ottobre 6th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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-finalmente ho capito qual è il motto del Tg1 nello scegliere i protagonisti della “nota politica” (leggi:pastone) delle varie edizioni: basta che respiri. Altrimenti non si capirebbe l’immancabile dichiarazione di Gianfranco Rotondi, nullità da 0,7% che pare Dio in terra
-per una volta che
Mastella ha ragione, diamogliene atto -poi non si dica che lo critichiamo a priori-: la contessina Borromeo ad Anno Zero non ha alcun senso, se non quello di molcere l’animo ai presenti (
e poi…non è nemmeno bellaaa; magari carina, ecco)
-siccome in termini di morbosità percepita la saga di Garlasco tira ancora, tg e giornali hanno sempre qualcuno distaccato in paese e un servizio almeno sull’argomento (neppure per l’Iraq c’è tanta attenzione); peccato che lì non succeda più niente da giorni, per cui la notizia-tipo è “oggi Alber*o S*asi non è uscito di casa” oppure “i Ris hanno spostato il camioncino due metri più indietro.” Immagino i corrispondenti, raccolti a sera accanto a un fuoco da campo, in preghiera al patrono degli inviati perchè mandi loro qualche altro efferato delitto da sfruculiare
-l’addio di Mario Giordano a Studio aperto lascia un vuoto incolmabile: chi mi strapperà le grasse risate all’ora di pranzo, Augias l’austero? Confidiamo in questo Mulè (a sapere chi è…)
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Now playing: Don Mclean – Vincent
via FoxyTunes
settembre 19th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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Ieri sera, mentre compulsavo distrattamente il telecomando, ho captato Ballarò in trasferta alla festa dell’UDC: ad un qualche Consigliere minore, intercettato in accappatoio all’uscita dalla sauna (come altri suoi colleghi, tutti raccolti nel mistico momento), si chiedeva del dibattito sulla cosiddetta Casta, scaturito dal libro di Stella e dagli interventi di Grillo. Costui, senza che nemmeno la punta di un capello mostrasse un qualche imbarazzo, in soldoni rispondeva -povero martire- di non essere realmente in villeggiatura, perchè faceva politica pure in quella situazione:
“Non perdiamo mai…eeh…il lavoro di vista…Andremo adesso in qualche situazione per avvicinare qualche elettore e magari portarlo sempre sulla linea del…eh eh”
Ovvero si sarebbe occupato di fare proseliti per il suo partito.
Con dichiarazioni di questo tenore, viene difficile dar torto a Beppe Grillo.
E non perchè questo si stesse facendo la bella vita a spese di qualcun altro (che spero fossero gli elettori dell’UDC solamente, e non la collettività tutta), quanto per ciò che ha dichiarato: fare proseliti per il partito io lo chiamo campagna elettorale, non certo politica. Avesse piuttosto detto che aveva un brunch con un dirigente nazionale o un abboccamento in piscina con un onorevole, lo avrei magari capito.
agosto 20th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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Sottotitolo: più Papisti del Papa
Premessa: prima di leggere questo post, dovreste avere la pazienza di cimentarvi con l’articolo di Vittorio Messori sul Corriere on-line di oggi.
Ogni volta che mi capita di leggere qualcosa di Messori, mi cascano le braccia dallo sconforto: il suo argomentare è troppo lontano dal mio, le sue tesi mi paiono completamente avulse dal mondo reale. Oggi scrive in merito
alle parole pronunciate dal cardinal Bertone al Meeting di C.L., che ieri hanno provocato un profluvio di fesserie a destra e a manca sulla loro corretta esegesi -tra tutti, si è naturalmente distinto per il solito acume il buon
Calderoli.
