Immigrazione o lotta di classe?

gennaio 8th, 2010 § 5 comments

…W la pappa-pappa col popo-popo-popo-pomodoro

 

Negli ultimi giorni dotti editoriali delle firme più prestigiose ci spiegano dal Corriere i guasti dell’immigrazione in Italia e dell’integrazione a tutti i costi tra culture, suggerendoci che senza il lassismo di certa sinistra e di quei preti cattocomunisti che non capiscono nulla della nostra società, non ci troveremmo a questo punto: ci vuole più rigore, insomma. Curiosamente, costoro sono gli stessi che ci bacchettano aspramente per come non difendiamo i valori cristiani e occidentali nei confronti del mondo islamico: evidentemente non ritengono accoglienza, tolleranza e solidarietà umana parte di questi fantomatici valori occidentali. Pazienza: sicuramente sbaglieremo noi, che di nulla siamo esperti e dunque titoli non abbiamo per scrivere sui giornali.

125138495-ba18567d-48af-4420-9a6a-30a0197eb968 Frattanto nel mondo reale, alla punta estrema dello Stivale, una rivolta di quelli che un tempo avremmo detto sottoproletari agita il Paese intero: si tratta di braccianti agricoli (pensavate fossero estinti, nevvero? invece i pomodori bisogna pure raccoglierli, prima di poterli comprare al supermarket), reclutati e sfruttati senza tutela alcuna per quattro soldi, costretti a vivere in alloggi fatiscenti e sovraffollati. Il ferimento di alcuni di loro ha fatto esplodere il malcontento in questa comunità di diseredati, che si sono riversati nelle strade a più riprese.

Se queste persone fossero italiane, la gente sarebbe al loro fianco per la difesa della dignità umana calpestata: purtroppo, si tratta di irregolari, per giunta di colore. Quindi per noi, cittadini a tutti gli effetti, il problema di oggi non è lo sfruttamento inumano di manodopera appositamente reclutata tra chi non ha voce per lamentarsi e deve fuggire quando vede una divisa passare: nossignore! Noi siamo preoccupati dall’eccessiva tolleranza nei confronti dell’immigrazione clandestina. Se non ci fossero immigrati, sosteniamo arguti, non ci sarebbero rivolte: un po’ come sostenere che, senza armi, non ci sarebbero guerre.

A questo modo pare ragionare, ahimè, perfino il ministro dell’Interno Maroni:

"A Rosarno c’e’ una situazione difficile come in altre realta’, perche’ in tutti questi anni e’ stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalita’ e dall’altra ha generato situazione di forte degrado"

Beh, non fa una piega: sterminiamoli tutti, oppure regaliamo loro un biglietto di sola andate per la stiva di una trireme, così abbiamo risolto il problema.

Comunque, visto che siede al Governo quasi senza soluzione di continuità da circa 10 anni, se fosse coerente con le sue parole Maroni dovrebbe dimettersi. Ma che volete: la colpa è sempre degli altri, di quella certa sinistra e dei cattocomunisti. Sono loro che hanno sbagliato: noi sapevamo tutto fin dall’inizio, ma ci hanno impedito di lavorare nella giusta direzione.

Per chiudere, una domanda: pur di avere la salsa di pomodoro per il sugo, voi ci andreste a fare i braccianti a 25 euro al giorno (lavoro di qualche giorno al mese, in nero; oggi qui, domani chissà dove; si lavora con la pioggia o la neve, col solleone o la tempesta, magari reclutati dalle cosche locali)?

Ecco, appunto.

 

 

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§ 5 Responses to Immigrazione o lotta di classe?"

  • Artemisia scrive:

    Stamani leggendo sui giornali le storie di queste persone, il sospetto che il tutto sia sobillato dalla ‘ndrangheta perchè si sposti l’attenzione dalla bomba, il fatto che il basso costo dei prodotti agricoli implica inevitabilement lo sfruttamento di braccianti, bianchi o neri che siano, ecc., oltre allo scoramento mi viene anche tanta rabbia perchè sento di essere complice acquistando le arance e i clementini che grondano sudore di questa gente e non so come fare. Non c’è un mercato solidale di questi prodotti, non ci sono (che io sappia) alternative di Libera come per la pasta (per la salsa di pomodoro invece ci sono). Non voglio essere complice ma non posso rinunciare a questi frutti del sole che mi aiutano a tener lontano i raffreddori. Conosco dei produttori a posto ma vendono solo ai GAS.
    Non mi piace sentirmi impotente.

  • Verrocchio scrive:

    Sì, da diverse interviste del tg di Sky ho avuto la medesima impressione: del resto, alla criminalità organizzata fa sempre comodo cavalcare e orientare queste “sollevazioni popolari” (aizzando l’una o l’altra fazione a seconda della convenienza) in modo da rendere difficile la vita allo stato e magari presentarsi alla gente come garante dell’ordine.

    Pure qui da noi gli agricoltori sono in grande difficoltà perchè le derrate alimentari vengono pagate pochissimo al produttore (poi, magicamente, il costo nei negozi diventa esorbitante): su queste questioni Zaia magari è presente (a parole, perchè in concreto…), il Pd?

    Come giustamente fai notare tu, una via d’uscita “personale” a questa situazione non esiste: anche ammettendo di comprare solo da Libera o tramite i GAS, il sistema di sfruttamento resta in piedi. Ci vorrebbe la politica nel senso più alto, quella che sa guardare oltre le elezioni più vicine.

    Tu vedi qualcuno con una visione d’insieme a lungo raggio?

  • Artemisia scrive:

    Naturalmente no. :-(
    Sì lo so che la via d’uscita “personale” lascia il tempo che trova, infatti la vedo proprio solo come una “soddisfazione personale” (not in my name), dato che sul superamento del sistema di sfruttamento non ho nessuna speranza (lo scrivo qui perchè sui blog degli altri mi permetto di essere più pessimista, sul mio devo reggere un po’ la parte :-) )

    Per inciso,Zaia è stato votato come miglior ministro dai lettori del Fatto Quotidiano. Non lo conosco per niente e mi sono un po’ sorpresa. Tu ne hai un’idea positiva mi pare (almeno come propositi).

  • Verrocchio scrive:

    La politica comincia dal basso, per cui quello che possiamo fare, dobbiamo farlo (anche se è complesso): so che, da questo punto di vista, tu sei eccezionale. Il punto è che poi, quando si tratta di rendere efficaci i comportamenti personali, deve esserci qualcuno che li coordini e li estenda: e questo toccherebbe a chi ci amministra.

    Zaia non mi piace per nulla: mi pare uno forte nel puntare i piedi e bravissimo nello sbandierare la sua attività (se noti è sempre in tivù quando ci sono sequestri di alimenti avariati, per prendersi il merito), ma tremendamente povero di idee (è quello del dialetto a scuola, per intenderci). Purtroppo mediaticamente funziona, perchè dice sempre che ha “le scarpe sporche di terra”: il Veneto è già suo, speriamo il Pd scelga un candidato in grado almeno di rosicchiargli qualche voto.

  • Artemisia scrive:

    Ho capito.
    Grazie.

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