Panorama italiano – 5 ottobre 2010

ottobre 5th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

Titanic

1. Che il governo è appeso a un filo, non devo certo venire a dirvelo, io; che la probabilità di andare a votare da qui a pochi mesi con questa orrenda legge elettorale ormai si avvicina asintoticamente a 1, nemmeno: bene, quindi questo primo punto lo consideriamo archiviato senza bisogno di digitare altri inutili caratteri sullo schermo.

titanic

2. Tutta la mia solidarietà (umana, ché politicamente la nomina è comunque pessima) a Paolo Romani, nuovo ministro dello Sviluppo Economico: per occupare l’ufficio di fianco (era il vice di Scajola), ha dovuto attendere sei mesi, nel corso dei quali Berlusconi pare abbia offerto il ministero perfino ad un quasi (ma anche) esponente dell’opposizione (Calearo) e forse al suo cane, prima di rassegnarsi alla soluzione “interna” (tipo quando mettono l’allenatore della primavera sulla panchina della prima squadra, in attesa di tempi migliori). Non c’è che dire, una bella iniezione di fiducia.

3. Nella messe sconfinata di fatti inaccettabili che la realtà imbandisce ogni santo giorno sulle nostre tavole (pescando nel mucchio: fame e carestie, conflitti armati, cure negate ai clandestini), mons. Ignacio Carrasco de Paula, presidente del Pontificio Consiglio per la Vita, ha scelto come bersaglio l’assegnazione del Nobel allo scopritore delle tecniche di fecondazione artificiale. La spiegazione di tale (prevedibile, ahimè) scelta sarebbe questa qua: ”Innanzitutto, senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti; secondo, senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilità è del neo-premio Nobel.” Motivazione che, al di là di come la si pensi sull’argomento, è talmente strampalata dal punto di vista logico da configurarsi come vero e proprio non sequitur, equivalente a sostenere –ad esempio- che la responsabilità dei giustiziati sulla sedia elettrica è di Edison e dei suoi studi sull’elettricità.

A che latitudine sta la paura?

settembre 7th, 2010 § 1 comment § permalink

BlogNews

presa diretta_iacona E’ giunto settembre, tutto lo stivale rabbrividisce alle prime avvisaglie d’autunno: i brividi veri, però, ce li ha portati il ritorno delle inchieste “sul campo” di Riccardo Iacona e del suo Presa Diretta. La prima puntata, “’Ndranghetisti”, è stata il consueto pugno nello stomaco: già sapevamo di quanto la criminalità organizzata calabrese, nonostante l’impegno delle sempre peggio finanziate forze dell’ordine e di magistrati come Nicola Gratteri  (banalmente, i veri eroi civili, che vivono una vita impossibile tra scorte e bunker, quasi fossero loro i criminali), sia ormai assurta a mafia numero uno del continente europeo, con una espansione su scala mondiale che nemmeno i “picciotti” siciliani forse sono riusciti a raggiungere; ora sappiamo anche quanto profondamente questo male abbia infettato ogni struttura produttiva di tutto il paese, fino a quel famoso “Nord che produce” e che ai più alti livelli molti ancora dicono  essere un’isola felice ove la criminalità organizzata non alligna.

Quando vedi paesi dell’hinterland milanese soffocati da pizzo e usura, quando assisti a deposizioni processuali di imprenditori e ‘ndranghetisti padani (doc o acquisiti che siano) le quali, in tutto e per tutto, ricalcano quanto siamo abituati a vedere e sentire nelle fiction su Corleone, Palermo, Casal di Principe o San Luca (“non ricordo…davvero ho detto così durante l’interrogatorio in procura? mai subite minacce…”), allora ti rendi conto che la solita teoria delle poche mele marce è solamente un modo per girare il capo altrove e non voler affrontare la realtà. Capisci anche che, quando parliamo di omertà, non parliamo di una condizione genetica con cui viene al mondo chi nasce a determinate latitudini, ma della risposta alla (sacrosanta) paura di ciascuno di noi se,  di fronte alle intimidazioni mafiose, trova una società che non è in grado di proteggere i suoi membri più fragili e li lascia soli ad affrontare i prepotenti. Basta vedere come, in ambito repressivo, le nostre priorità e gli sforzi maggiori sembrano volti a fare piazza pulita di quei pericolosissimi criminali che sono “vù cumpra’”, lavavetri, mendicanti: perché certo, possiamo agevolmente sopportare che dentro i cantieri si mozzino le dita e si minaccino le famiglie degli imprenditori in disgrazia, ma non sia mai che si attenti al decoro urbano ed al nostro tempo prezioso…

