Il mio dito sinistro (primarie a Nord-Est)

ottobre 26th, 2009 § 2 comments § permalink

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Ditelo, dai, che non vedete l’ora di conoscere il disordinato resoconto della mia esperienza da scrutatore alle primarie.
Per iniziare, però, due parole sull’esito della disfida:  ha vinto il candidato migliore, con il programma peggiore. L’idea di riproporre l’Unione –o qualcosa di similmente arzigogolato- per contrastare il dinamico duo Pdl+Lega può forse essere efficace nel breve periodo, ma rischia di condurre al consueto problema di un impossibile governare. Speriamo il nocchiero conosca le correnti in cui ci inoltra.
Da persona che ha convintamente votato Marino, non posso che condividere lo sforzo per un leale sostegno all’azione del nuovo segretario: uno concreto e molto capace senza dubbio, che già oggi sarà a Prato per confrontarsi direttamente con gli artigiani del tessile in crisi. Come inizio, non c’è male.
Oh, scusate: voi aspettavate trepidanti  (?), lo sguardo febbrile a scorrer le righe, le mie impressioni sulla domenica elettorale! Vi accontento subito. Butto giù le cose un po’ come vengono (son pigro, si sa):
1. L’indice della mia mano mancina (che a fianco potete ditovedere immortalato, ancora malconcio ma soddisfatto) è il segno più eloquente della massiccia presenza al voto, andata ben oltre le attese. Il vescicolone sulla faccia interna della stremata propaggine è certo l’effetto traumatico delle orrende penne bianche fornite dalla provincia, ma si sarebbe prodotto in ogni caso: il PD insomma, inteso come la gente che prova a crederci, non sembra in via di estinzione.
2. Dopo tutte le carte e i verbali redatti, vorrei proporre di cambiare nome al partito: da Partito Democratico a Partito Burocratico. Troppe scartoffie non scoraggiano chi vuole imbrogliare (anzi), ma inguaiano chi vuole essere corretto e scrupoloso.
3. Ho visto, quasi in parata di fronte al banchetto dov’ero seduto, una rassicurante folla di diversità. Multiformi  gli atteggiamenti, l’abbigliamento, le camminate, le parole e gli sguardi: mani grandi, consumate dal lavoro insieme a mani delicate e sottili; passi veloci e sicuri, spesso a scortarne di più meditati o esitanti.
4. Pochi giovani, ma tanti bellissimi vecchi con ancora passione per le proprie idee e ideali per le proprie passioni.
5. Sono molto orgoglioso dello spirito di correttezza e grande collaborazione con cui si è lavorato nel nostro seggio: in tempi in cui la politica è vista ovunque come aggregazione di interessi per dividersi spazi di potere,  tutte le persone che ieri sono state chine per ore a scrivere ricevute e compilare registri senza aspettarsi nulla in cambio danno un bel segnale di pulizia.
7. Dai risultati, traspare una differenza tra la forza di Bersani come candidato e la debolezza della candidata regionale per la lista Bersani (che comunque ha vinto, nel Veneto):
Votanti: 817
                          Nazionale:            Bersani 351
                                                  Franceschini 312
                                                            Marino 142
                          Regionale:            Bersani 283                  
                                                 Franceschini 367
                                                            Marino 142
Elettorato scafato, in grado di approfittare al meglio del voto disgiunto, parrebbe.
8. Ora sarà il caso di pensare alle elezioni Regionali: mancano 6 mesi, non abbiamo lo straccio di un candidato (nemmeno in pectore).
9. S’è capito cosa vuole Rutelli (a parte un panino senza cicoria): Casini. Ma perché aspettare Marrazzo?

il cannocchiale

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Dire qualcosa (appena appena) di sinistra

agosto 27th, 2009 § 1 comment § permalink

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ansa_16565535_01020 Può darsi sia stata la necessità di accaparrarsi i favori del pubblico (magari in vista di una futura candidatura a Segretario del PD, data la persistente virile vigoria del Priapo di Palazzo Chigi), ma questo Fini qui pare il gemello sveglio di quello che ha firmato la legge Bossi-Fini sull’immigrazione (tuttora in vigore, purtroppo):

"In tutte le lingue europee [patria] significa terra dei padri. Ma oggi cosa diciamo ai figli nati qui che hanno genitori nati altrove e vestono le maglie delle nostre nazionali, come Balotelli o i giovani campioni juniores di cricket?". Non sono italiani anche loro? E non sono esseri umani quelli che muoiono nel Mediterraneo o riescono ad arrivare stremati sulle nostre coste? Le risposte della Lega a queste domande "sono superficiali, propagandistiche e vagamente razziste".

E le parole sul Testamento Biologico?

"Non si tratta di favorire la morte, ma di prendete atto dell’impossibilità di impedirla". E "senza fare crociate contro i cattolici" se qualcuno pensa che "decide il Vaticano e non il Parlamento, io, Costituzione alla mano, dico no".

