Scenari da brivido

ottobre 27th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Visto l’avvicinarsi della squallida ricorrenza di Allovino, vi propongo una serie di situazioni orrorose che potrebbero assai facilmente occorrervi nella vita di tutti i giorni.

Indovina chi viene a cena
Prima situazione, la più drammatica: state consumando con mesta allegria un pasto pasquale con tutta la famiglia riunita, quando dal cancello di casa entra una bionda vecchietta in bici: l’ha invitata il vostro zio americano, traduttore dei gialli della megera. La vecchietta si rivela essere Jessica Fletcher, portajella che nemmeno il chiarchiaro di Pirandello: se si è data la pena di lasciare Cabot Cove per venire da voi, state certi che nel vostro giro di conoscenze c’è un cadavere in arrivo.

Ora, capite benissimo anche da soli che le possibilità sono assai ristrette (e nessuna opzione vi piacerà):

-il cadavere sarà di un vostro amico/parente
-il cadavere sarà del vostro peggior nemico (e pulitevi quella macchia di sangue sul bavero della camicia!)
-il cadavere sarete voi

Il medico della mutua
Situazione leggermente migliore della precedente: se siete ricoverati e nella vostra stanza entra un uomo claudicante con la barba di tre giorni che vi insulta invece di farvi l’anamnesi, ci sono alcune cose da sapere:

- avete una patologia stranissima, iniziata con sintomi banali ma che rapidamente peggiorerà fino a mettere in serio pericolo la vostra stessa sopravvivenza;
- oppure avete una patologia banalissima, iniziata con sintomi assai strani ma che rapidamente peggiorerà fino a mettere in pericolo la vostra stessa sopravvivenza;
- l’uomo che è entrato è il dott.House: vi guarirà (spesso con terapie “miracolose”), non prima però di avervi condotto sull’orlo della tomba per la sua tendenza a sperimentare sul paziente di turno ipotesi cliniche variegate e improbabili -giungerà al bandolo della matassa grazie ad un’illuminazione avuta mentre si ingolla un flacone di pillole, proprio quando a voi sopravviene il terzo arresto cardiaco;
- a scelta, durante la degenza vi cuccherete almeno una trapanazione del cranio o una puntura lombare (ma alle volte anche entrambe); se già non lo avete avuto, un attacco convulsivo non ve lo leverà nessuno e, se proprio siete fortunati, potrà capitarvi di spandere copiosamente il vostro prezioso sangue da un qualsiasi orifizio del vostro corpo


Quarto Potere

Situazione classica da tv del terzo millennio: state passeggiando amabilmente lungo il vostro percorso preferito, assorti ad ascoltare il melodioso lamento della pantegana in amore. Ad un tratto, le vostre orecchie captano una frase che vi gela il sangue: “Signora, cosa ha provato quando ha saputo dell’efferato omicidio della cognata del suocero della sua vicina?”
Vi girate di scatto e notate un’inviata di Studio Aperto alle prese con l’ultimo mistero d’Italia: proprio nella vostra ridente (!) cittadina una donna è stata centrifugata e uccisa da una lavatrice di una lavanderia automatica. Cercate di fuggire, ma non sapete dove. Adocchiate istintivamente un cespuglio alla vostra destra e state per infrattarvici: purtroppo, dallo stesso cespuglio sbuca Michele Cucuzza che cerca di abbrancarvi con fare mellilfuo. Riuscite a scansarlo e raggiungete rapidamente un autobus alla fermata più vicina. Salite e, ormai sicuri, vi sedete accanto ad una ragazza. Questa vi sorride e, innocentemente, vi domanda: “Scusi, lei è del posto?” Mentre vi apprestate a rispondere un gentile “Sì, certo, posso aiutarla?”, non vi accorgete del registratore portatile che la ragazza sta estraendo dalla borsetta e nemmeno della telecamera comparsa alle vostre spalle…

Francesco e gli amici di Zelig

ottobre 8th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Saltellando tra i canali, questa sera son finito al cospetto del San Francesco di Raiuno. In quel momento il buon frate e gli amici di Zelig (tutti ben tosati come appena usciti dalla bottega del barbiere: forse avevano addosso anche un po’ d’acqua di colonia) erano in trasferta in Terrasanta, dove incontravano il sultano: costui, naturalmente, non necessitava di interprete per discorrere con l’allegra brigata umbra.