Tornando a bomba, le tesi dell’articolo che vi ho chiesto di leggere mi paiono oscure, perciò riassumo quel che ho compreso:
- Messori conosce dei religiosi adusi a pagare in nero parte del danaro dovuto a muratori, artigiani, fornitori vari…
- Messori ritiene questa una forma di “legittima difesa”, per evitare di sottoporre “tutto l’importo a tutta la tassazione prevista”
- Messori pensa che ciò non sia peccato, anche perchè nessun confessore gliene ha mai chiesto conto (“la vita spirituale di ciascuno è inviolabile, ma oso pensare che nessuno di quegli amministratori ecclesiali aggiunga le elusioni fiscali alla lista dei peccati di cui accusarsi nelle periodiche confessioni. Una supposizione, la mia, che si fonda anche sul fatto che nessun confessore mi ha mai chiesto conto del comportamento quanto a tasse, imposte, tributi”)
- Messori afferma però che “norma basilare del cristiano è il «dare a Cesare quel che è di Cesare»”, sempre che le richieste di Cesare non siano eccessive
- Messori lascia trasparire che per lui si stava meglio sotto i monarchi assoluti dei bei tempi andati, perchè “L’Ancien Régime dava poco ma chiedeva anche poco”
- Messori crede che questo idillio si sia corrotto con l’Illuminismo e la nascita di uno Stato che “si fa «etico», si fa «sociale», si fa «totalitario»(sic.!)”
- Messori deplora questo Stato nuovo, colpevole di aver prodotto una burocrazia mangia-risorse e confiscato “i beni con cui la Chiesa e i corpi sociali intermedi facevano fronte alle esigenze sociali, basandosi non sul torchio dell’esattore ma sulla volontarietà dell’elemosina”
- Messori afferma che è una tassazione equa quella che richiede al massimo un terzo del reddito (ma dove ho già sentito questa cosa?
mah…)
Ora, io mi domando e dico:
- questi religiosi che pagano in nero, lo fanno per carità cristiana (cioè per far risparmiare a muratori, artigiani, fornitori vari di pagare le tasse sul fatturato)? O per spendere meno (come capita, purtroppo, a tutti i comuni mortali)?
-va bene non pagare le tasse per legittima difesa: ma poi dove trovi il coraggio, quando vai in ospedale, di lamentarti dei tempi lunghi o della mancanza di personale?
-nel Vangelo sta scritto “Date a Cesare quel che è di Cesare”: e se invece Gesù avesse detto “Cesare non si merita niente perchè è un invasore” (a parte il fatto che non sarebbe arrivato al Golgota: lo avrebbero steso seduta stante)? Si sarebbe legittimati a evadere? Ovvero: ogni cosa che dice il Vangelo è vangelo? Oppure possiamo trovare un fondamento all’etica contemporanea in qualche fonte di pensiero più attuale?
- a parte il discorso sull’Illuminismo e sui Giacobini (i comunisti, of course) che han corrotto il creato, io non mi ci vedo molto bene nella Francia di Gigi 14: certo, se invece che riferirci alle condizioni della popolazione pensiamo al clero…
- perchè ho la spiacevole sensazione che Messori vorrebbe resuscitare il Papa-Re?
luglio 26th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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Avevo “bucato” una splendida dichiarazione del
Clemente nostro, ma grazie a un caro amico in trasferta americana (ciao, Bob!), ho potuto leggere queste parole (riporto da
un articolo nel sito di Repubblica):
[si parla della raccolta firme per il Referendum sulla legge elettorale]“fanno notizia le 178 firme raccolte a Ceppaloni, terra (ne è sindaco) di re Clemente Mastella, nemico acerrimo del referendum in quanto killer dell’Udeur e degli altri partiti piccoli. Il Guardasigilli non smentisce neppure oggi il suo astio contro i quesiti e annuncia che “farà verificare se quelle firme sono state raccolte veramente. Controllerò di chi sono” aggiunge minaccioso.”