Ve lo immaginate un leader Pd che dice queste cose? Sarebbe accoltellato seduta-stante da Paola Binetti. Quest’apertura verso una rivisitazione del papocchio partorito al Senato sul fine-vita dovrebbe essere colto al balzo dall’opposizione: finalmente, sotto un ombrello abbastanza forte quale quello offerto da Fini, molti del PDL potrebbero spendersi per una legge più umana.

La mia iscrizione al PD

luglio 12th, 2009 § 6 comments § permalink

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Volli, fortissimamente volli

(un impegno in punta di piedi)

Sebbene il PD abbia fatto di tutto per impedirmelo, questa sera io comunque mi sono iscritto. Ci sono voluti più di una settimana di appostamenti davanti alla sede locale, che perdurava indifferente a sbattermi sul grugno la sua porta chiusa; due mail per l’adesione on-line, bellamente ignorate; disperati tentativi alla ricerca di uno straccio di recapito dei coordinatori. Quando ormai ero quasi deciso ad assumere un investigatore privato che scovasse il domicilio dei responsabili democrats comunali –o che, per lo meno, facesse gli appostamenti per conto mio- una qualche dinamo sferragliante nel mio cervello deve essere riuscita ad accendere la luce dell’Idea. Un’idea invero banale, ma strategicamente vincente: lasciando strada  alle ragioni della panza vuota, ordinare costa e salsiccia alla Festa dell’Unità. Si dà il caso, difatti, che la ragazza alla cassa fosse in possesso del giusto contatto. Nell’arco di 24 ore, satollo e pieno di grassi animali, eccomi così in compagnia dell’agognata tessera.

Vi chiederete il perchè di tutta questa foga improvvisa: gli è che il regolamento per l’elezione del segretario del Pd è una costruzione barocca di cui nemmeno gli estensori han compreso i meccanismi, in cui spiccano una serie di limitazioni ed ostacoli per la presentazione delle candidature. Tra le altre cose, viene sancito che le primarie (con cui avverrà l’elezione vera e propria, aperte a tutti) saranno precedute da una sorta di “scrematura” dei candidati fatta al famigerato Congressone di ottobre e che ogni aspirante alla segreteria dovrà giungere in quel consesso con un tot di firme di iscritti (5% del totale in ogni circoscrizione elettorale? 15% nazionale? 2000 firme? Boh…). In soldoni, ci vogliono le firme di un certo numero degli aderenti censiti alla data del 21 luglio. Se voglio sostenere qualcuno, devo dunque essere iscritto per quella data. Ecco: scusate la prolissità, spero abbiate capito.

Resta ancora la domanda che vi serpeggia in mente da qualche riga: beh, ma chi sostieni? Giusto, ora rispondo. Fino a sabato 11 luglio il mio candidato sarebbe stato Ignazio Marino. Dopo la sparata di ieri ed in attesa di vedere il programma elettorale mi riservo la decisione, anche se la propensione rimane sempre la medesima. Spero che il senatore Marino abbia chiaro che, se vuole concorrere per una carica così importante, non può rilasciare dichiarazioni in libertà, senza pensarci su mille volte (anche perchè la questione morale nel Pd esiste, ma è altra cosa).

 

Piccole buone cose

maggio 28th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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1236267846853_FerruccioFazio Finalmente posso parlare bene di un’iniziativa del governo in carica (tocca pure questa): anche se una rondine non fa primavera, magari almeno l’annunzia. Il viceministro Fazio, prossimo a divenire ministro tout-court della Sanità, ha oggi firmato un provvedimento con cui si semplifica la prescrizione e la distribuzione degli oppiacei per uso terapeutico. Fino ad oggi la procedura era demenziale: ogni medico di famiglia doveva andare a prendersi un ricettario speciale per gli stupefacenti (praticamente da tenere sotto chiave in cassaforte per timore che venisse rubato) col quale rilasciare una ricetta in triplice copia per il farmacista; con questa prescrizione, il paziente poteva farsi consegnare una moderatissima quantità di cerotti o pillole per alleviare il dolore cronico. Conseguenza: molta carta, molte attese inutili negli ambulatori, alto rischio di trovarsi sprovvisti dei farmaci nel momento della necessità (e parlo per esperienza diretta). Tutto per paura degli abusi e della fantomatica dipendenza (ditemi voi un malato terminale che se ne fa del problema della dipendenza). Questa sì è una conquista di civiltà. Speriamo solo che i vari Giovanardi o Volontè di turno non si mettano di traverso.

L’amore di Gasparri

febbraio 14th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Ecco l’unica persona del Pd che, al momento, voterei:

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Eccezionale, oggi, la battuta in tema di Testamento biologico:

"Io mi fido dell’amore di mia figlia, non mi fido dell’amore di Gasparri"

Bisognerebbe stamparla sulle magliette.

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