Se questo è un pirla

aprile 13th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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«Il progetto che stavo per mettere in atto lo portavo in me già da lungo tempo. La sua origine rimontava ai miei anni di studentato. Mi riusciva incomprensibile che io potessi vivere una vita fortunata, mentre vedevo intorno a me così tanti uomini afflitti da ansie e dolori [...] Mi aggrediva il pensiero che questa fortuna non fosse una cosa ovvia, ma che dovessi dare qualcosa in cambio [...] Quando mi annunciai come studente al professor Fehling, allora decano della Facoltà di Medicina, egli avrebbe preferito spedirmi dai suoi colleghi di psichiatria»

Albert Schweitzer

 

Da bambino, pensavo alla professione del medico come a quella del missionario: mi sembrava impossibile, una volta conseguita la laurea, non partire -per due o tre anni almeno- alla volta di una qualche struttura pericolante nel cuore dell’Africa. Il mio ideale era Albert Schweitzer: nato musicista, divenuto sacerdote, poi medico nel villaggio africano di Lambarenè. Nobel per la pace, ma di quelli veri. Se pure gli anni mi hanno fatto capire di non essere capace di tanta abnegazione e spirito di sacrificio, nondimeno rimango dell’idea che una vita spesa per gli altri sia la massima realizzazione dell’essere umano. In questo senso, Gino Strada è un esempio per tutti, al di là di ciò che possiamo pensare delle sue idee politiche.

Invece, dalle parti de “il Giornale” non amano molto le sottigliezze del pensiero critico. Dalla prima pagina di oggi:

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Strada e gli appartenenti ad Emergency avversano ogni forma di guerra: per questo criticano ugualmente sia i governi occidentali che si sono imbarcati nel conflitto in Afghanistan che i talebani, i quali per anni hanno martoriato la popolazione del paese. Per Feltri questa posizione non è concepibile: se critichi le “guerre giuste” sei automaticamente un terrorista. Oppure un pirla (come ebbe a dire Farina anche del povero Enzo Baldoni), a farti arrestare o rapire mentre cerchi di aiutare le vittime di un conflitto armato: perché, insomma, ma chi te lo fa fare? Questi ti sparano addosso e tu continui a curarli gratuitamente? Continui a porger loro l’altra guancia? Devi essere proprio un pirla, veh: te lo diciamo ben noi, unici veri depositari dei valori cristiani,  che di andare a rischiare la nostra pellaccia per quelli là non ci attraversa il cervello nemmeno l’idea.

C’è stato, qualche anno fa, un celeberrimo presidente del consiglio di un paese mediterraneo il quale si spinse ad affermare che i magistrati sono “antropologicamente diversi” dal resto della razza umana. Ora, io vorrei poter dire lo stesso di coloro che sul quotidiano di Feltri scrivono cose come quelle odierne: purtroppo, sono ben consapevole invece del fatto che siamo tutti antropologicamente identici. La meschinità è merce di cui ognuno di noi è ben fornito: alcuni, però, evidentemente sentono di esserne più ricchi e, con molta generosità, non si fanno specie di regalarne un po’ al prossimo. La qual cosa mi mette ancor più tristezza e mi costringe a dubitare della bontà del creato.

 

Sondaggismo Schizoide Acuto (SSA)

gennaio 14th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Pandemie dei nostri giorni

Apparentemente una testata giornalistica, oggidì, non può definirsi tale senza i fantomatici “sondaggi”: le domandine sceme sui fatti del giorno. Sceme e tendenziose, aggiungerei. Al punto che mi sembra ineludibile tentare di  tracciare un quadro nosograficamente esaustivo di quella che è ormai una vera e propria patologia: il Sondaggismo Schizoide Acuto.

 Definizione: trattasi di una variante grave e degenerativa di Sondaggismo Compulsivo Cronico (SCC). Al contrario del SCC, una nevrosi classica che spinge il paziente, allo scopo di sedare in via momentanea le proprie ossessioni di controllo sul reale, a servirsi in maniera continua e compulsiva di sondaggi sfornati da qualsiasi agenzia presente sul territorio, il Sondaggismo Schizoide Acuto  (SSA) costituisce una vera e propria psicosi delirante: il paziente si distacca del tutto dalla realtà, realizzando di fatto uno stato allucinatorio in cui egli stesso produce falsi sondaggi senza alcun metodo nè rigore scientifico.

