Fenomenologia del Chirurgo

gennaio 18th, 2008 Commenti disabilitati

Chirurgo, animale dal comportamento bizzarro: molto mattiniero, vive nascosto in un antro male illuminato, che chiama “sala operatoria”; di rado si spinge oltre il confine di questo ambiente, quasi fosse spaventato dagli spazi aperti e dalla luce del sole.

All’interno della sua tana, egli è re: ivi suole attrarre soggetti d’ambo i sessi per strane cerimonie rituali, da cui si esce comunque in posizione orizzontale (non è detto ci si rialzi) e sovente dormienti. Forse in accordo a questa sua natura scontrosa, il chirurgo tende a maltrattare i compagni di grotta e anche le sue vittime (denominate “pazienti”) con glorificanti epiteti che non possiamo ripetere (i primi affinchè gli porgano strumenti affilati, i secondi affinchè restino immobili mentre egli con questi strumenti li tagliuzza).
Quando il sole è allo zenit, infine, il chirurgo sparisce (alcuni studiosi ritengono cada in letargo o in una sorta di estasi mistica, ma diversi pensano si rechi in altri luoghi oscuri detti “clinica privata”) senza lasciare traccia che non sia qualche garza imbrattata di sangue. Vani sono i tentativi di coloro i quali ha operato* e dei familiari, per venire a conoscenza degli eventi accaduti nella lugubre grotta. Si dice che qualcuno sia financo morto, nell’attesa.


*termine magico-religioso di natura apotropaica, che indica il complesso dei rituali che il chirurgo esercita sui pazienti (l’operazione, appunto).
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