Cicchitto s’è fatto un cicchetto…

ottobre 1st, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

 

Premettendo che de ‘sta D’Addario ne ho piene le tasche pure io, Cicchitto s’è fatto un cicchetto di troppo, almeno stando a questa dichiarazione odierna:

‘A parte ‘Porta a porta’, che e’ fondamentalmente neutrale, esistono in Rai una serie di talk show e di cosiddetta satira politica -‘L’Infedele’, ‘Ballaro”, ‘Parlaconme’, ‘Annozero’, ‘Report’, ‘Chetempochefa’, ‘In 1/2h’- tutti orientati politicamente a sinistra con gradazioni diverse di faziosita’. Ne’ ci lasciamo imbrogliare dalla retorica sulla liberta’ della satira, una satira che ha un tasto solo, quello di Berlusconi, diventa solo faziosita’ pura”.

Nella foga censoria gli son scappate mille corbellerie. Report e in 1/2 h fanno satira? Pestano “a senso unico" contro Berlusconi (ricordo nitidamente il disvelamento atroce del Bassolino più torvo, proprio durante una puntata di Report)? Chetempochefa, il programma più cauto del pianeta, dà fastidio al Grande Manovratore? l’infedele è un programma Rai (te piascerebbe, eh…così potresti chiudere pure quello)? Porta a Porta è tendenzialmente neutrale?

Certo è segno di neutralità il fatto che, casualmente, oggi Belpietro sia salito con Vespa a Palazzo Grazioli. E, sempre casualmente, stasera Porta a Porta  ospiterà Paolo Romani, viceministro con delega alle Telecomunicazioni: insomma Brunone ci tiene a far vedere quanto è bravo e quanto fedele al potere di turno. Lui non si arrischierebbe mai a dire cose brutte sul povero Silvio. Anzi, lo soccorre prontamente, contro la sua stessa azienda.

Strano che cicchetto si sia dimenticato BluNotte, il quale riparte (forse, a questo punto) domani  con una puntata sulla P2  -da cui cicchetto pure qualcosa dovrebbe temere, visto che faceva parte dell’allegra brigata golpeggiante di Licio.

Piccole crudeltà

settembre 30th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

Sempre in sella alla sua bici, ****** in oratorio ci capitava ogni giorno. Io ero piccolo e quell’uomo grande dalle gambe forti ed allenate mi faceva una certa soggezione, anche se poi la sua mente, a disagio ormai in quel corpaccione di quarantenne, era la stessa di un bimbo come me. Girellava ovunque, giorno e notte: potevi trovarlo per strada ad inveire contro chi lo sorpassava in auto come pure al centro di un incrocio nel tentativo di aiutare a suo modo i vigili urbani nel far defluire il traffico dopo un incidente. Fiero del suo gagliardetto della Croce Rossa, favoleggiava di interventi fianco a fianco con il personale sanitario e di brevetti da pilota aeronautico: gli piaceva raccontare queste sue storie cui nessuno credeva, ma lo faceva con tale foga e convinzione, da farle quasi sembrare reali. Ancora mi chiedo se fosse cosciente di quelli (non tutti, per fortuna) che lo avvicinavano solamente al fine di sollazzarsi quasi fosse un fenomeno da baraccone, e che decidevano se accendere le sue idiosincrasie o stuzzicarne la vanità a seconda di quale filo dei  suoi orditi fosse per loro più ridicolo.

Quei siparietti tristi e sconsolanti mi sono tornati alla mente domenica pomeriggio  mentre sonnacchioso (potete immaginarmi vecchierello e rinsecchito con la copertina sulle gambe, non vi discosterete molto dal vero) attendevo un improbabile guizzo dalle auto in coda a Singapore: una fugace compulsatina al telecomando  mi ha condotto sul “secondo canale” nel momento in cui Simona Ventura si dedicava alla presentazione degli ospiti. In collegamento dallo stadio Olimpico di Roma, afflitto da un sospetto (ancorché lieve) tremore, Aldo Biscardi pareva non del tutto “a piombo”. La conduttrice, nell’ilarità generale, si beava per l’aria di chiaro rimbambimento dell’anziano giornalista e badava bene di stuzzicarlo affinché la sparasse ancor più grossa (con notevoli risultati, a dirla tutta).  Gli amici dovrebbero ridere con te e non di te. Invece troppo di frequente ci viene quasi naturale approfittare di chi è al momento in posizione di inferiorità per beffarci di lui, forse come inconscia vendetta per le volte in cui la vittima siamo stati noi.

