Non amo molto la montagna, ma certo sapere che da qualche parte lassù si nascondono
300000 giovani e forti pronti
a imbracciare i fucili contro “la sinistra” (e dunque contro me pure) potrebbe inibirmi qualsiasi idea di passeggiatine romantiche nei boschi delle Dolomiti. Immagino grotte fredde e buie, dove questi valorosi vivono in attesa, fiutando il vento e virilmente convivendo nell’ansia di poter intervenire. Rudi montanari con verdi fazzoletti al collo, agli ordini del comandante Borghezio e del luogotenente Calderoli. Martiri dalle montagne: paura, eh?
Da un sondaggetto fatto sul solito campioncino di 1000 individui, un terzo degli italiani non vuole moschee nel Belpaese. Devo dedurne che ai due terzi la cosa sta bene: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Pieno al 66% almeno…
La cordata italiana per Alitalia comincia a prendere forma: dovrebbe essere costituita da un gruppo di persone riunite nell’associazione “i Contribuenti”, attraverso il sistema detto tasse e per il tramite delle Ferrovie Italiane (fonte “Silvio Berlusconi contro l’Unione Europea“).
Nomen omen: l’elezione di Schifani a Presidente del Senato è altamente indicativa della qualità dell’Assemblea. Domani l’elezione di Fini alla corrispettiva carica della Camera segnerà la definitiva scomparsa dalla scena politica italiana di Gianfranco l’ectoplasma (negli ultimi mesi si era segnalato, del resto, solo per l’attività parapoliziesca di controllo di permessi di soggiorno).
Elegia per la sconfitta
Temevamo andasse male. E’ andata peggio.
Auguriamo a Berlusconi di governare bene, ora che ha vinto questa tornata elettorale -sempre che non abbia da piangere brogli anche oggi. Ci auguriamo che abbandoni in soffitta il suo doppio, quel guitto sbracato e piacione che tanto ci fa vergognare per lui. Ci auguriamo che sappia operare meglio di come fece nella passata stagione o che, almeno, si limiti nei danni. Qualche buona proposta nel suo programma (a guardare proprio con la lente e da vicino) ci sta pure, anche se sono di più i punti che ci rendono inquieti: uno a caso, la ventilata riforma della Legge 180.
Fosse per noi, non sarebbe presentabile nemmeno come amministratore di condominio; pare che siamo una minoranza. Evidentemente, non siamo in sintonia col paese reale. Soprattutto non siamo in sintonia con questo nord che vota Lega, il partito dell’intolleranza più rudimentale.
E forse bisogna partire da qui, però: da tutti questi voti a Bossi e combriccola, dalla fine della Sinistra sinistra (sperando lasci il posto a gente migliore), dalla trasformazione dell’Udc (che ora si chiama MpA).
Veltroni ha fatto quel che ha potuto, forse ha posto le basi per qualcosa di veramente nuovo: magari se teniamo duro 5 anni, la prossima volta si potrà fare sul serio.
Alcuni consigli di un uomo qualunque al PD: accelerare il ricambio della classe dirigente; istituzionalizzare le primarie per ogni carica; evitare i candidati spot (Calearo e operai della Thyssen vari); andare un po’ a sinistra, ora che c’è spazio.
Dopo una giornata di grande delusione e scoramento, stabilisco per questo blog una moratoria di qualche giorno sugli argomenti di politica interna. Cercherò di parlare d’altro: il che farà la gioia di molti, credo.
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Now playing: Francesco De Gregori – Le Storie Di Ieri
via FoxyTunes
Gustoso ritrattino del generale Speciale, l’uomo che inguaiò Visco e Padoa-Schioppa.
Il martire immolato da un governo protervo.
Che si faceva portare le spigole in montagna da un velivolo della Guardia di Finanza.
E che ora è candidato per il PDL in Umbria e minaccia sfracelli.
Da leggere attentamente, accompagnato ad un calice di bianco (si sa, con il pesce…).
“Le spigole di Speciale ci sono costate 32000 euro”

Silvio e Walter avranno il loro faccia a faccia a Matrix, l’11 aprile.
Mentana chiarisce che sarà comunque solo un incontro “virtuale”: andranno in onda interventi registrati e i due politici non saranno presenti contemporaneamente. Prima parlerà Silvio e poi, in chiusura di trasmissione (guardacaso! circa alle due di notte, magari), Walter.
Insomma, faranno un’intervista doppia tipo quella delle Iene. Sono curiosissimo delle risposte alle domande più classiche (e dementi, aggiungerei): mai fumato una canna? Posizione preferita per fare l’amore? Hai mai fatto fiasco a letto?
Non che oggi siamo molto lontani da questi livelli, peraltro.
