Quello che mi infastidisce e un po’ preoccupa è invece il lato diciamo “filosofico” della cosa: mi pare che questa scelta tenda a proporre una visione morale della pratica medica, per cui l’accesso alle terapie è garantito ad un certo numero di eletti, osservanti che la Legge individua tra tutti in base a parametri più o meno arbitrari.
Chi può, in tutta coscienza, dire di non aver mai tenuto comportamenti a rischio per la propria salute? Di quante delle cose che facciamo o mangiamo ignoriamo l’effetto sul nostro fisico? E se un domani si stabilisse che, per ottenere trattamenti gratuiti per un melanoma, bisogna dimostrare di aver preso tutte le precauzioni possibili nell’esporsi al sole?
Non ho mai pensato, quando mi sono iscritto alla Facoltà di Medicina, di fare il Giudice: non credo che un Medico debba istruire un processo ad una persona malata, nè condannarla o assolverla;
piuttosto, che ogni paziente debba essere curato sempre e solo sulla base della gravità del quadro clinico e delle possibilità terapeutiche disponibili in quel momento.