 

P.S.: Anche adesso, quando percorro il lungo viale che porta al mio quartiere, trovo ****** sulla sua bicicletta: corre, diritto e velocissimo, rasente il ciglio della strada. Ormai da qualche anno c’è una pista ciclabile, ma ****** non la usa: forse pensa che, guidando in fin dei conti un veicolo anche lui, gli spetti di occupare la carreggiata; o forse nessuno gli ha spiegato a cosa serve quella striscia di asfalto azzurina. In ogni caso, se lo supero alza il braccio minaccioso e mi manda platealmente a quel paese.

Il contesto

settembre 25th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

…a mille anni luce da Sciascia

 

Pur non essendo un sostenitore del femminismo tout-court o delle quote rosa stabilite per legge (mi paiono un semplice contentino), riconosco che la società del nostro paese è ancora molto maschilista, forse a causa degli stessi che si indignano per un burqua al supermercato o che vorrebbero schedare gli islamici per certe forme “tribali” (e non certo religiose) di concezione del ruolo della donna che poi sfociano nei crimini più abietti.

A riprova di ciò, le vicende di questi giorni.  Ma partiamo dal contesto, l’humus in cui germogliano certi fatti, pienamente rappresentato dall’uomo politico più importante del paese mentre riconosce il suo debole per il sesso femminile (debolezza che garantisce, mediante una sorta di ius primi voti nel lettone di Putin, la candidatura nelle liste PDL) con parole che offendono ogni donna. Durante una conferenza stampa cui è presente pure Zapatero, per tutta giustificazione se ne esce così (e non è la prima volta):

“…Ed io dico che…alzi, fra i maschi, i miei colleghi, qualcuno qui presente la mano a dire che non è una cosa gradevole quello di sedersi a un tavolo e invece di trovarsi soltanto persone… lontane dall’estetica, se invece gli occhi si possono posare su delle presenze femminili gradevoli….e simpatiche…”

Ovvero l’idea della donna ornamento, utile solo per allietare le cene in compagnia (tenendomi casto).

Indignazione? Marce di protesta? Gente in piazza?

Nulla.

Sondaggi in calo?

Poco.

Insomma, quanti la pensano così?

Se questo è il contesto, non stupiscono neppure i singoli episodi. Quindi perchè levare il sopracciglio se una giunta provinciale di centrosinistra, dopo le tirate continue del PD sul valorizzare il ruolo delle donne in politica, deve essere costretta da San Tar a dimettersi in quanto formata da soli maschi? E perchè eccepire della giustificazione del presidente della provincia, che accusa genericamente i partiti?

Ulteriore caso ieri sera ad Anno Zero. Tra gli altri presenti, la direttora de l’Unità De Gregorio e il direttore di Libero Belpietro. Concita De Gregorio, ottima giornalista ma ieri un po’ in difficoltà (alcune argomentazioni erano poco convincenti), comincia ad interrompere Belpietro fino a farlo innervosire. Ecco come allora l’algido ex direttore di Panorama apostrofa ripetutamente la collega:

“…Guarda, allora…ti cito dei casi, magari visto che fai la giornalista così ti informi pure…[…] Beh, se hai intenzione di continuare a parlare tu, facciamo prima…capisco che non hai argomenti e devi continuare a interrompere…[…]…Capisco che sei una signora e credi di poter parlare liberamente dicendo anche una serie di sonore stupidaggini […]…”

Nel porgere tutta la possibile solidarietà alla (eventuale) signora Belpietro, mi preme però far notare il problema di fondo: una grave mancanza di cultura del rispetto per l’altro, per le sue opinioni e per il suo valore come individuo. La via da percorrere è ancora lunga, molto.

 

Quattro passi nell’abbrutimento

settembre 24th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

 

Lungo post, a potenziale rischio gastrite.