Villaggio vacanze Italia (Muammar’s camping)

agosto 29th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

Con una pervicacia che comincia a preoccupare, l’amico Muammar è tornato in ferie a Roma anche in quest’ultimo scorcio di agosto, con il suo corteo di amazzoni in divisa, cavalli berberi e capricci da divo. Ad attenderlo, ancora una volta, un piccolo harem di circa 200 ragazze (500 secondo la Stampa, ma la questura contesta il dato), assiepate davanti ai cancelli del’ambasciata libica. Come un anno fa, pure quest’anno le pulzellette hanno dovuto sorbirsi nientepopodimenoche… la lectio magistralis sull’Islam (da leggersi a mo’ di “la corazzata Potemkin!”) e  -immagino- su quanto bene faccia alla pelle delle donne: qualcuna si è lamentata, forse perchè le repliche non sono mai belle come la “prima”. Sollecitato da una domanda sull’ingresso della Turchia in Europa,  Gheddafi sembra abbia auspicato che tutto il nostro continente dovrebbe votarsi alla religione del Corano: peraltro, il leader libico dev’essere un abile missionario, se veramente gli è riuscito di convertire seduta stante almeno tre delle sue ospiti. Nel frattempo, che faceva il nostro sempiterno eroe, l’amico Silvio? Stranamente, disertava la muliebre adunanza per una sobria presenza a San Siro, dove il suo Milan strapazzava il Lecce 4-0. Ma come:  viene in campeggio il più illustre dei turisti e l’animatore più bravo del nostro villaggio vacanze se ne sta allo stadio?

A novembre dello scorso anno, scrivevo un post dal titolo “Metti una sera a casa Gheddafi.” Oggi che la farsa si replica, mi accorgo di avere un po’ la nausea per tutto questo: d’accordo, la ragion di stato il petrolio libico tripoli ormai nelle banche italiane e perfino nella juve gli accordi sugli sbarchi etc. etc. Però, insomma, qui si tratta di pagliacciate e pure di prese per i fondelli…

Import-export: persone come cose

agosto 21st, 2010 § 3 comments § permalink

BlogNews

http://temi.repubblica.it/limes/da-dove-vengono-i-migranti-2Spiace notare che in campo internazionale il nostro paese è in grado di esportare esclusivamente le idee ed i comportamenti più deteriori: noi respingiamo i barconi di disperati nelle fauci dei libici, la Francia ci copia con l’espulsione di rom e altri indesiderati. Provvedimento, quest’ultimo, tutto di “ispirazione italiana” anche nella sua demagogia, perchè come i respingimenti non alleviano per nulla la pressione migratoria verso l’Italia (i flussi in entrata sono costituiti per la stragrande maggioranza da ingressi via terra, attraverso le Alpi in stile “Annibale ed i suoi elefanti”: vedi cartina), così il provvedimento di Sarkozy si risolve in una sorta di “partita di giro:” essendo per lo più romeni e dunque comunitari, non appena scesi a Bucarest, i più furbi faranno check-in ad un altro gate e ripartiranno per Parigi (con i 300 euro elargiti dal governo francese sempre in tasca). Insomma, quello che conta è fare cagnara per spaventare le persone oneste (che si sentiranno indesiderate in Francia e dunque magari non ci torneranno) e lasciare campo libero a chi si fa pochi scrupoli: che volete che sia un ostacolo di tal genere, per chi già vive il suo quotidiano oltre il confine della legalità?

Forse per non sentirsi superato a destra da Sarkozy, il ministro Maroni rilascia oggi un’intervista al Corriere in cui addirittura rilancia, sostenendo che la Francia fa bene, ma che noi andremo “oltre”: attualmente non sembra che questo oltre saranno vagoni piombati, ma la possibilità di espellere dall’Italia anche i cittadini comunitari. Non tutti, comunque:

«Sì, espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti».