Beh, che dire: è dura farsi amare, anche se sei un re Clemente (e generoso di prebende)…
E che sfrontati, questi ribelli che si permettono persino di pensare con la propria testa!
giugno 23rd, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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sottotitolo: come far finta di essere sani, denunciando la rogna degli altri
Farsa in atto unico
Piece teatrale di Silvio Berlusconi. Con musiche di Mariano Apicella
Personaggi e interpreti:
Re Silvio, dictator libertatis…………………………………Silvio Berlusconi
I suoi Paladini:
Principino Gianfranco, erede in pensione…………….Gianfranco Fini
L’Umberto, un tempo duro e puro……………………….Umberto Bossi
La NuovaDICCI’, un uomo-Partito………………………Gianfranco Rotondi
Il Bel Pierferdy, uomo dalle mille famiglie……………Pierferdinando Casini
Antefatto:
Un manipolo di eroi di centro-destra soffre per le incerte sorti della Repubblica Italiana, dopo che un golpe ha scalzato dal trono Re Silvio, il legittimo sovrano. A guidare il paese è ora una banda di mercenari comunisti e pedofagi, assoldata dal mellifluo Prodolon, che -truccando le elezioni- si è fatto nominare Presidente del Consiglio. Fan parte di questo gruppo: il Principino Gianfranco, che aspira alla successione del Re, ma ha già maturato tutti i contributi per la pensione e -di sfuggita- ha massacrato il suo vecchio partito; l’Umberto, vecchio filibustiere malato, ma che non si tira mai indietro quando c’è “da fare casino” senza costrutto;
NuovaDICCI’, piccolo uomo saprofita che vive solo all’ombra del Re; il bel Pierferdy, latin-lover cattolico e fronda interna a Re Silvio.
Trama:
Silvio sa che i suoi paladini vorrebbero tutti, in un modo o nell’altro, fargli la pelle. La sua tattica è sempre stata quella del “divide et impera”: oggi concedo un feudo a questo, domani lo ius primae noctis a quell’altro, in modo da accontentare tutti e nessuno. Mantenendo uno stato di conflitto latente continuo e presentandosi some l’unico in grado di tenere unita la marmaglia, il Re è ancora a cavallo. Recentemente, però, il bel Pierferdy ha mostrato di mordere troppo il freno: ha annunciato di non riconoscere più Silvio quale sovrano legittimo e flirta pericolosamente con il Gran Ciambellone Mastella e con l’altro “bello”, il neo-pio Rutello. Forte è il rischio di perdere il comando dell’opposizione a Prodolon: l’unica maniera di riportare Pierferdy all’ovile è isolarlo, ma senza darlo a vedere.
Re Silvio comincia allora, dalla roccaforte di Mediaset, ad impestare la cronaca con dichiarazioni sempre uguali, che suonano così: “Questo governo mira l’immagine del paese nel mondo. Questo governo sommerge i cittadini di tasse ed è paralizzato perchè composto da anime troppo diverse….ecc.ecc.” Con questa strategia, aiutato anche dal fatto che la coalizione che Prodolon guida è effettivamente un’accozzaglia di genti con idee alle volte opposte su un medesimo tema, Re Silvio trova una nuova popolarità e quasi ottiene il risultato di far cadere il governo. Ma il bel Pierferdy non molla e Prodolon rimane al suo posto.
L’ultima possibilità è quella di creare un polverone coinvolgendo il Capo dello Stato. Sapendo che la maggior parte dei “suoi sudditi” ignora che la massima carica del paese non può sciogliere le camere se c’è un governo in carica (e dunque, almeno ipoteticamente, una maggioranza parlamentare), comincia a minacciare di voler “salire al Colle” per chiedere al presidente della Repubblica elezioni anticipate. Nessuno se lo fila de pezza, meno che mai il bel Pierferdy. Sicchè, esasperato, Re Silvio decide di non poter, per l’ennesima volta, rinnegare la parola data: raduna i suoi cavalieri e sale veramente al Colle. Nessuno sa cosa succede durante il colloquio: Silvio dirà di non aver chiesto elezioni, l’Umberto invece affermerà il contrario. Ancora, nessuna reazione popolare: l’attacco è fallito.