Subito, alcune premesse:

1. vivere è difficile per chiunque e ognuno s’arrabatta come può

2. il concetto di dignità non vale per tutti allo stesso modo, nè può trovare definizione univoca

3. ogni scarrafone è bell’ a mamm’ soja (chiedo venia per la trascrizione)

A fronte di tutto ciò, debbo confessare che certi accadimenti tendono a farmi rivalutare le profezie dei Maya sul 2012. Sono inciampato in questo sito, mot0re di un’iniziativa cui non volevo (per decenza) credere:

Silvio per il Nobel

Sì, il Silvio in questione è Lui; e sì, il Nobel in questione pure: nella fattispecie quello per la pace.

Silvio Berlusconi Nobel

Sito ufficiale per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010

In un Paese in cui la nomination è ormai la misura di tutte le cose, tanto da costituire il fulcro di un impero televisivo in continua espansione e fornire un significato all’esistenza di ormai parecchi individui, dev’essere parsa naturale  la candidatura del nostro re Mida al premio per eccellenza. Che poi l’effetto presso gli accademici di Svezia possa essere uno scompisciarsi generale con pianti e ululati di risa non deve aver costituito motivo sufficiente di cautela per le menti che stanno dietro l’ambizioso progetto. Certo stupisce osservare individui così allegramente annichiliti da non rendersi nemmeno conto delle enormità che partoriscono.

Finalmente un italiano: Silvio Berlusconi

Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi. E’  finalmente venuta l’ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.

Alla corsa per l’ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l’ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore. 
Oggi crediamo che, anche, l’Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.
Il 26 maggio 2009, dalle ore 10:30 alle ore 18:30, in Piazza di Pietra a Roma, il Comitato della Libertà ha dato avvio alla raccolta delle adesioni alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace.
La raccolta delle adesioni si concluderà il 16 gennaio del 2010 in Amalfi.

 

E allora sfatiamo questo tabù! Naturalmente il comitato promotore non poteva non chiamarsi Comitato della Libertà.* Sulla sussistenza del  fantomatico e indiscusso (nientemeno!) impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale del Nobel in pectore vorrei limitarmi a scrivere tre sole parole: respingimenti in mare. Invece i cinque geni coinvolti nell’organizzazione ci tengono a sottolineare le motivazioni che li hanno mossi:

Silvio Berlusconi ha rinsaldato il legame con gli Stati Uniti, ha mediato nella crisi in Georgia dell’agosto 2008, e tra USA e Libia, ha svolto, inoltre, un ruolo riconosciuto e autorevole per giungere a una pace duratura tra Israele e Palestinesi, ha ricreato tra Stati Uniti e Federazione Russa lo stesso clima di dialogo e di amicizia che era sfociato nel vertice di Pratica di Mare del 2003, e che pose definitivamente fine alla Guerra Fredda.

Che mondo sarebbe, senza il carisma illuminato del presidente Berlusconi: ha posto definitivamente fine alla guerra fredda!

Testimonial d’eccezione è tale Loriana Lana, che apprendo essere una sorta di Mogol in gonnella: nel suo curriculum vanta diverse collaborazioni con artisti di rango, oltre all’attività a quattro mani con Silvio per alcune Apicellate. Dopo il pezzo immortale “Silvio forever sarà”* Loriana ha scritto “la pace può” :

 

La pace può
ripeterò
queste parole senza smettere
E il vento penserà a diffonderle
e il mondo ascolterà
La pace può
guarda anche tu
l’Abruzzo si risveglia incredulo
la neve e il sole
che s’incontrano
e la tua mano è qua
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà

Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è

La pace può
miracolo
la guerra è stata solo un incubo
voglio un abbraccio che sia unico
e dove sei sarò
C’è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà

Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un’unica voce
Silvio Silvio grande è

 

Insomma, a leggere queste parole (ma vi invito ad ascoltare l’audio, perchè l’inserto lirico Bocelli-style Silviosilviograaaandeèèèèèèèèèèè fa accapponare la pelle) uno pensa che magari dovrebbero cominciare a bocciare anche all’asilo.

