Panorama italiano V

novembre 26th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Novembre 2009 – IV settimana

 Una maggioranza solida, coesa e in armonia:screenshot.9

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Se lo dice lui:

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Le parole sono importanti:

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Che bello, quando c’è armonia in famiglia.

 

Chi nasce Rotondi: Palesemente in crisi di visibilità da quando la voce-zerbino del premier è divenuto il tonitruante Capezzone e preso alla sprovvista durante la sua non-pausa pranzo, il ministro (in) ombra Gianfranco Rotondi si è lanciato a magnificare le virtù corroboranti del digiuno a mezzodì: pazienza, i cali di zuccheri sono pericolosi per le menti più acute, figuriamoci per i Rotondi. Tutto sommato, poteva finire lì: bastava la dichiarazione-retromarcia che ne è seguita. Invece, la cosa ha iniziato a montare sempre più: abbiamo avuto pareri autorevoli di nutrizionisti che correttamente ricordano i rischi del digiuno e dichiarazioni varie di approvazione o di biasimo a favore di cronista da parte di sindacalisti e politicume vario. Così, Rotondi si è sentito in dovere di ritornare sulla faccenda e, con una nuova piroetta, quasi di proporre una sorta di via di mezzo (ah, le virtù del centrismo estremo!): beh, chi vuole la fa, chi non vuole potrebbe andare a casa un’ora prima (per stare con la famiglia, beninteso). A questo punto, il nostro prode politico era ormai tornato sulla cresta dell’onda: gli mancava solo un bel No-R day per potersi dire candidabile a più alti servigi. Bene, non ha dovuto aspettare granché.

Morta a Morta: Finalmente Brunone Vespa ha il suo nuovo giallo scabroso da propinarci quando la politica langue: la triste storia di Brenda, il transessuale morto nel suo appartamentino romano, ha tutte le carte in regola per essere il nuovo Cogne. Una vicenda strana, nata da uno scandalo sessuale la cui natura solletica la pruderie come mai prima; una morte improvvisa, ma in qualche modo annunciata e non ben chiarita; un mondo, il sottobosco della prostituzione maschile romana, che torna alle cronache come ai tempi di Pasolini. Torme di opinionisti e schiere di criminologi si stanno già riversando nelle redazioni dei principali “contenitori” pomeridiani e delle trasmissioni cosiddette di approfondimento della seconda serata raiset: non si segnalano ancora tafferugli, ma la crisi si sente anche in questo settore e gli animi rischiano di scaldarsi con niente, soprattutto perché gira voce che a molti non potrà essere rinnovata la collaborazione.

Il caso clinico della settimana: Per la serie “ordinanze di un certo livello,” come sempre i sindaci leghisti si distinguono per la levità di tocco. Questo cartello, posto nel territorio comunale di Varallo Val Sesia, tra le altre cose vieta l’attività a “vu’ cumpra’” e mendicanti.

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Insomma: morite pure di fame, ma fatelo tra le mura di casa.

 

White Christmas (il catechismo del leghista)

novembre 20th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Ora, mentre si trovavano in quel luogo,

si compirono per lei i giorni del parto.

Diede alla luce il suo figlio primogenito,

lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia,

perché non c’era posto per loro nell’albergo.

(Luca 2, 6-7)

Si avvicina il Natale, quelli della Lega han deciso di fare il presepe a modo loro (ma forse l’han confuso con Halloween):

L’amministrazione comunale di Coccaglio, nel Bresciano, poco meno di settemila abitanti, 1.500 stranieri, ha inaugurato l’operazione ‘White Christmas’: fino al 25 dicembre i vigili urbani andranno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari, quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo, "se non dimostrano di averlo fatto la loro residenza viene revocata d’ufficio", dice il sindaco Franco Claretti.

 

L’assessore alla sicurezza (saggio e teologo sopraffino, come si può ben vedere):

Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana

 

Bossi (non il figlio trota, il patriarca in persona):

"E’ sgradevole il nome ma il comune ha applicato la legge. Non c’era bisogno di chiamarla White Christmas, si poteva chiamare ‘Natale controllo della regolarita”. A volte anche la forma e’ sostanza”.

