Panorama italiano VI – Precipizi

dicembre 3rd, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Dicembre 2009 – I Settimana

Nuovi picconatori: Se volete avere un’idea di come vanno le cose nella maggioranza, date un’occhiata al volto smagrito –e smarrito- del Sandro Bondi di martedì sera a Ballarò:

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Il fatto che, almeno apparentemente, il più efficace oppositore del governo sia al momento il “cofondatore” del PDL dovrebbe rendere inquieto –e non poco!- Pierluigi Bersani: non è certo un buon segnale per il PD.

In subordine, le “picconate” di Fini fanno pensare ad un qualche movimento convergente che potrebbe coinvolgere da sinistra(?) il neonato partito della X di Rutelli e da destra il presidente della Camera con un piccolo manipolo di fedelissimi per una fusione con l’UDC. Una sorta di Kadima, insomma. Probabilmente è solo una suggestione, ma se almeno si decidesse per il sì o per il no ci risparmieremmo lo st(r)illicidio quotidiano di queste accuse di tradimento da parte dei difensor fidei dell’ortodossia berlusconiana.

 

Politica estera: Nel frattempo, in un altro paese…voilà, la politica estera italiana:

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A.A.A. offresi: politico attempato ma ancora ammantato di fascinoso cerone, amante della compagnia e delle belle donne, conoscerebbe dittatore (o anche presunto tale) di paesi emergenti con pari requisiti per proficuo scambio culturale e serate in allegria. Garantisce parole di calorosa stima, discreto glissare su qualsiasi questione di pervasivo controllo su media e opposizione e sicuro sdoganamento presso la comunità internazionale. Astenersi grigi titolari di democrazie occidentali.

 

Crucifige! Il crocifisso, si sa, si porta con tutto: ultimamente, ad esempio, era spesso segnalato su petti rigogliosi di donzellette televisive dalla dubbia devozione. Ora però, complici gli ultimi fatti di cronaca, siamo alla più completa deregulation: si vocifera infatti che, prede di un completo delirio da crocifisso e dopo averlo invocato perfino nel tricolore, quelli della Lega vorrebbero poter reintrodurre il “simbolo” per eccellenza in tutti quegli ambiti da cui un bieco illuminismo post-bellico lo ha da tempo escluso. Ad esempio si cita l’apposizione delle firme: da ambienti vicini al Carroccio si è fatto notare che i nostri nonni solevano siglare i documenti con un crocifisso (dai laicisti banalizzato poi in semplice croce). Questo non per analfabetismo, come recita la vulgata diffusa artatamente dagli studiosi appartenenti ai soliti ambienti radical-chic della sinistra fannullona, bensì per rimarcare la millenaria tradizione giudaico-cristiana che quegli uomini semplici ma retti non dimenticavano mai.

 

Senza risposta

settembre 18th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Hate your next-door neighbor,

but don’t forget to say grace

(B. McGuire – Eve of Destruction)

 

Ogni volta che qualcuno di questi ragazzi (ormai sono più giovani di me), inviato in maniera più o meno condivisibile e responsabile nei teatri di guerra del nostro ribollente mappamondo, torna avvolto dal tricolore in una cassa, accanto a tristezza e dolore per l’assurdità del tutto mi si ripropone un irrisolto dilemma di moralità personale. Se tutto sommato nel 2001 era facile essere contrario all’intervento armato in Afghanistan e ancor di più al coinvolgimento italiano in quella folle impresa, sostenere oggi che “i nostri devono tornarsene subito a casa” lo è molto meno: un eventuale disimpegno delle truppe occupanti, infatti, porterebbe fatalmente alla riconquista del territorio da parte dei talebani. Con quali conseguenze e quanto altro spargimento di sangue tra i civili è fin troppo ovvio da immaginare. D’altra parte i soldati del contingente italiano sono in quel lontano lembo dell’Asia su mandato del nostro Paese (ovvero e purtroppo, di noi tutti): se saltano su di una mina lo fanno sostanzialmente al posto nostro. Discettare dunque, dalla mia postazione sicura di fronte allo schermo, a proposito della necessità assoluta di “rimanere” mi viene allo stesso modo (e forse maggiormente) difficile: la tentazione è quella di pesare i morti sulla base della nazionalità e non del numero assoluto –se mai una vita umana può essere pesata in una maniera che non sia quella di chi la perde e dei suoi affetti strappati. Tanto più che vigliaccamente, lo confesso, mai accetterei di prendere parte ad una missione di pace: come permettere che altri si sacrifichino per chi non farebbe lo stesso per loro?