 

*dalla punteggiatura, ad occhio e croce

**da cantare sulle note della sigla del cartone animato Nanà Supergirl: “Silvio forever sarà, Silvio realtà, Silvio per sempre, Silvio fiducia ci dà, Silvio per noi, futuro e presente.” “Nobile e giusto, tu piaci per questo…” “Silvio è il carisma che ha, il leader che sa, la genialità… perché Silvio forever sarà”.

 

Technorati Tag: ,,,

Chiavi in mano

settembre 13th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

screenshot.4 Non siate in malfede, suvvia! Si tratta di comunicazione istituzionale; la Rai è servizio pubblico, p-u-b-b-l-i-c-o! Che c’è di più pubblico e istituzionale del Governo? E del Governo che mostra come, in meno di sei (6!) mesi, sia riuscito a tirare su delle belle casettine per i poveri terremotati? E così tante, poi! Tante casettine: piccole sì, ma con tutti i comfort. Mai nessuno ci aveva nemmeno pensato! E addirittura, incredibile: troverete il presidente maggiordomo ad attendervi davanti alla porta per consegnarvi la vostra casetta. Chiavi in mano, come dal concessionario. Notate la magnanimità e l’umiltà del presidente Berlusconi: magari quella sera lì c’aveva altro da fare, impegni meno istituzionali cui dedicarsi (è un uomo anche lui, ha una famiglia!). Inoltre è un signore di 73 anni suonati, ha un collo un po’ malandato: eppure si spinge a sfidare i rigori del settembre aquilano, pur di rendere tangibile la vicinanza della buona politica alla gente. Sapete, non ne avrebbe nulla da guadagnare, Lui. Probabilmente Bruno Vespa lo ha tampinato a lungo, per strappargli l’assenso alla puntata speciale di Porta a Porta con la cronaca del solenne momento: per un uomo così schivo e modesto, immaginatevi essere al centro dell’attenzione con questa gente osannante da cui schermirsi. Figuratevi se Lui possa aver voluto far slittare così, all’improvviso e senza avvertire nemmeno il diretto interessato Floris, l’esordio di Ballarò. Tutta colpa dei dirigenti Rai (nominati dalla sinistra) che hanno voluto fare le cose troppo in grande: “che bisogno c’era”, si sarà certamente lamentato con il buon Vespa disteso ai suoi piedi, “per me che veleggio al 70% dei consensi, di annichilire la concorrenza interna? Non teme, dottor Vespa, che qualcuno possa ritirare fuori l’odiosa menzogna del conflitto di interessi? Anche se… ormai, visto che ci siamo… non si potrebbe trasmettere a reti unificate? Magari lo facciamo anche in collegamento con Mediaset, così stoppiamo tutte le polemiche?”

 

Minchiopadano 3: il risveglio della bestia

settembre 12th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

sanguisuga Non credo sia ancora uscita dai confini della terra dei dogi, ma spero presto anche voi possiate godere dell’ennesima sparata di un illustre rappresentante del minchiopadanesimo locale. Forse pensando di dover in qualche modo rispondere all’alzata d’ingegno del sindaco di Ponteranica, piccolo centro del bergamasco (il quale ha appena rimosso la targa a commemorazione di Peppino Impastato dalla biblioteca comunale, per reintitolare la struttura ad un oscuro personaggio locale), il presidente della provincia di Treviso (ripeto: il presidente della provincia), tale Muraro, si è sentito obbligato a calare un poker d’assi.  Leggiamo le sue acute e sobrie dichiarazioni, riportate da “Il Gazzettino”, in sostegno all’istituzione di gabbie salariali:

«Gli immigrati incidono sui salari perché portano una concorrenza sleale ai trevigiani: accettano la riduzione della paga, lavorando con meno professionalità, perché poi mandano a casa i soldi dove hanno un valore ben diverso – evidenzia il presidente – questo sistema sta drogando il mercato e purtroppo c’è qualche imprenditore che ne approfitta: per questo invito tutte le imprese ad assumere persone trevigiane».