E vengono in mente, dopo queste parole che ognuno può interpretare come crede  (per ora, con raccapriccio noto che tutti gli pseudosondaggi di queste ore, sia quelli televisivi che quelli on-line, danno maggioranze schiaccianti a favore di questi interventi di “pulizia sociale”), le frasi attribuite a brecht che si citano in ogni dove (per una volta a proposito):

Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Fermiamoci un attimo a pensare: oggi vogliamo espellere dei cittadini comunitari dal nostro paese. Egoisticamente, a noi italiani, tutto sommato, che ci importa? C’è la crisi economica, meno siamo e meglio stiamo: meno stranieri, meno criminalità (equazione sbagliata, ma martellante in ogni discorso leghista). Quando sarà finalmente tra noi questo meraviglioso “federalismo”, cosa vieterà di espellere i calabresi disoccupati dalla Lombardia, i lucani  senza fissa dimora dal Veneto (Zaia ha vinto le elezioni con il motto “prima il Veneto”, ovvero i veneti), i piemontesi usurpatori dal Lazio? Se partiamo dal principio che  i rom sono tutti delinquenti, allora dobbiamo considerare i siciliani tutti mafiosi…

Frattini e la mancanza di argomenti: l’iranian style

luglio 14th, 2010 § 2 comments § permalink

BlogNews

Frattini Da sempre, uno degli argomenti preferiti da chi argomenti non ha è cambiare le carte in tavola, trasformando l’oggetto del contendere in una scelta tra bianco e nero, una falsa dicotomia per cui esisterebbero due sole posizioni possibili, senza sfumature: un esempio eclatante è quanto avvenuto nel 2003 con l’invasione americana dell’Iraq, quando alcuni media ed il governo di allora sostennero che non approvare l’intervento armato contro Saddam sarebbe stato equivalente a schierarsi con il dittatore di Baghdad.

Allo stesso modo, ora chi si oppone alla legge bavaglio sulle intercettazioni viene accusato di volere uno stato di polizia, in cui la vita privata di ciascuno è costantemente “attenzionata” 1 dalle lunghe orecchie delle forze dell’ordine, come se non fosse possibile un compromesso tra le esigenze di tutela della privacy e quelle di investigazione e informazione.

Più in generale, poi, nell’Italia di oggi ogni critica (anche le più Fini e sfumate), diventano un attentato al Paese intero (laddove per paese si intende, comunque, un sol uomo 2 ): ecco allora la famosa accusa di essere “anti-italiani” e di “sfascismo ideologico”.

Non stupisce dunque che il ministro per la Nautica da diporto degli Esteri Frattini, dopo la sorpresa e lo sconcerto (forse colto alla sprovvista, con il suo natante, a spasso in qualche mare esotico) per la presa di posizione ONU contro la medesima legge bavaglio, non riesca a rabberciare una difesa migliore delle solite frasi vuote e sprezzanti riservate alle critiche “interne”: invitare il massimo organismo internazionale a “leggersi il provvedimento” (tralasciando la trivialità non certo da diplomatico dell’espressione) e puntualizzare con un pleonastico “il parlamento è sovrano” che –in sostanza- il governo italiano se ne frega, fa pensare alla tracotanza e ai modi dell’Iran o della Corea del Nord, non certo ad uno stato liberale. Il fatto è che esercitare la democrazia esige un po’ di umiltà, perbacco: anche oggi (per non tornare a fatti vetusti come le leggi razziali) ci sono parlamenti e governi  “sovrani” e pienamente legittimati che, in nome di una supposta esclusiva sulla “volontà popolare” promulgano leggi antilibertarie e contrarie alla carta dei diritti dell’uomo.

  1. ah, le meraviglie della prosa burocratesca…
  2. sempre più un uomo solo, per la verità

Avanti coi cannoli

giugno 29th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

romanzi_894 Dell’Utri condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (rispetto al primo grado, pena ridotta di 2 anni per la non sussistenza delle accuse per i fatti dopo il 1992) e poco ci manca che ritornino fuori i famosi “cannoli” di Cuffaro (ma sono certo che una bottiglietta di spumante se la siano aperta, dietro le quinte): gli avvocati difensori cantano vittoria, l’imputato ride e scherza in conferenza stampa, ribadisce di considerare Mangano “il mio eroe” per essere morto omertoso e si vanta come artefice della strategia berlusconiana di avvalersi, durante i processi, della facoltà di non rispondere (legittima finché si vuole, ma non eticamente accettabile da parte di un politico).