Le Frecce Verdi

settembre 1st, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Dal dispaccio del sottotenente Renzo Bossi, infiltrato come agente segreto padano tra le amazzoni guardaspalle di Gheddafi con il nome in codice Al-Trotahili:

(Tradotto dal bergamasco):

“Caro padre,

la mia missione procede a gonfie vele. Qui tutti mi trattano benissimo, sembra che parlare fluentemente il bergamasco sia stata la carta vincente: ci capiamo a meraviglia. Mi fa paura, però, sapere che le nostre lingue sono così simili: saranno mica esseri umani anche loro? No, bando alle fantasie: dopotutto pure questi sono dei bingo bongo, anche se con la pelle più chiara. E comunque, egregio genitore, si vede che non sono molto furbi: quando ho suggerito che le Frecce Tricolori inviate da quei lader di Roma Ladrona avrebbero dovuto omaggiare la Libia con del fumo verde anzichè appunto* tricolore (ah, per inciso, vedi come uso bene le parole: appunto* mi viene dalle ripetizioni per il mio felice ultimo tentativo con la matura), loro ci sono cascati subito! Meno male che la bandiera di questo paese è verde come la nostra, così tutto è stato più facile. Ora non resta che far diffondere le note del Va’ Pensiero durante l’esibizione e la missione sarà compiuta. Oh, vedi di far ragionare quel tizio che comanda gli aerei: sembra l’unico ostacolo al nostro vessillo, ormai (magari fagli telefonare da Silvio, fagli promettere qualche signorina del luogo come regalo: Gheddafi ne ha tante…). Tra poche ore, finalmente, tutto il mondo conoscerà la nostra forza e dovrà chinare il capo alle nostre richieste (a proposito: cos’è che vogliamo? La Cassoeula riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, giusto?)

Padanamente tuo,

Renzo Al-Trotahili

*in italiano nel testo. (N.d.T.)

 

Cartapesta

luglio 10th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Bisogna ammettere che, dal punto di vista mediatico, questo G8 (o G7+1, G8+G5, G14, G alla –6 con riporto di 1) è un bel successo. Nel più puro stile Mediaset. Un Grande Fratello pieno di strette di mano, foto di gruppo, cene pantagrueliche, momenti di commozione spiccia tra le macerie, attori e politici che sfilano tra la gente. La cosa più vera che ho visto è stata la tenda di Gheddafi.

19Grande anche l’effetto scenografico delle macchinine elettriche guidate da avvenenti fanciulle, hostess che indossavano le divise della Guardia di Finanza (ah, erano davvero della Finanza? ma le selezioni per entrare nel Corpo le fa papi? e se hai la panza e la barba?).

In concreto cosa hanno deciso questi governanti? Secondo Rai1 Rai2, reti entusiasticamente prestate all’agiografia del padrone di casa (che dovrebbe essere il Governo italiano, ma in realtà è il maitre di Palazzo Grazioli), ogni momento ed ogni incontro hanno partorito epocali risposte ai problemi mondiali. Cose tipo: basta con l’economia immorale, quanto è cattivo l’Iran, come è buona la pasta tricolore.

Si sarebbero decisi, tra le altre cose, 20 miliardi di dollari di aiuti contro la fame nel mondo: naturalmente spalmati in tre anni (e ci saranno almeno altri 3 vertici per cambiare idea). Certo fa un po’ specie che a dare l’annuncio dell’annuncio di questo potente stanziamento sia proprio colui che è stato accusato, l’altro giorno, di non aver onorato analoghi impegni pregressi.

Insomma, fino ad ora tanto fumo: per l’arrosto si vedrà.

 

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