In principio furono le tre “I”…

dicembre 28th, 2009 § 4 comments § permalink

BlogNews

Il Nuovo Evo Berlusconiano si è aperto nel 2001 al grido di “meno tasse per tutti”, “pensioni più dignitose” e consimili annunci. Quasi dieci anni dopo, pur con il breve e inglorioso interregno dei 20 mesi di Prodi Bisse, el governa semper lù -e così sarà ancora per almeno altri 3 anni.

In questi giorni sui media  si cominciano a vedere i bilanci di chiusura degli “anni zero”, quella sorta di elogio funebre che tocca sempre ad un decennio morente (tradizione forse inaugurata da uno dei nostri intellettuali di riferimento, il Raf di “Cosa resterà di questi anni ‘80”). Dieci anni sono abbastanza per giudicare, no? Non vi sembra sia il caso di iniziare a chiedere un rendiconto di quanto ha fatto il centrodestra in tutto questo tempo? Delle promesse non mantenute? Delle realizzazioni effettive in tema di tasse, pensioni, opere pubbliche?

Chi di noi potrebbe, in assoluta franchezza, dire che dal 2001l’Italia è cambiata (come asserito dalla propaganda forzitaliota fin dal 2006)? Che viviamo meglio di 10 anni fa? Che la legge Biagi, ad esempio, ha portato a migliorare le condizioni dei lavoratori? Che la pressione fiscale è diminuita? Che tutte le riforme epocali che ci hanno sbandierato tronfiamente si sono compiute?

Prendiamo un esempio facile, la Scuola: abbiamo avuto almeno due riforme autodefinite epocali, che avrebbero dovuto mandare in soffitta l’impianto dell’istruzione pubblica voluta da Gentile più di 80 anni fa e proiettarci nel futuro.

Per prima fu la Moratti: le tre “I”, ricordate? Internet, impresa, inglese. Pareva che andare a scuola non sarebbe stato mai più come prima:  nuovi indirizzi, nuovi istituti, nuove materie. Tante lingue straniere, tanta tecnologia, maggior collegamento con le richieste di professionalità provenienti dal mondo del lavoro.  In realtà tanti proclami, pochi soldi impegnati: ovvero tutto come prima, perchè se vuoi l’aula di informatica bisogna  anche costruirla, arredarla di Pc, assumere docenti con le giuste competenze (e non semplicemente convertire gli insegnanti di Educazione tecnica in provetti hacker per decreto), magari predisporre una linea dati per la connessione ad internet ad alta velocità –il doppino telecom di 50 anni fa corroso e ossidato non va tanto bene, mannaggia.

Poi venne la Gelmini, la grande moralizzatrice, deputata a cassare la riforma Moratti senza farlo troppo notare: in soffitta le 3 I, nuove parole d’ordine merito e tirare la cinghia. A ben vedere, un programma ad ambizioni zero, dunque a stanziamento zero: naturalmente, propagandato ancora come ennesima rivoluzione. Risultati della cura: riduzione del numero di indirizzi scolastici alle superiori, 1 perché evidentemente il mondo del lavoro non ama competenze troppo settorializzate; licenziamento dei precari, stretta sulle supplenze; 2 votazioni espresse in decimi e voto di condotta eretto a toccasana per il cosiddetto “bullismo”. Ah, niente sapone nei bagni. 3 

La conclusione è che si continua a stare sui banchi sostanzialmente come decise Gentile, probabilmente con gli stessi stanziamenti che decise Gentile e drammaticamente con la stessa trascuratezza per quelle discipline giuridico-economiche e tecnico-scientifiche che Gentile evidentemente non riteneva importanti.

Le vere rivoluzioni non son certo queste qui, mi pare.

 

  1. unico punto veramente positivo, a parer mio
  2. tanto che in certe scuole si debbono distribuire gli alunni senza insegnanti nelle altre classi, per non lasciarli in balia di se stessi
  3. magari, se lo portino da casa i ragazzi
Related Posts with Thumbnails

Where Am I?

You are currently browsing entries tagged with moratti at PaleoZotico.

Bad Behavior has blocked 453 access attempts in the last 7 days.