Colonna sonora per questo post:
Borbottio poco convinto: mah…boh…
boh…mah…
Se non fossi certo di aver avuto le traveggole giurerei di aver visto, stasera verso le 23.00, una specie di tribuna politica con l’ex onorevole
Altissimo (mio
non stimatissimo compaesano) che invitava a votare per il
Partito Liberale Italiano.
Qualcuno mi rassicuri: sicuramente c’è stato uno squarcio nel continuum spazio-temporale e il televisore proiettava immagini di almeno 15 anni fa.
Vero? Vero?
Se cito l’espressione “culto della personalità” e lo associo alla parola politica, voi pensate che mi riferisca all’Unto del Signore da Arcore. Ma non sempre è tutto così automatico.
Perchè anche il moderatissimo Casini ha le sue ultrà, le sue cheerleader. Si definiscono “Le donne del Presidente” e hanno anche un blog:
http://casiniglamour.wordpress.com/
Per ora è un po’ spoglio, ma ospita un delirante omaggio a Pierferdy scovato su youtube dalle donzelle in questione -ciò significa che in giro ci sono altri esemplari e che il virus della Casinite si diffonde, purtroppo…
Dai pierfy…ke 6 il + figo!
Altro che l’uomo di cerone o il bruco de Roma!
Ah…ci ho trovato anche questo:
Gran messe di dichiarazioni spericolate, sulla stampa di ieri. Non so decidermi su chi l’abbia sparata più grossa. Volete aiutarmi?
1) Rovati 1, il Bondi di Romano Prodi: intervistato da “A”, dice del suo Pigmalione «Non lascerà la politica e continuerà ad avere persone che si riconoscono in lui. E in futuro potrebbe essere anche un buon presidente della Repubblica. Chi meglio di lui, dopo Napolitano?»
2) Rovati 2, sempre su “A”: su Prodi e Berlusconi «sono gli unici innovatori degli ultimi quindici anni della nostra vita politica. Berlusconi è capace di capire e ascoltare la gente come pochi altri». «Un autentico genio», secondo Rovati, perché, dopo la mancata “spallata” di novembre al Senato, «con un paio di mosse a sorpresa ha riguadagnato la scena, il consenso, gli alleati».
3) Mara Carfagna, nuova Brambilla: «Non mi tiro certo indietro: se il centrodestra dovesse decidere di candidarmi alla presidenza della Regione io sono pronta». Dopo l’exploit alle «primarie online della Campania» della Cdl, la deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, conferma la disponibilità a guidare la coalizione nella corsa a Palazzo Santa Lucia.
4) Carlo Giovanardi, nel lasciare l’Udc: «La nostra lista dei popolari liberali aderisce al progetto di Silvio Berlusconi. Non entriamo in Forza Italia ma nel Partito del Popolo della Libertà». Cioè, entra in un partito che non esiste…
5) Lady Mastella, dopo una visita molto discreta a Pietrelcina: «Pago un prezzo altissimo per aver voluto la meritocrazia. Sono innocente e lo dimostrerò quando la magistratura me lo consentirà. Non ho mai raccomandato quei medici, peraltro non mi pare che la raccomandazione sia un reato e in ogni caso non sarebbe stato consumato, dal momento che quei due posti sono stati assegnati ad altri. In ogni caso chi è senza peccato scagli la prima pietra».
6) Silvio nostro, sulla possibilità di un’intesa con il PD per le riforme: “Dialogo dopo le urne” (si sa, in politica chi vince non fa prigionieri).
Venghino, siori e siore!
Venghino tutti: attorno a me, prego.
Quanti di voi sentivano come un vuoto qui, all’altezza dello stomaco? No, non lì, chè c’è il fegato: più al centro! Ecco, lì, proprio al centro. Lo sentivate, vero, questo vuoto? Quest’aporia, questa voglia di qualcosa di buono…
Qualcosa che stesse più al centro, che occupasse quel piccolo spazio mancante.
Ebbene, eccolo qui!
Nuovo nuovo, appena sfornato:

la “Rosa Bianca”!
Come, cos’è? Ma è il nuovo partito del centro più centro, no!
Il buon Baccini e il buon Tabacci (due nomi, un anagramma) si sono finalmente emancipati dal bel Casini, con queste motivazioni:
«ALTERNATIVA AL CENTRO» - Tabacci e Baccini dichiarano la volontà di «costruire una alternativa al Centro a questo bipolarismo muscolare, per rispondere alle esigenze e alle aspettative di tanti cittadini assolutamente delusi da questa politica, che sempre più appare raffigurata dalla casta». «Lo spazio che si apre al centro dovrà essere occupato da una iniziativa alla quale anche noi vogliamo dare il nostro apporto, aperto ad altri amici che vogliono contribuirvi. Potrà essere – concludono – una Rosa Bianca, un fiore offerto alla speranza degli italiani».