In sostanza, una condanna per aver brigato con la mafia allo scopo (quanto meno) di  proteggere e favorire Berlusconi e le sue aziende, sembra a Dell’Utri e a molti del Pdl una bagatella da ragazzetti, di quelli che imbrattano i muri con lo spray (anzi, qualcosa di meno grave, visto con che dispiegamento di forze gli stessi personaggi si scagliano contro i vandali metropolitani).

Un po’ come se uno si rallegrasse perché pure se è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso una vecchietta, è stato assolto dall’accusa di averle rubato la borsetta.

Falli di frustrazione

giugno 11th, 2010 § 1 comment § permalink

BlogNews

Giornata di falli di frustrazione, quella di ieri: l‘IDV che occupa i banchi del governo, il PD che lascia l‘aula prima del voto, un gruppo di impavidi  che disperatamente cerca di incantare il premier, andando a leggergli la Costituzione sotto il balcone di casa (chissà, magari l’avrà presa come una serenata d‘amore). All‘atto pratico, 3-0 per il cavaliere: un goal all‘opposizione, un goal alla sedicente minoranza interna al Pdl, un goal all‘Italia intera. Difatti, di questi giorni di proteste vibranti resterà solamente il voto compatto del Senato alla cosiddetta “legge bavaglio“, contro la quale si è schierata la stampa tutta (a parte, forse, Minzolini: ma per sapere cosa ne pensa, bisognerebbe sciropparsi il tg1, ed io ne sono felicemente digiuno da almeno un anno, ormai), persino quei noti bolscevichi di Sky (listato a lutto, per l’occasione, il canale all news del gruppo Murdoch). Della ribellione dei finiani,  buoni solo a pestare i piedi invano, resta appena qualche distinguo e un accenno di possibili modifiche nel corso della prossima e ultima lettura del provvedimento, a Montecitorio: immagino non se ne farà nulla, visto come il grande capo ha sentenziato l’altro giorno. Tanto tuonò, che piovve, insomma.

Beh, per uno che lamenta ogni cinque minuti di non avere alcun potere reale, non c‘è male: pensa se potesse fare sul serio quel che gli pare.

Nel frattempo, non fai in tempo ad aprire il sito di uno dei grandi quotidiani nazionali, che lo trovi incorniciato da pervasivi e fastidiosissimi spot: le notizie sono compresse da un tripudio di colori, annunci e variegati cosini animati che svolazzano da una parte all‘altra dello schermo; ultimamente, la home page di repubblica è stata rimpicciolita, peggiorandone decisamente la visione, e ciò di certo per incrementare lo spazio a tali nuove forme di pubblicità. Questo per dire quanto bene stiano le imprese editoriali: dubito potrebbero sobbarcarsi le multe salatissime previste dalla nuova normativa.

Quindi, gente, sursum corda: un altro giorno radioso sta per sorgere nel paese di Silvioland, dove tutto va come deve andare e, nonostante si sia sempre tutti indignati, al prossimo turno ci precipiteremo ancora in massa a votare per il sire di Arcore.

La dentiera d’oro

febbraio 13th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

dente d'oro Quando ci riempiamo la bocca con le critiche al modello di Sanità a stelle e strisce e sosteniamo il (sacrosanto) tentativo di Obama di migliorare le cose in questo campo, rischiamo di dimenticare alcune pecche grossolane del nostro sistema:

PRESTITI PER IL DENTISTA - Uno su dieci dichiara di aver dovuto chiedere un prestito, per il dentista (la più alta voce di spesa medica essenziale, in media 1.533 euro su base annua), per le visite oculistiche e acquisto di occhiali e lenti a contatto. Il 50% di questi si è rivolto a un familiare, uno su tre alla banca. Chi decide di affrontare le spese comunque taglia su altre voci di spesa nel bilancio familiare. Il 40% del campione dichiara di aver rinunciato almeno una volta all’acquisto di capi d’abbigliamento. Più di uno su tre ha smesso di andare al cinema o al ristorante. Il 20% ha eliminato viaggi e vacanze.

Parafrasando un film di Nanni Moretti, “chi mangia male, vive male”…e muore prima: tanti anziani deperiscono e si ammalano semplicemente perché mancano loro i denti per mangiare cibi solidi e quindi assumere proteine a sufficienza. Pare una cosa banale, ma è un problema sanitario di considerevole importanza, certificato da diverse indagini delle Società di Nutrizione.   Perfino Silvio si era reso conto della stortura evidente e aveva tentato, qualche anno fa, di lucrare consenso con la promessa “più dentiere per tutti”. Come sempre per le proposte estemporanee, la cosa si fermò all’annuncio: forse costava troppo, forse danneggiava troppi interessi.