Sulla delegazione di paladini senza macchia che, lancia in resta ma monchi di Pierferdy e di qualsiasi risultato da raccontare, lasciano al trotto il Colle fatale, cala il sipario.
giugno 9th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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In ordine crescente di abbrutimento, alcune perle di una settimana non proprio da ricordare:
- il governo si salva, ma dimostra un’innata propensione al paciugo: se ‘sto generale era così infido, non era meglio rimuoverlo prima, o altrimenti aspettare la quasi imminente fine del mandato? E perchè spedirlo alla Corte dei Conti, che sa di ricompensa per il siluramento?
-acuni di coloro che vogliono raggiungere Roma per manifestare contro Bush hanno bloccato le stazioni ferroviarie (se ho ben capito, con la scusa di ottenere biglietti a prezzo politico) e creato diversi disagi: pur trovando estremamente opportuno mostrare pacificamente la propria disapprovazione per come gli Stati Uniti conducono il mondo, questi metodi mi sembrano cose da ultrà, molto vicine (su scala più piccola) ai comportamenti di colui che si va a contestare
- il giovine rampollo Agnelli Lapo, recentemente acclamato come “uomo meglio vestito del mondo” dalla rivista americana Vogue (e guradando la foto qui accanto capisco perchè le star d’oltreoceano son spesso vestite come spaventapasseri), ha voluto deliziarci con alcuni aforismi di massima saggezza dalle pagine del Corriere (in un’intervista rilasciata addirittura alla corrispondente del giornale da New York):
-Lei crede in Dio? «Credo nell’aldilà e in qualcosa di più grande di me. La chiesa cattolica ha dato tanto all’Italia ma adesso rallenta la competitività, interferendo nella politica. Le coppie dovrebbero essere libere di scegliere come meglio credono. La libertà è essenziale e se qualcuno vuole stare con un uomo piuttosto che una donna sono affari suoi, non della Chiesa».
-Il suo tipo di donna preferita? «Mi piacciono molto le israeliane. Tra le italiane preferisco quelle del Sud, perché la loro miscela è più stimolante».
-Cosa rifarebbe, nello stesso identico modo, se potesse tornare indietro?
«Sono contento d’aver lavorato per due mesi in fabbrica, a 18 anni, come Lapo Rossi, in incognita a Pontedera. Perché ho capito che nessuno può pretendere di spiegare cosa vuol dire portare avanti una famiglia con quel magro stipendio, dovendo ogni giorno fare lo stesso movimento in linea di montaggio per tutta la vita. E rifarei il servizio militare. Che mi ha fatto conoscere il Paese a 360 gradi, dal cameriere al muratore, dal laziale allo juventino, scoprendo un sacco di amici».
- è in uscita il “nuovo” singolo della seconda ex di Albano, la signora Lecciso: si chiama “Tuka Kulos”…io non conosco lo spagnolo e nemmeno il rumeno, ma dubito siano parole di queste lingue. Vuoi vedere che alludono a quello che, per assonanza, sembrano alludere? La canzone è insopportabilmente brutta e finta: quindi sarà il successone dell’estate
-il noto Corona Fabrizio, l’uomo “ostaggio dello stato”, il santo martire del gossip italiano, ha inscenato una performance di lanciodellamutandadellamianuovalineafirmata dal terrazzino della casa dove è costretto dai domiciliari; a tenergli bordone, la solita troupe di Lucignolo (giornalismo di alta scuola!); ad adorarlo, giovinette belanti a caccia dello slip-trofeo (firmato e con dedica)
maggio 5th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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In queste ultime settimane la politica italiana pareva un giardino in primavera: verdi prati ariosi, fiorellini in ogni dove, onorevoli cinguettanti di ramo in ramo insieme agli avversari di sempre. Certo il calcio unifica: lo scudetto dell’Inter ha avvicinato La Russa e Cossutta, la finale di Champions League per il Milan accomuna Silvio e Bertinotti. Poi c’è il tentativo di intesa sulla legge elettorale, ovvio.
Oggi le cose stanno tornando alla normalità: è bastato nominare la legge sul conflitto d’interesse, perchè il Berluska suonasse la carica (e naturalmente tutti dietro, a partire dal sempre prono neodiccì Rotondi).