Epidemiologia: patologia oggi endemica e dall’incidenza in continuo aumento, particolarmente diffusa in tutte le redazioni giornalistiche (da quelle di risonanza nazionale ai garage dove si confezionano i notiziari di quartiere) e nei vari direttivi di partito.

Casi clinici esemplari: “Cari amici in ascolto, oggi il nostro sondaggio vi chiede di esprimervi su un tema scottante:

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L’allegro refuso

gennaio 13th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Premessa: questo non è un post sulla diatriba pillola sì pillola no; i tag aborto-omicidio, ru486-omicidio, obiezione sì-obiezione no (già se ne è parlato, sapete come la penso) non gli appartengono, quindi.

Argomenti odierni sono il giornalismo e lo scarso controllo redazionale sui refusi.

Titolone di oggi dall’edizione web di Repubblica:

giornalismo becero

Debbo spiegare ancora che ru486 e pillola del giorno dopo sono due entità profondamente diverse? Se il giornalismo deve aiutare le persone a farsi un’opinione corretta sui fatti, qui stiamo freschi.

Comunque l’articolo “interno” è corretto: dunque il lapsus è del titolista (sempre considerandolo in buona fede, chè il sensazionalismo abbonda nella bocca degli stolti, purtroppo).

 

Update: fortunatamente si sono accorti della topica. Grazie ai potenti mezzi informatici ora tutto è a posto:

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(mal)Anno Zero

dicembre 4th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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…buttando tutto in vacca

A margine della puntata di Anno Zero di ieri sera (mio bilancio: visti 10 insostenibili minuti di caciara senza costrutto; constatato tristemente che l’accertamento dei fatti in simili circostanze è impossibile; cambiato immediatamente canale), discorsi rubati (parlavano forte)  oggi al bar della Stazione:

“…e quello, il tunisino 1 …quello mi è piaciuto: ci saranno pure le sentenze, ma se lui ha le carte, anche se non le ha presentate in tribunale…lui ha le carte, (bestemmia)!”

“E pensa, poi: anche [Berlusconi] fosse colpevole –e sarà pur colpevole-, ma che vita gli hanno fatto fare in questi ultimi 15 anni! Una vita distrutta, poveretto!”

“Eh, sì: che gli diano l’immunità! Lo dico io, che pure…cosa vuoi farci: a me piace Fini!”

“Ah, Fini: va a …. Fini!”

“Eh, vedi: lo attaccano coi giudici perché non hanno argomenti! Non sanno come altro fare! Ma è politica, questa?”

 

  1. Tarak Ben Ammar, ex di Craxi e di Berlusconi, intermediario per i diritti televisivi

Della Gioconda desnuda e di titolisti spericolati

novembre 17th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Ci hanno ricamato sopra in tutte le salse, su quello stramaledetto sorriso (che magari era solo l’esito di una paralisi a frigore del facciale); ci hanno perfino appiccicato sopra la foto di Leonardo in persona, per vedere se combaciava (e vai di teorie psicotendenziose sull’omosessualità repressa).

Quando uno storico dell’arte si sveglia mal girato e svogliato, è la volta che pensa ad un libro sulla Gioconda: si mette di buona lena, trova un documento incredibilmente rimasto per secoli a far da fermaporta in una qualche biblioteca del Chiantishire, costruisce una nuova e mirabolante teoria –meglio se nel filone complottardo da seguace di Dan Brown (pensate cosa ci hanno tenuto nascosto fino ad oggi! E loro sapevano, sapevano tutto!). 

Siamo dunque qui a commentare un altro di questi studi, in attesa di sapere cosa ne pensano quelli di Voyager. La cosa è semplice e financo banale, nel suo squallore: uno di quei sordidi accidenti  familiari che soli immaginiamo possibili nelle pieghe più estreme delle faccende della dinastia Forrester, mentre evidentemente potevano accadere pure nella colta Firenze del Rinascimento.

E allora, signore e signori: il segreto indicibile della Gioconda è che aveva una gemella nuda! Ebbene sì, nuda!

Svergognata!

Leggete coi vostri occhi:

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Uh, ma chi l’avrebbe detto mai: una signora così per bene, così a modo. Con un portamento, poi! Mica come quell’altra spagnola senza pudore che piaceva tanto a Goya, la Maja: quella sì, tutta desnuda!