Una forza di sinistra, per quanto mi riguarda, dovrebbe gridare allo scandalo ogni giorno perché è stato permesso (quando, non lo so; da chi, nemmeno) di appaltare un’intera branca della medicina al settore privato: una branca che garantisce profitti altissimi, guarda caso. E fa specie pensare che, tra Pd e Rifondazione e cespuglietti vari di estrazione rosso-verde, mentre ci si scanna sulle questioni di principio, nessuno abbia mai trovato il tempo per elaborare uno straccio di idea sensata al riguardo.

 

 

 

Gelmini maestra di taglio e cucito

febbraio 4th, 2010 § 6 comments § permalink

BlogNews

Sono proprio commosso, amici cari. Oggi è nata la nuova “riforma epocale” della scuola superiore (di cui già avevo scritto qui, per chi volesse annoiarsi): in realtà, tutt’al più uno sforzo di riorganizzazione dell’esistente. Un’opera di taglio e cucito che mescola pezze di tessuti diversi (la vecchia seta Moratti, l’impalpabile lino Fioroni e perfino la grezza lana Berlinguer), per realizzare un patchwork di dubbio gusto e scarso valore culturale.

 portogruaro_porto_fluviale

Frattanto nel mondo reale, proprio qui a Portogruaro, capitano cose siffatte (da “il Gazzettino” di oggi):

 

Scuole senza soldi: studenti a casa

Scuole portogruaresi in ginocchio, genitori pronti a manifestazioni di protesta. All’istituto professionale Luzzatto si è svolto l’altra sera un vertice tra i dirigenti scolastici e i presidenti dei Consigli di circolo e di istituto di tutte le scuole del Portogruarese. Un primo faccia a faccia per capire come affrontare assieme la grave situazione finanziaria in cui versano tutte le scuole.[…]

 

In due parole, le scuole hanno pagato le supplenze dello scorso anno con i propri avanzi di cassa, in attesa di ricevere dallo Stato i contributi dovuti. Il quale Stato, venuto a conoscenza della cosa, ha semplicemente fatto questo ragionamento: bene, visto che i soldi li avevate già, io non ve ne do altri. Ah, poi:  per quest’anno vedete di risparmiare ancor di più. Ergo: niente supplenze, se non per le scuole “ricche”. E magari anche niente pulizie. 

Come questo possa coniugarsi con la millantata attenzione all’educazione dei nostri giovani  e con l’impegno a far sì che gli studenti italiani raggiungano i livelli di quelli europei, non arrivo a comprenderlo.

 

San Gennaro e le pensioni di invalidità

gennaio 17th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

la satira della domenica

Il guaio di questa società secolarizzata è che non sa più accogliere la manifestazione del Divino nella vita di tutti i giorni, ma impone di razionalizzare ogni evento e di vedere il male anche laddove invece è la vera Fede, quella che sposta le montagne. 1

Così, invece di acclamare per le strade il nome di San Gennaro che, evidentemente, aveva fatto ‘o miracolo di ritornare la vista a 53 ciechi2 i tutori della legge (ormai tarlati fin nelle midolla dal verme illuminista) si limitano ad ipotizzare fantasiose truffe ai danni dello Stato.

Non ci credete? Ma leggete dunque da voi stessi:

Napoli: falsi ciechi che leggevano il giornale

Che dire? Tutt’al più, possiamo biasimare questi fratelli fortunati per non aver subito annunziato pubblicamente l’evento miracoloso; ma, ditemi voi, con i tempi che corrono a chi non farebbe comodo una pensioncina d’invalidità?

Insomma, San Genna’: siete sicuro di avere fatto o’ miracolo nel giusto verso? Non era meglio lasciarli ciechi e mandar loro un assegno più ricco?

 

  1. o ti fa ottenere un falso certificato di invalidità
  2. e ditemi voi quale oculista possa vantare tali risultati non dico in un anno, ma nella sua intera carriera
Related Posts with Thumbnails

Where Am I?

You are currently browsing entries tagged with Società at PaleoZotico.

Bad Behavior has blocked 264 access attempts in the last 7 days.