La roba

marzo 24th, 2010 § 1 comment § permalink

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“… Tutta quella roba se l’era fatta lui, colle sue mani e colla sua testa, col non dormire la notte, col prendere la febbre dal batticuore o dalla malaria, coll’affaticarsi dall’alba a sera, e andare in giro, sotto il sole e sotto la pioggia, col logorare i suoi stivali e le sue mule – egli solo non si logorava, pensando alla sua roba, ch’era tutto quello ch’ei avesse al mondo; perché non aveva né figli, né nipoti, né parenti; non aveva altro che la sua roba. Quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba.”

“…E stava delle ore seduto sul corbello, col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare, e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia, e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi, curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe, per invidia, e borbottava: – Guardate chi ha i giorni lunghi! Costui che non ha niente! -Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me!”.

(Giovanni Verga – La roba)

 

P.S.: spesso mi viene di pensare che Verga sia stato il più abile scrittore di prosa italiano (o per lo meno che i siciliani abbiano, nascosto nel loro patrimonio genetico, il gene del narratore).

 

 

Quel fumo dal radiatore…

marzo 18th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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corriera Sommessamente e senza intenzione di farvi allarmare più del dovuto, vorrei farvi partecipi di una mia grave preoccupazione di questi giorni, concernente la vecchia corrierina su cui allegramente tutti siamo momentanei gitanti: in fondo, pure se puzza di naftalina, viaggia con sedili ormai frugati e già fuma dal radiatore alla prima corsetta, ancora le voglio bene.

Dunque sono un po’ preoccupato da come la stiamo maltrattando negli ultimi tempi: il pilota mi pare un tipo ormai suonato, tira le marce come un novellino, passa dovunque col rosso, stende le vecchine sulle strisce e poi lancia gestacci inequivocabili ai vigili che cercano di farlo ragionare; quelli seduti nei primi posti, invece di suggerire una guida più attenta e serena, sembra ci stiano prendendo gusto e -quando non sono occupati ad aprire le porte per gettare fuori  in corsa qualche malcapitato- incitano il guidatore a osare sempre di più; quelli dietro si dividono tra quanti si limitano a vomitare dal finestrino e quanti cominciano a dar fuoco alla tappezzeria, supponendo che sfasciare tutto sia il mezzo più rapido per fermare questo andare spericolato. Se ci aggiungiamo che il percorso è costituito da strade sterrate piene di buche e curve a gomito senza protezioni e che il meccanico non controlla freni e sospensioni da almeno sessant’anni, magari mi date ragione pure voi.

 

Regole e panini

marzo 7th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Cronache dalla terra dei cachi (Italia gnamme…)

img_0424 Da ormai troppi anni siamo costretti a questo continuo scegliere “il male minore”, a sacrificare alla prepotenza di un piccolo uomo con tanti soldi ogni straccio di regola condivisa; questa volta per salvaguardare i diritti degli elettori del partitone più squinternato del mondo (vi immaginate le battutacce se la cosa del panino fosse accaduta al PD, l’autonominatosi partito-Fantozzi? e vi immaginate se mai il governo si sarebbe affannato con un assalto all’arma bianca al Quirinale per tutelare delle liste “non amiche”?), altre volte per fini molto meno nobili.

Da troppi anni siamo anche costretti a toreare tra dichiarazioni tutta forma e niente sostanza, che fanno solo un po’ di rumore e restano al più come echi lontani nelle rassegne stampa: quando Di Pietro grida al golpe e minaccia l’impeachment contro Napolitano, è tutto grasso che cola per il PDL.

Ben vengano le manifestazioni  di piazza, ben vengano i post indignati: è giusto dire che non siamo d’accordo con certi soprusi. Solo, non pensiamo di ottenere qualcosa: noi non possiamo.

E’ per questo che spero negli elettori del Pdl: coraggio, togliete il vostro voto a quelli che hanno rischiato di farvi restare senza la possibilità di scegliere i vostri rappresentanti. Non è giusto premiare i furbi e gli incapaci, non è possibile digerire qualsiasi brodaglia solo perché dalla cucina ve la spacciano come “piatto tipico”: questo lo facevano i comunisti, sapete.

 

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