 

Prehistorical Graffiti (l’informazione scientifica in Italia)

ottobre 30th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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valcamonica_5a Dall’ultimo numero (30 ottobre 3009 a.C.) di Prehistorical Graffiti, rivista di informazione e cultura rupestri, pubblicata su roccia a partire dall’ultimo Neolitico:

 

C’è ancora grande scalpore nel villaggio dopo lo strano pomeriggio di ieri. Uno stimato membro della comunità, il professor Kraniuth, aveva convocato nello spiazzo di fronte all’altare dei sacrifici tutta la popolazione, per mostrare una sua nuova scoperta: uno strano arnese di forma rotonda, di pietra (ça va sans dire), che faceva muovere sul terreno con la spinta delle braccia. Secondo Kraniuth questa cosa, che lui diceva aver chiamato “masso rotante”, sarebbe potuto servire in moltissimi modi diversi: addirittura  per il trasporto di persone. La gente raccolta per l’evento era divisa: alcuni trovavano l’idea molto originale e innovativa, ma altri ponevano dei dubbi. Ad un certo punto, dalla sua spelonca, è uscito come una furia Mink-Hion, lo stregone, urlando come un ossesso che quel nuovo strumento sarebbe stato la fine del nostro villaggio. “Ma come” – ha attaccato – “non vi ricordate cos’è successo quando Kraniuth se n’è uscito con quell’arnese a punta?” “Beh” –ha risposto qualcuno- “ora possiamo cacciare più animali e mangiamo di più.” “Però” – ha aggiunto un altro – “c’è stata un’impennata di furti a mano armata nelle grotte!” “Appunto –ha allora rincarato la dose Mink-Hion- “queste invenzioni portano scompiglio e depravazione! Vedrete poi, quando tutti avranno uno di questi arnesi rotanti,  quanti ci resteranno schiacciati sotto! E pensate al rumore e al traffico, qui nella piazza, se molti se ne usciranno tutti insieme sul loro masso rotante!” A queste parole, la gente del villaggio rimase sulle prime stranita e dubbiosa: poi, però, il grande prestigio dello stregone ebbe la meglio e tutti chiesero a Kraniuth di far scomparire per sempre quell’arma maledetta.

(Skrib-Ak-Kin per Prehistorical Graffiti, 30 ottobre 3009)

 

Lo stato dell’informazione scientifica in Italia è più o meno fermo all’età della pietra. A partire dalle vicende dell’influenza suina, di cui tutti i giornali si occupano senza capirci niente, al modo con cui è stato trattato il resoconto dell’articolo apparso su Nature che prospetta la possibilità di ottenere gameti da cellule staminali (per ora embrionali, presto si spera da cellule della pelle). Secondo i nostri giornali, si stanno per fabbricare (letteralmente!) figli senza padre nè madre.

Ora, basterebbe ricordare che si parla di cellule germinali, di gameti (spermatozoi, quelli con la codina; e ovociti, quelli grossi e tondi): ovvero dei precursori dello zigote, la cellula fecondata dalle cui divisioni origina l’embrione. Quindi niente bambini artificiali, semmai gameti. Inoltre, queste cellule progenitrici da qualcuno dovranno pur essere ottenute: quindi, niente bambini senza genitori.

Ulteriori studi potrebbero garantire, in un futuro non credo così vicino, dei figli propri a coppie altrimenti sterili. Questo è quanto, depurato delle teorie e dalle accuse di deriva culturale che vengono perfino da genetisti di rango come Dallapiccola (il quale stravolge, per ragioni sue di fede, la ricerca di Nature).

 

 

Forse trovate questo pezzo anche qui su Metilparaben.

Belpietro, ovvero Padre Pio

ottobre 2nd, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Come riuscire razionalmente a spiegare la contemporanea presenza di Maurizio Belpietro ad AnnoZero e a Porta a Porta, ieri sera? Grave cimento, ma necessario. Qui di seguito, le ipotesi maggiormente plausibili.

 

Pio 1. Ipotesi mistico-teologica: Belpietro è Padre Pio. Oltre al dono dell’ubiquità, del frate di Pietrelcina possiede difatti lo sguardo torvo e la glaciale cattiveria; alcuni giurano che il suo arrivo in studio è sempre preceduto da uno strano (non del tutto piacevole, a dirla tutta) profumo. Già approntate una serie di puntate monografiche di Porta a Porta sui miracoli del direttore di Libero. Bruno Vespa attende impaziente la comparsa delle stimmate per poter annunciare in diretta la sconvolgente rivelazione a tutti i fedeli. 

 

High 2. Ipotesi storico-mitologica: Belpietro è un Highlander, un immortale dotato di poteri paranormali e privo di sentimenti umani. Pensateci: non invecchia, è comparso improvvisamente  un giorno in televisione dal nulla cosmico, può teletrasportarsi da un luogo all’altro. Nei secoli passati è stato Leonida, Ponzio Pilato, Savonarola, Cagliostro, Rasputin.