Ma alcuni fatti io ancora non me li spiego, soprattutto visto l’ordine temporale:
-Silvio diventa “buono” (parole di cortesia per tutti, dichiarazioni distensive sul caso
Mastrogiacomo, ospitate alla Fiorello ai congressi di Ds e Margherita)
-si aggrava la crisi Telecom, con proposta di Silvio di salvaguardare l’italianità del gruppo
sacrificandosi e senza ricercare vantaggi personali (sì, vabbè)
-solo pochi, a sinistra, fanno notare che Silvio non dovrebbe poter entrare anche in Telecom
-Silvio viene assolto nel processo d’appello SME
-…
-riparte la legge su ‘sto benedetto conflitto d’interesse (era ora!)
-Silvio torna “cattivo”
Secondo me manca un passaggio. Qualche idea?
aprile 16th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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Devo dire che mi mancava un po’, questo vecchio Silvio. Insieme alle dichiarazioni rese ieri a San Pietroburgo mentre assisteva con Putin ad un incontro di lotta in stile Rocky IV, è finalmente tornato il fine goliarda, l’arguto battutista, il Woody Allen della politica italiana.
Come non trovare esilaranti, infatti, queste perle (cito dall’articolo del Corriere):
«Mosca, repressione gonfiata dalla stampa» (i soliti giornalisti comunisti…)
«Ero con Putin mentre parlava con il ministero dell’Interno», ha detto Berlusconi, aggiungendo che l’opposizione «aveva organizzato dimostrazioni in strade non concesse dal comune per questioni di traffico».
«C’è in Russia il problema del successore di Putin: lo stesso Putin mi ha detto che se mi fossi presentato, sarei stato sicuramente io»
L’ex premier ha lasciato intendere che il prossimo vertice di Forza Italia potrebbe tenersi proprio a San Pietroburgo, nel complesso del palazzo di Costantino nel quale è stato ospite del presidente russo.
E’ proprio per questo gusto del paradosso che il buon Silvio, alle volte, viene frainteso e ingiustamente attaccato: lui, certe cose, mica le dice sul serio!
O forse sì?
aprile 10th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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Disse oggi il ministro Mastella:
“Lo dico con chiarezza: quando si andrà al referendum noi non ci saremo. Se c’è il referendum il rischio è la crisi di governo. Questo senza nessun tema di smentita”.
In genere, quel che fa male al partito di Mastella, fa molto bene all’Italia. L’unico problema è capire se tutto ciò vale una crisi di governo. Ci debbo pensare: intanto queste parole mi spingono fortemente verso i banchetti delle firme.
marzo 28th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink
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La Cronaca di questi giorni mi offrirebbe spunti gustosi per sproloquiare in libertà, a partire da quella cosa che la Stampa ha subito definito Vallettopoli -di sfuggita, molto interessante sarebbe capire perchè ogni scandalo che capita in questo Paese debba essere definito con un suffisso in -poli- e su cui potrei sprecare le solite quattro ciance di Moralità Offesa; passando al sempreverde caso di presunto infanticidio di cui tutti sappiamo (ora pare sia saltata fuori l’arma del delitto: ma ‘sto mestolo mica l’hanno trovato, o sì? e se no, come fanno a sapere che di mestolo si sia trattato? e come mai vien fuori solo adesso?); fino alla tristissima farsa della Votazione sull’Afghanistan (Marco Rizzo dice: “Votiamo sì solo perchè altrimenti torna Berlusconi…” Ma perchè bisogna fare Politica solo in funzione dell’Ottavo Nano? E anche Lui: prima fa votare compatta l’Opposizione sul Sì, alla Camera; poi, al Senato, la fa astenere solo per far cadere Prodi? Boh…).
Il fatto è che, finalmente, sto studiando: il che un po’ mi rincuora, ma mi toglie energie per il blog. Poco male, visto che queste lande sono desolate come una città a Ferragosto.