner.

Ma tutto questo Alice non lo sa…

marzo 4th, 2008 § Commenti disabilitati § permalink

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Sottotitolo: ma chi ‘tte credi, Umberto Eco?

Non sempre quello che scrivi e quello che volevi dire coincidono. Almeno, a me capita. Da quando pigio sulla tastiera per tenere in piedi questo blogghetto, mi è accaduto di iniziare un post pensando ad un determinato argomento, ma di concluderlo questionando d’altro. Alle volte perchè non m’è riuscito rendere l’idea, altre perchè il discorso mi ha preso la mano: a scuola si direbbe che sono andato fuori tema. Volendo nobilitare la cosa, potrei sostenere che -romanticamente- ho seguito il flusso dei pensieri, sicchè son state le parole a guidarmi laddove volevano.
In certi casi, però, l’ambiguità può essere voluta e anche ricercata: in fondo, le parole son graffi vuoti sul foglio bianco ed è il nostro cerebro a riempirle di senso. Soprattutto poeti e cantautori sembrano perseguire questo scopo: a Francesco De Gregori si è spesso contestato un eccessivo ermetismo, ma egli lo rivendica perchè ognuno può scivolare lungo i suoi versi e costruirsi l’esegesi personale di ogni testo.
Si tratta di fraintendimenti? Non so. Dopo tutto, noi cerchiamo di dare a ciò che leggiamo un senso che abbia significato “per noi”. E alle volte restiamo delusi quando scopriamo qual è la spiegazione ortodossa.

Faccio un esempio proprio da una bellissima canzone di De Gregori, “Alice”.
C’è una strofa che mi piace particolarmente:

“Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello,
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l’ha.
Ma tutto questo Alice non lo sa…”

Ho sempre pensato che i primi due versi evocassero la presenza di pochi spiccioli nel cappello del mendicante, posto a terra accanto a lui. E mi sembrava un’immagine molto potente. Poi sono venuto a sapere che la strofa era stata rimaneggiata all’uscita del disco, nel 1973, per questioni di censura.
L’originale diceva:

“Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello,
ma è convinto che sia un portafortuna….”

L’immagine è potente ugualmente, anche se diversa: dobbiamo figurarci il mendicante col cappello sul capo a nascondere quel che, verosimilmente, lo sta divorando. Forse il senso è più chiaro, però mi sembra meno “poetico”.

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