 

termi 3. Ipotesi tecnologica: Belpietro è un terminator, un androide. Anzi, si tratta di una famiglia di androidi. Presenti in diverse copie nei sotterranei della Rai e negli scantinati di mediaset e la7, i Belpietro vengono attivati e aggiornati subito prima di una trasmissione di cartello (a Viale Mazzini, ad esempio,  hanno un funzionario apposito in quota PDL addetto alla bisogna). Attualmente i Belpietro integrano il software iPolemos X (release 10.2, “Iena Ridens”), che ha introdotto una nuova modalità di gestione dell’intelligenza artificiale, in grado di attaccare istantaneamente qualsiasi interlocutore senza incremento dei parametri di calore interno e pressione idraulica (con un guadagno netto di prestazioni del 15% ed un calo dei consumi del 33%, molto apprezzati in tempi di economia verde). 

 

bolt 4. Ipotesi podistica: Belpietro è Usain Bolt, ma in più dopato. Nel momento esatto in cui su Anno Zero è calato il sipario, lui è scattato dai blocchi di partenza. Con la rapidità dell’antilope e senza scomporsi nemmeno un capello, è giunto nello studio di Porta a Porta. Nel fare tutto ciò, ha infranto il precedente record dei 110 a ostacoli per adulatori di premier, ancora detenuto da Emilio Fede.

 

Si accettano altre ipotesi, purchè motivate.

 

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Cicchitto s’è fatto un cicchetto…

ottobre 1st, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Premettendo che de ‘sta D’Addario ne ho piene le tasche pure io, Cicchitto s’è fatto un cicchetto di troppo, almeno stando a questa dichiarazione odierna:

‘A parte ‘Porta a porta’, che e’ fondamentalmente neutrale, esistono in Rai una serie di talk show e di cosiddetta satira politica -‘L’Infedele’, ‘Ballaro”, ‘Parlaconme’, ‘Annozero’, ‘Report’, ‘Chetempochefa’, ‘In 1/2h’- tutti orientati politicamente a sinistra con gradazioni diverse di faziosita’. Ne’ ci lasciamo imbrogliare dalla retorica sulla liberta’ della satira, una satira che ha un tasto solo, quello di Berlusconi, diventa solo faziosita’ pura”.

Nella foga censoria gli son scappate mille corbellerie. Report e in 1/2 h fanno satira? Pestano “a senso unico" contro Berlusconi (ricordo nitidamente il disvelamento atroce del Bassolino più torvo, proprio durante una puntata di Report)? Chetempochefa, il programma più cauto del pianeta, dà fastidio al Grande Manovratore? l’infedele è un programma Rai (te piascerebbe, eh…così potresti chiudere pure quello)? Porta a Porta è tendenzialmente neutrale?

Certo è segno di neutralità il fatto che, casualmente, oggi Belpietro sia salito con Vespa a Palazzo Grazioli. E, sempre casualmente, stasera Porta a Porta  ospiterà Paolo Romani, viceministro con delega alle Telecomunicazioni: insomma Brunone ci tiene a far vedere quanto è bravo e quanto fedele al potere di turno. Lui non si arrischierebbe mai a dire cose brutte sul povero Silvio. Anzi, lo soccorre prontamente, contro la sua stessa azienda.

Strano che cicchetto si sia dimenticato BluNotte, il quale riparte (forse, a questo punto) domani  con una puntata sulla P2  -da cui cicchetto pure qualcosa dovrebbe temere, visto che faceva parte dell’allegra brigata golpeggiante di Licio.

Padre padrone

settembre 11th, 2009 § 1 comment § permalink

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Probabilmente ci si rende impopolari a scriverlo (tra i cosiddetti italiani, perchè tra i quattro lettori di queste paginette potrei ottenere la ola), ma non importa: il principale problema di questo paese è Silvio Berlusconi (ma va?). Persino in Italia e persino nel centrodestra, qualsiasi altro politico con certe frequentazioni equivoche (paramafiose, in primis; peripatetiche, in secundis) e certe dichiarazioni neroniane sarebbe caduto, da tempo e giustamente, per “fuoco amico.” Non parliamo poi di un Prodi o di un Veltroni: sai la gara, nel Pd, a chi arriva primo al trono per rovesciarlo!