Forse in gioventù aveva fatto il ragazzo alla pari in qualche corte italica?
Oppure era cultore delle belle lettere e parlava latino?
O magari era stato Francesco ad avere la ventura di imparare la lingua araba da Morgan Freeman, capitato in Italia durante il suo viaggio da Gerusalemme in Gran Bretagna al seguito di Kevin Costner?

Eterni ritorni

settembre 20th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Brunone nostro è tornato!
Più scoppiettante e inquietante che mai, ha infilzato una doppietta di puntate da paura:

-con la scusa dell’omaggio al tenore scomparso, ieri notte ha imbastito un parterre di cariatidi e presunti amici pavarottiani per solleticarci sull’affaire testamento: all’interno, allusioni sussurrate e piccanti dicerie assortite a scopo di audience; in più, una lacrimuccia al momento dei contributi video e la dichiarazione agghiacciante di essere stato amico dello scomparso (dai nemici mi guardi Iddio, che agli amici…)

-con la scusa della riflessione sui modi dei media nel trattare (e maltrattare) i casi di cronaca nera nel nostro Belpaese, questa sera ha recuperato in extremis il caso Garlasco (e con esso purtroppo il mai troppo assente Carlo Rossella), clamorosamente bucato causa ferie: gran bel colpo di reni, non c’è che dire

Avvoltoi

agosto 23rd, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Alcune banali considerazioni a margine di questa esondazione di cronaca nera da tutti i media d’Italia:

- abbiamo scoperto di non essere solamente 56 milioni di commissari tecnici, ma anche 56 milioni di Sherlock Holmes (o, se preferite, de Siessai): forse gioverebbe qualche fisscio poliziesca in più e qualche Vita in Diretta in meno

- provate ad immaginarvi il volto di Bruno Vespa in questi giorni, con tanti casi efferati da sfruculiare -primi fra tutti l’assassinio della povera ragazza di Garlasco e la brutale fine dei coniugi di Gorgo al Monticano- e lui fermo ai box: come avere una tavola imbandita di ogni leccornia e doverla guardare soltanto (goloscione…)

- guardacaso, Corona “ostaggio dello stato” è in trasferta a Garlasco: pare si aggiri losco nella cittadina, ma naturalmente si è offerto ai giornalisti (immagino affamati di ogni alito di brezza, pur di scrivere qualcosa meno scontato del solito) per la consueta chiacchierata di grande acume. Mantiene il mistero sul perchè della sua epifania, ma lascia trasparire di ritenere le due cugine della vittima i veri “personaggi da copertina” della vicenda. Ad un certo punto, gli sfugge la frase più inquietante: “Sono qui per fare il mio lavoro e forse per strappare un’esclusiva“. Cos’avrà voluto dire? Scene di panico in sala…

Un caso di (in)coscienza

luglio 4th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Ho appena ultimato la visione di una puntata (naturalmente in replica) della fiction di mammaRai “Un caso di coscienza 2″ (il che presuppone una prima serie, di cui penso si sia perso financo il ricordo).
Ho così potuto scoprire alcune cose molto interessanti:

- a Trieste non ci sono triestini, forse deportati in occasione delle riprese: in città convivono pacificamente due etnie, i “Romanacci” e i “Veneziani”

-i “Romanacci” sono di schiatta nobile, fanno gli avvocati o i medici -e comunque hanno parti da protagonista

-i “Veneziani” son popolani, ricoprono le mansioni di muratore, carpentiere o giornalaio -e comunque hanno parti da comparsa

-quanto è bello riprendere Piazza Unità dall’alto di un elicottero (anche se non c’entra niente con la storia narrata)

-il curatore della colonna sonora e chi ha realizzato il montaggio sono affetti, al pari di Beethoven, da sordità. Solo che, a differenza del genio tedesco, non sono in grado di trasformarla in virtuosismo: come spiegare altrimenti il disturbante tema musicale, odioso di per se stesso, ma infilato in momenti impensabili come i cavoli a merenda (ipotesi di scena tipo: un personaggio guarda il mare con sguardo vuoto, cala dall’alto ‘sto motivetto in stile Piovra)?

