Import-export: persone come cose

agosto 21st, 2010 § 3 comments

http://temi.repubblica.it/limes/da-dove-vengono-i-migranti-2Spiace notare che in campo internazionale il nostro paese è in grado di esportare esclusivamente le idee ed i comportamenti più deteriori: noi respingiamo i barconi di disperati nelle fauci dei libici, la Francia ci copia con l’espulsione di rom e altri indesiderati. Provvedimento, quest’ultimo, tutto di “ispirazione italiana” anche nella sua demagogia, perchè come i respingimenti non alleviano per nulla la pressione migratoria verso l’Italia (i flussi in entrata sono costituiti per la stragrande maggioranza da ingressi via terra, attraverso le Alpi in stile “Annibale ed i suoi elefanti”: vedi cartina), così il provvedimento di Sarkozy si risolve in una sorta di “partita di giro:” essendo per lo più romeni e dunque comunitari, non appena scesi a Bucarest, i più furbi faranno check-in ad un altro gate e ripartiranno per Parigi (con i 300 euro elargiti dal governo francese sempre in tasca). Insomma, quello che conta è fare cagnara per spaventare le persone oneste (che si sentiranno indesiderate in Francia e dunque magari non ci torneranno) e lasciare campo libero a chi si fa pochi scrupoli: che volete che sia un ostacolo di tal genere, per chi già vive il suo quotidiano oltre il confine della legalità?

Forse per non sentirsi superato a destra da Sarkozy, il ministro Maroni rilascia oggi un’intervista al Corriere in cui addirittura rilancia, sostenendo che la Francia fa bene, ma che noi andremo “oltre”: attualmente non sembra che questo oltre saranno vagoni piombati, ma la possibilità di espellere dall’Italia anche i cittadini comunitari. Non tutti, comunque:

«Sì, espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti».

E vengono in mente, dopo queste parole che ognuno può interpretare come crede  (per ora, con raccapriccio noto che tutti gli pseudosondaggi di queste ore, sia quelli televisivi che quelli on-line, danno maggioranze schiaccianti a favore di questi interventi di “pulizia sociale”), le frasi attribuite a brecht che si citano in ogni dove (per una volta a proposito):

Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Fermiamoci un attimo a pensare: oggi vogliamo espellere dei cittadini comunitari dal nostro paese. Egoisticamente, a noi italiani, tutto sommato, che ci importa? C’è la crisi economica, meno siamo e meglio stiamo: meno stranieri, meno criminalità (equazione sbagliata, ma martellante in ogni discorso leghista). Quando sarà finalmente tra noi questo meraviglioso “federalismo”, cosa vieterà di espellere i calabresi disoccupati dalla Lombardia, i lucani  senza fissa dimora dal Veneto (Zaia ha vinto le elezioni con il motto “prima il Veneto”, ovvero i veneti), i piemontesi usurpatori dal Lazio? Se partiamo dal principio che  i rom sono tutti delinquenti, allora dobbiamo considerare i siciliani tutti mafiosi…

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§ 3 Responses to Import-export: persone come cose"

  • Artemisia scrive:

    “Gli Italiani tutti mafiosi” (non solo i Siciliani). Penserai mica di scampare dallo stereotipo, caro Friulano?

    Anch’io pensavo che avessimo il copyright riguardo a leggi xenofobe ma poi ho visto quel bel film del 2009 che si intitola Welcome e fa vedere come anche Gran Bretagna e Francia non stiano affatto scherzando in persecuzione dei migranti. Se ti capita guardalo:
    http://www.film.tv.it/scheda.php/film/40008/welcome/
    Ciao!

  • Verrocchio scrive:

    Ciao, cara Arte, bentornata su questi lidi!

    In realtà mio padre era siciliano, perciò lo sono (orgogliosamente) anch’io, almeno per metà (l’altra metà è veneta, ma forse la preferirei friulana, visto chi ci comanda ora…).

    Grazie per il consiglio cinematografico, cercherò di recuperarmi questo “welcome”.

    Mi sembra che in tutta europa ci sia molta paura (del diverso, dello straniero, della crisi, di perdere il benessere ereditato dai mostri padri), il che fa il gioco dei movimenti xenofobi e populisti come la Lega: un po’ dappertutto nascono come funghi emuli bossiani e fa specie pensare che, nel secolo scorso, pure il fascismo è nato da noi e poi si è diffuso come un’epidemia in ogni dove.

  • Artemisia scrive:

    Io invece ho la mamma siciliana (e il babbo fiorentino). Ogni tanto viene fuori il mio sangue siculo. Adoro la Sicilia!

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