Fino a qui siamo alla solita tirata anti immigrazione, senza capo nè coda. Stucchevole, miope e facilona, ma oramai consueta. Poi, però, Muraro si innalza a vette forse mai raggiunte dal leghismo contemporaneo (il che lo inscrive di diritto nel ristretto Olimpo dei Minchiopadani di ritorno):

Il rischio, però, a conti fatti, e con stipendi effettivamente diversificati, è che i lavoratori del sud si comportino allo stesso modo alimentando una migrazione interna mai sopita. «Ma è proprio per questo che invito ad assumere trevigiani – taglia corto Muraro – i meridionali vengono qua come sanguisughe, e per gli statali poi è ancora peggio perché fanno un mordi e fuggi, e poi chiedono il trasferimento che diventa un privilegio per tutta la vita».

 

Che aggiungere?

 

Qui le altre puntate della Saga del Minchiopadano:

Il ritorno del Minchiopadanus

Minchiopadano torna a far danni

 

Le Frecce Verdi

settembre 1st, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

0KPAEJHQ--180x140

 

 

Dal dispaccio del sottotenente Renzo Bossi, infiltrato come agente segreto padano tra le amazzoni guardaspalle di Gheddafi con il nome in codice Al-Trotahili:

(Tradotto dal bergamasco):

“Caro padre,

la mia missione procede a gonfie vele. Qui tutti mi trattano benissimo, sembra che parlare fluentemente il bergamasco sia stata la carta vincente: ci capiamo a meraviglia. Mi fa paura, però, sapere che le nostre lingue sono così simili: saranno mica esseri umani anche loro? No, bando alle fantasie: dopotutto pure questi sono dei bingo bongo, anche se con la pelle più chiara. E comunque, egregio genitore, si vede che non sono molto furbi: quando ho suggerito che le Frecce Tricolori inviate da quei lader di Roma Ladrona avrebbero dovuto omaggiare la Libia con del fumo verde anzichè appunto* tricolore (ah, per inciso, vedi come uso bene le parole: appunto* mi viene dalle ripetizioni per il mio felice ultimo tentativo con la matura), loro ci sono cascati subito! Meno male che la bandiera di questo paese è verde come la nostra, così tutto è stato più facile. Ora non resta che far diffondere le note del Va’ Pensiero durante l’esibizione e la missione sarà compiuta. Oh, vedi di far ragionare quel tizio che comanda gli aerei: sembra l’unico ostacolo al nostro vessillo, ormai (magari fagli telefonare da Silvio, fagli promettere qualche signorina del luogo come regalo: Gheddafi ne ha tante…). Tra poche ore, finalmente, tutto il mondo conoscerà la nostra forza e dovrà chinare il capo alle nostre richieste (a proposito: cos’è che vogliamo? La Cassoeula riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, giusto?)

Padanamente tuo,

Renzo Al-Trotahili

*in italiano nel testo. (N.d.T.)

 

Crociati al pesto

agosto 28th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

pesto Carissimi, d’ora in poi fate attenzione ai nuovi Crociati al pesto: se pensavate che i siluri de “la Padania” al Vaticano fossero l’anticamera di un divorzio clamoroso, vi sbagliavate. Ci pensano Bossi e Zaia a farsi riannettere in pompa magna nella schiera dei difensori delle nostre tradizioni minacciate dai perfidi beduini: il primo con un’intervista a Repubblica in cui sostiene di trovare normali le critiche ecclesiastiche a Silviuccio, il secondo con bellicosi proclami al meeting di Cl:

"Noi ci riteniamo gli avamposti nella trincea della Chiesa: potremmo dire che siamo i nuovi crociati. Siamo coloro che vanno a difendere tutte quelle idee che spesso qualcuno, magari, si vergogna di difendere".

Certe idee, in effetti, mi vergognerei di difenderle. Lascio dunque volentieri al ministro Zaia il compito di sognare il momento in cui il verde vessillo dei minchiopadani garrirà al vento d’Oriente in quel di San Giovanni d’Acri, mentre il Va’ Pensiero in salsa trevigiana riscalderà il cuore dei crociati padani di guardia alle porte della città. Quanto a me, spero per allora di aver già tolto il disturbo.