Hanno imbarcato Pezzotta l’imberlato, e via! Eh, visto che ora quel vuoto non lo avvertite più, vero?
Sorge, però, una domanda: ma quanto spazio c’è al centro? Che è, un buco nero?

Prefazione:
Un po’ ovunque si è scritto, letto e sentito di Daniele Luttazzi e della
prematura e improvvisa scomparsa di Decameron dal palinsesto di la7, che la rete ha motivato con le offese rivolte a Giuliano Ferrara, da diversi anni collaboratore del canale Telecom. Quindi molti e più bravi di me hanno già commentato a sufficienza, anche semplicemente in ambito blog (segnalo almeno
Leonardo, tra tutti).Ne scrivo anch’io come piccolo segno di solidarietà verso Luttazzi (che ovviamente non ne ha bisogno e manco sa che esisto) e perchè la cosa mi ronza in testa da giorni ed in qualche modo la devo cacciare fuori.
Premessa:
Tutti conosciamo Daniele Luttazzi, sappiamo
cosa dice e
come lo dice. La7 lo sa, lo sapeva da ben prima di Decameron. Luttazzi è comico intelligente e spesso esilarante, uno che sa cogliere spunti satirici come pochi e che li svolge con grande acume e inventiva. Il suo umorismo tocca diversi registri, senza negarsi una notevole dose di grevità. Anzi, diciamo pure che gli piace proprio indugiare su certi temi che possono anche disturbare -personalmente, spesso mi disturbano.
Certe volte l’argomento
scatologico e quello sessuale sono funzionali e suscitano non solo la risata, ma anche una riflessione; in altri casi, non li trovo molto pertinenti.
Nel complesso, Decameron mi pareva più ricco di questi ultimi aspetti (presenti in pezzi da novanta come Rabelais e in tutta una tradizione letteraria che credo arrivi fino ai lirici greci antichi) di quanto non lo fosse di invettiva “pensata”, però tutto sommato non mi dispiaceva. Insomma, finchè è durato l’ho guardato volentieri.
Svolgimento:
A questo comico molto noto, di cui tutti conoscono le modalità espressive, la7 (rete di proprietà Telecom, di piccoli ascolti ma di programmi interessanti e tendenzialmente alternativi al famigerato
duopolio) propone un programma in seconda-terza serata. Gli dà carta bianca.
Fermiamoci e rileggiamo:
gli dà carta bianca. Sa, dunque, che Luttazzi può pure, volendo, usarla a mo’ di carta igienica…
Il programma parte, vanno in onda 5 puntate: tutte molto Luttazzi-style, ovviamente. Del resto, il titolo rimanda ad un’opera
piuttosto boccacesca e il sottotitolo è ancor più esplicito:
politica, sesso, religione e morte. Il gradimento del pubblico è alto: quasi 3 milioni di spettatori, per la rete e la collocazione oraria, sono molti assai. La quinta puntata viene pure replicata, tutto sembra continuare senza scossoni.
Improvvisamente, fulmine a ciel sereno, la notizia della cancellazione. Ufficiale motivazione le offese a Ferrara, scagliate durante quest’ultima puntata: la rete non ritiene corretta l’invettiva nei confronti di uno della propria stessa
famigghia (televisiva, s’intende). Ovvero: i panni sporchi non si lavano in pubblico. Su questo punto avrei già qualcosa da obiettare, ma lasciamo perdere le riserve sull’
aziendalismo a prescindere.
Prima di farmi un’opinione della faccenda, vado a rivedermi il pezzo incriminato: in effetti il buon Daniele ci va giù pesante, ma ha raggiunto maggiori vette dissacratorie (per esempio verso la Chiesa, verso Silvio, verso…un po’ tutti) senza suscitare nemmeno un refolo di vento.
Lo stesso
Ferrara scrive una lettera a Repubblica in cui afferma di non aver fatto la danza dei 7 veli perchè il direttore di rete gli consegnasse la testa del nuovo Battista. Beh, insomma, finge di fare queste affermazioni, mentre l’esegesi corretta (tra gli strali al nostro tempo ateo e quelli all’intellighenzia di sinistra) è:
oh Luttazzi, piccolo cafoncello, ben ti sta!
Può darsi che Luttazzi abbia esagerato e che a Giulianone sia rimasto sul gozzo ciò che ha detto, però non mi vengano a dire che il motivo della chiusura di Decameron sta in quella battuta. Non ci credo proprio.
Solo, vorrei capire quale sia la ragione reale. Al momento non ci arrivo.