Non gli piace il nome, porello. E certo! Natale ormai evoca troppo il consumismo. In inglese, poi: fosse stato dialetto, magari…

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Dice: che vuoi aggiungere? Ne han parlato quasi tutti, quelli là son dei balenghi (pericolosi).

Io non aggiungo niente, in effetti. Per una volta vorrei lasciare il campo a uno che qualcosa ne sa e che potremmo definire “il diretto interessato”, insomma il Fondatore:

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 41

(Matteo 25, 34-40)

 

Minchiopadano 3: il risveglio della bestia

settembre 12th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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sanguisuga Non credo sia ancora uscita dai confini della terra dei dogi, ma spero presto anche voi possiate godere dell’ennesima sparata di un illustre rappresentante del minchiopadanesimo locale. Forse pensando di dover in qualche modo rispondere all’alzata d’ingegno del sindaco di Ponteranica, piccolo centro del bergamasco (il quale ha appena rimosso la targa a commemorazione di Peppino Impastato dalla biblioteca comunale, per reintitolare la struttura ad un oscuro personaggio locale), il presidente della provincia di Treviso (ripeto: il presidente della provincia), tale Muraro, si è sentito obbligato a calare un poker d’assi.  Leggiamo le sue acute e sobrie dichiarazioni, riportate da “Il Gazzettino”, in sostegno all’istituzione di gabbie salariali:

«Gli immigrati incidono sui salari perché portano una concorrenza sleale ai trevigiani: accettano la riduzione della paga, lavorando con meno professionalità, perché poi mandano a casa i soldi dove hanno un valore ben diverso – evidenzia il presidente – questo sistema sta drogando il mercato e purtroppo c’è qualche imprenditore che ne approfitta: per questo invito tutte le imprese ad assumere persone trevigiane».

Fino a qui siamo alla solita tirata anti immigrazione, senza capo nè coda. Stucchevole, miope e facilona, ma oramai consueta. Poi, però, Muraro si innalza a vette forse mai raggiunte dal leghismo contemporaneo (il che lo inscrive di diritto nel ristretto Olimpo dei Minchiopadani di ritorno):

Il rischio, però, a conti fatti, e con stipendi effettivamente diversificati, è che i lavoratori del sud si comportino allo stesso modo alimentando una migrazione interna mai sopita. «Ma è proprio per questo che invito ad assumere trevigiani – taglia corto Muraro – i meridionali vengono qua come sanguisughe, e per gli statali poi è ancora peggio perché fanno un mordi e fuggi, e poi chiedono il trasferimento che diventa un privilegio per tutta la vita».

 

Che aggiungere?

 

Qui le altre puntate della Saga del Minchiopadano:

Il ritorno del Minchiopadanus

Minchiopadano torna a far danni

 

Crociati al pesto

agosto 28th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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pesto Carissimi, d’ora in poi fate attenzione ai nuovi Crociati al pesto: se pensavate che i siluri de “la Padania” al Vaticano fossero l’anticamera di un divorzio clamoroso, vi sbagliavate. Ci pensano Bossi e Zaia a farsi riannettere in pompa magna nella schiera dei difensori delle nostre tradizioni minacciate dai perfidi beduini: il primo con un’intervista a Repubblica in cui sostiene di trovare normali le critiche ecclesiastiche a Silviuccio, il secondo con bellicosi proclami al meeting di Cl:

"Noi ci riteniamo gli avamposti nella trincea della Chiesa: potremmo dire che siamo i nuovi crociati. Siamo coloro che vanno a difendere tutte quelle idee che spesso qualcuno, magari, si vergogna di difendere".

Certe idee, in effetti, mi vergognerei di difenderle. Lascio dunque volentieri al ministro Zaia il compito di sognare il momento in cui il verde vessillo dei minchiopadani garrirà al vento d’Oriente in quel di San Giovanni d’Acri, mentre il Va’ Pensiero in salsa trevigiana riscalderà il cuore dei crociati padani di guardia alle porte della città. Quanto a me, spero per allora di aver già tolto il disturbo.

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