Dire qualcosa (appena appena) di sinistra

agosto 27th, 2009 § 1 comment § permalink

BlogNews

ansa_16565535_01020 Può darsi sia stata la necessità di accaparrarsi i favori del pubblico (magari in vista di una futura candidatura a Segretario del PD, data la persistente virile vigoria del Priapo di Palazzo Chigi), ma questo Fini qui pare il gemello sveglio di quello che ha firmato la legge Bossi-Fini sull’immigrazione (tuttora in vigore, purtroppo):

"In tutte le lingue europee [patria] significa terra dei padri. Ma oggi cosa diciamo ai figli nati qui che hanno genitori nati altrove e vestono le maglie delle nostre nazionali, come Balotelli o i giovani campioni juniores di cricket?". Non sono italiani anche loro? E non sono esseri umani quelli che muoiono nel Mediterraneo o riescono ad arrivare stremati sulle nostre coste? Le risposte della Lega a queste domande "sono superficiali, propagandistiche e vagamente razziste".

E le parole sul Testamento Biologico?

"Non si tratta di favorire la morte, ma di prendete atto dell’impossibilità di impedirla". E "senza fare crociate contro i cattolici" se qualcuno pensa che "decide il Vaticano e non il Parlamento, io, Costituzione alla mano, dico no".

Ve lo immaginate un leader Pd che dice queste cose? Sarebbe accoltellato seduta-stante da Paola Binetti. Quest’apertura verso una rivisitazione del papocchio partorito al Senato sul fine-vita dovrebbe essere colto al balzo dall’opposizione: finalmente, sotto un ombrello abbastanza forte quale quello offerto da Fini, molti del PDL potrebbero spendersi per una legge più umana.

Colabrodo

agosto 23rd, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

BlogNews

Un estratto del sermone domenicale di Scalfari, con alcune considerazioni essenziali  per capire l’incapacità della Lega ad effettuare una seria politica sull’immigrazione:

 

[…]Ma esistono altresì responsabilità generali, al di là del caso specifico. Le ha elencate con estrema chiarezza il proprietario di un peschereccio di Mazara del Vallo da noi intervistato ieri.
Perché i pescherecci che avvistano barche di migranti in difficoltà non intervengono? Risposta: se sono in difficoltà superabili, intervengono, forniscono viveri acqua e coperte, indicano la rotta. Se sono in difficoltà gravi, li segnalano alle autorità italiane.
Segnalano sempre? Risposta: non sempre.
Perché non sempre? Risposta: se imbarchiamo i migranti sui nostri pescherecci rischiamo di perdere giorni e settimane di lavoro. Noi siamo in mare per pescare. Con gli immigrati a bordo il lavoro è impossibile.
Non siete risarciti dallo Stato? Risposta: no, per il mancato nostro lavoro non siamo risarciti.
Ci sono altre ragioni che vi scoraggiano? Risposta: chi prende a bordo clandestini e li porta a terra rischia di essere processato per favoreggiamento al reato di clandestinità. Temono di esserlo, perciò molti chiudono gli occhi e evitano di immischiarsi.
Se li portate a Malta che succede? Risposta: peggio ancora, ci sequestrano la barca per mesi e ci tolgono l’autorizzazione a pescare nelle loro acque.
Questi sono i risultati di una legge sciagurata, salutata non solo dalla Lega ma dall’intero centrodestra come un successo, una guerra vittoriosa contro le invasioni barbariche.

Questa legge dovrebbe essere abrogata perché indegna di un paese civile. Nel frattempo gli immigrati entrano a frotte dai valichi dell’Est. Non arrivano per mare ma in pullman, in automobile, in aereo, in ferrovia e anche a piedi. Alimentano il lavoro regolare e quello nero in tutta la Padania e non soltanto. I famigerati rom e i famigerati romeni vengono via terra e non via mare. La vostra legge non solo è indecente ma è contemporaneamente un colabrodo.

 

Purtroppo i lettori de “Il Giornale” e i telespettatori del TG1 non potranno mai leggere o sentire cose di questo tenore.

Related Posts with Thumbnails

Where Am I?

You are currently browsing entries tagged with lega at PaleoZotico.

Bad Behavior has blocked 380 access attempts in the last 7 days.