A che latitudine sta la paura?

settembre 7th, 2010 § 1 comment

presa diretta_iacona E’ giunto settembre, tutto lo stivale rabbrividisce alle prime avvisaglie d’autunno: i brividi veri, però, ce li ha portati il ritorno delle inchieste “sul campo” di Riccardo Iacona e del suo Presa Diretta. La prima puntata, “’Ndranghetisti”, è stata il consueto pugno nello stomaco: già sapevamo di quanto la criminalità organizzata calabrese, nonostante l’impegno delle sempre peggio finanziate forze dell’ordine e di magistrati come Nicola Gratteri  (banalmente, i veri eroi civili, che vivono una vita impossibile tra scorte e bunker, quasi fossero loro i criminali), sia ormai assurta a mafia numero uno del continente europeo, con una espansione su scala mondiale che nemmeno i “picciotti” siciliani forse sono riusciti a raggiungere; ora sappiamo anche quanto profondamente questo male abbia infettato ogni struttura produttiva di tutto il paese, fino a quel famoso “Nord che produce” e che ai più alti livelli molti ancora dicono  essere un’isola felice ove la criminalità organizzata non alligna.

Quando vedi paesi dell’hinterland milanese soffocati da pizzo e usura, quando assisti a deposizioni processuali di imprenditori e ‘ndranghetisti padani (doc o acquisiti che siano) le quali, in tutto e per tutto, ricalcano quanto siamo abituati a vedere e sentire nelle fiction su Corleone, Palermo, Casal di Principe o San Luca (“non ricordo…davvero ho detto così durante l’interrogatorio in procura? mai subite minacce…”), allora ti rendi conto che la solita teoria delle poche mele marce è solamente un modo per girare il capo altrove e non voler affrontare la realtà. Capisci anche che, quando parliamo di omertà, non parliamo di una condizione genetica con cui viene al mondo chi nasce a determinate latitudini, ma della risposta alla (sacrosanta) paura di ciascuno di noi se,  di fronte alle intimidazioni mafiose, trova una società che non è in grado di proteggere i suoi membri più fragili e li lascia soli ad affrontare i prepotenti. Basta vedere come, in ambito repressivo, le nostre priorità e gli sforzi maggiori sembrano volti a fare piazza pulita di quei pericolosissimi criminali che sono “vù cumpra’”, lavavetri, mendicanti: perché certo, possiamo agevolmente sopportare che dentro i cantieri si mozzino le dita e si minaccino le famiglie degli imprenditori in disgrazia, ma non sia mai che si attenti al decoro urbano ed al nostro tempo prezioso…

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§ One Response to A che latitudine sta la paura?

  • Artemisia scrive:

    Ottima come sempre la trasmissione di Iacona. Stasera c’è la puntata sull’evasione fiscale. Tanto per andare a letto contenti… :-)

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