Sarebbe ora di dire basta

giugno 24th, 2010 § 3 comments § permalink

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Ora, va bene che in tempo di crisi non si butta via niente, che un governo cialtrone può essere meglio di nessun governo, che nel campo dell’opposizione si gioca come la nazionale italiana contro la Slovacchia, che non si può andare a votare ogni anno; va bene tutto, ma quanto a fondo dobbiamo andare ancora, quanto in basso dobbiamo scendere, prima che, non dico la gente per strada, ma quanto meno i sondaggi facciano una grossa pernacchia all’indirizzo di questo Berlusconi IV?

Solo oggi, dai giornali:

- Aldo Brancher, uno la cui semplice biografia dovrebbe essere suffciente a sconsigliarne qualsiasi impiego in ambito pubblico, fedelissimo del nostro premier, nominato “casualmente” solo una settimana fa ministro per il federalismo (carica doppione di quella di Bossi e pure di quella di Fitto), si avvale del legittimo impedimento in un processo che – sempre “casualmente”- vede oggi l’inizio del suo iter

- come rivelato dall’ottimo Fabrizio Gatti, nei fondali dell’arcipelago della Maddalena ci stanno rifiuti tossici in quantità: i lavori di bonifica, eseguiti (eseguiti?) in occasione del G8 poi spostato a L’Aquila, sono stati affidati dall’onnipresente Guido Bertolaso all’ormai famigerato cognato

- per protesta contro i gravi ritardi nella ricostruzione e negli stanziamenti del denaro necessario, il consiglio comunale de L’Aquila si è svolto a Roma, all’aperto, di fronte al Senato; negli stessi momenti, Silvio Berlusconi difende il sindaco di Palermo, che non avrebbe colpa alcuna (“Conosco da lungo tempo il sindaco Cammarata e so che è persona capace e responsabile. So che in ogni cosa mette impegno e passione, ma so anche che, come succede a tutti i suoi colleghi sindaci, non tutto dipende dalla sua capacità, dalle sue azioni, mentre tutti sono pronti sempre a chiedergliene il conto”) se la sua città è costantemente sommersa dai rifiuti (nonostante i cospicui e continui aumenti della Tarsu e gli interventi economici del governo)

- ieri era il ritorno dell’Ici (mascherata però da Imu, imposta unica sugli immobili: almeno salviamo la faccia, no?), oggi è la minaccia delle Regioni di restituire le proporie competenze allo Stato, se nella manovra correttiva (la crisi non c’è, ricordate? è solo un’invenzione della sinistra!) permarranno i drammatici tagli a enti locali e spesa sociale (un solo esempio, il blocco del turn-over in sanità: per ogni 5  sanitari che vanno in pensione, se ne potrà assumere solo 1, con il conseguente aumento degli straordinari per il personale rimasto e   lo scontato peggioramento dell’assistenza ai malati): il gioco  di dirottare il peso dei sacrifici economici (e quindi l’inevitabile scontento popolare da questi derivante) tutto sule amministrazioni locali è sempre più evidente e smaccato

Potrei continuare ancora, ma credo basti così. O forse no?

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