Senza Berlusconi, finalmente si potrebbe parlare in maniera libera dello stato dell’Informazione: sono convinto che anche nel Pdl si sappia che la Rai non può continuare ad esistere così com’è. Che sia necessario ridurre il numero delle reti, cambiare il sistema di nomina del Consiglio di Amministrazione, aprire ad altri soggetti con nuove concessioni. Una circolazione maggiore delle idee ci renderebbe più equilibrati nelle valutazioni e aperti al cambiamento; credo anche ridurrebbe la cortina fumogena che oggi grava sui fatti del nostro paese.

Ma Silvio resta  lì. E’ la popolarità tra la gente a salvarlo? In parte, forse. Sono le televisioni che possiede per dritto o per storto? Certamente, ma non solo. Meglio: le televisioni ne sono braccio armato e conseguenza, ma l’origine di questa straordinaria longevità politica sta (ovvio, lo so) nei danè. Un immenso cumulo di soldi profusi per il Pdl: ad un buffet così ricco, chi non vorrebbe prender parte? Come potrebbe questo partito finto, di cartone, tenuto insieme solo col cerone stantio del suo leader, sopravvivere al creatore? Un agglomerato di soggetti senza una linea politica, che ondeggia al vento dell’opportunismo di giornata (oggi bisogna compiacere la Chiesa, domani Dell’Utri, poi chissà chi altro), al cui cospetto le fibrillazioni del Pd sono almeno un segno di vitalità?

Per quanto il padrone di casa sia solito picchiare figli e consorte, sporcare a bella posta i pavimenti appena puliti, apostrofare i vicini a male parole quando chiedono di abbassare il volume della Tv alle 3 di mattina, se questi è l’unico che porta a casa uno stipendio, la moglie resterà con lui. Magari lo difenderà pure con le amiche, quando riesce a vederle. Non aspettiamoci che Silvio cada, non ci sono Bruto all’orizzonte.

 

Impiccalo più in alto, Ghedino

settembre 4th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Strategia, la definisce il Corriere:

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In qualunque modo la si voglia intendere, ha ragione l’avvocato: il Cavaliere è potente, molto.

Saremmo di fronte, insomma, solo ad una questione di lesa virilità:

Bisognerà accertare se Berlusconi è potente, come lui lascia intendere quasi ad ogni comizio, o impotente. «Ho capito. Vuol sapere se noi dovremo fornire prove? No, noi assolutamente no. La controparte, semmai, se crede…».

Querele a profusione, intimidazioni a mezzo stampa e tutto perchè hanno messo in dubbio che il nostro Re (delle) Sole possa fisicamente fungere da utilizzatore finale?Da questa surreale intervista a Ghedino, ricaviamo qualche lezione importante.

La prima lezione è che gli scudieri andrebbero scelti meglio: altrimenti appena allenti un po’ il morso, sparano fesserie come raffiche di mitraglia, con conseguenze spesso disastrose.

Cosa dire, ad esempio, dell’ultima Capezzonata?

(ASCA) – Roma, 3 set – ”C’e’ da immaginare che la scelta di Dino Boffo – e quella del suo editore che l’ha immediatamente accettata- sia stata sofferta e difficile. Cosi’ come sofferti e difficili devono essere stati questi giorni per Boffo, che merita da parte di tutti umana comprensione”. Lo afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, il quale aggiunge: ”Ma cio’ che e’ politicamente, culturalmente e politicamente inaccettabile e’ l’attacco sferrato dalla sinistra contro Vittorio Feltri”.

O della gaffe sesquipedale di Gasparri (vorrei dirla tracotanza, ma non penso lui capirebbe)?

"Non so quale sarà la pronuncia della Consulta sul Lodo Alfano ma noi supereremo un eventuale giudizio negativo". Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri parlando alla Summer School della Fondazione Magna Carta a Frascati. "Avremo un avvocato, un Ghedini o Ghedoni – ha ironizzato Gasparri – che troverà un cavillo…".

La seconda lezione riguarda il merito della questione e concerne l’arte del depistaggio mediatico: avvocato Ghedini, lei dice che la querela a “l’Unità” vale a fugare i dubbi sulla virilità del Premier:

«È stata l’Unità a tirar fuori i problemi di erezione di Berlusconi».

Mi consenta: è una balla. Il primo a sostenere che Silvio avesse dei problemi al pennone fu, difatti, Vittorio Feltri: l’Unità si rifaceva a quanto egli aveva dichiarato dopo lo scoppio dello scandalo escort. Perciò andrebbe querelato l’attuale direttore de “il Giornale”.

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