-per partecipare ad una fiction italiana non serve saper recitare: basta muovere le sopracciglia con voce impostata

-gli scemeggiati peggiori son quelli in cui non funzionano nemmeno gli immancabili siparietti comici con il comprimario-macchietta (alla Frassica, per intenderci): qui gli intermezzi col cameriere di colore sono letteralmente strazianti

Il che (come diceva Guareschi) è molto bello e istruttivo.

Giulio Base

aprile 9th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Giulio Base. E ho detto tutto.

Come, chi è?
Ma veramente, per voi, queste ultime accoppiate di Lunedì-Martedì tra marzo e aprile sono passate serenamente? Non vi siete sentiti mancare nemmeno un po’, quando in quelle sere compariva la Grande Ficscio di Raiuno? Cioè, se io scrivo, nell’ordine:

-Pompei
-L’Inchiesta
-San Pietro

non vi viene nemmeno un piccolo sfogo cutaneo?
A vedere le scenografie di cartapesta che manco Ben Hur, a notare il doppiaggio che non rispetta per nulla il movimento delle labbra, a osservare quasi tutto il cast di Don Matteo sbucare in Palestina come funghi sparsi (manca solo Frassica ad impersonare il simpatico apostolo siciliano e strampalato), restate indifferenti? E se vedete che la trama ricalca un po’ Il Gladiatore e un po’ Quo Vadis, con una spruzzatina di Da Vinci’s Code (a Pompei ci stanno alcuni protocristiani che han celato una mappa dietro una pergamena che riporta un passo dell’Apocalisse, e l’hanno poi divisa in quattro frammenti: che poi, ammirate la finezza, a Pompei sta per capitare proprio un’apocalisse)?

Bene, sappiate che il regista di tutto questo è lui: Giulio Base, uomo di punta (?) della Lux Vide, la società di produzioni che sforna questi capolavori.

Se ancora non vi risulta chi sia, vi ho messo la foto.

Ah già, è quello che faceva l’attore! Che ha fatto film come…come… beh sì, da qualche parte ha recitato.

Alta Cucina

aprile 5th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Ieri sera, durante la diretta della partita Roma-Manchester -forse nell’intervallo tra I e II tempo, ma non ci giurerei- credo di aver avuto una visione: sullo schermo della tv compariva il sempre pessimo Bruno Vespa che, contornato dalla consueta task force ingaggiata per le puntate truculento-siessai de noantri (il criminologo Bruno, che pare il fratello sciatto di Ferrara; la giudice del Tribunale Minorile, ogni giorno più Vamp; lo psichiatra Cassano, dal cui libro ora mi pento di aver studiato; altri non pervenuti), ci annunciava serafico le prelibatezze della sua tavola. E cosa poteva mai averci imbandito, questo straordinario chef? Ma, naturalmente, l’ennesima sfruculiata nella tristissima vicenda del povero morticino della Val D’Aosta, ormai cucinata in tutte le salse possibili e con crescente sprezzo del ridicolo.
Al che, uno dice: beh, che c’è di nuovo?
Di nuovo c’è che, in questa visione -perchè spero tale fosse-, Vespa impugnava un mestolo ed uno zoccolo, ovvero le presunte armi del delitto, e le additava al pubblico con fare arguto, come piatto forte della serata. Non so cosa dicesse precisamente, perchè generalmente non riesco a prestargli ascolto, ma ricordo l’espressione golosa con cui pregustava la cena.

Er Commisario Rexe

febbraio 17th, 2007 § Commenti disabilitati § permalink

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Pare che la RAI, non paga di avercelo imbandito a pranzo e cena per lustri e lustri ormai, abbia deciso di “resuscitare” il prode cane poliziotto austriaco per un seguito italiano de “Il Commissario Rex” – ovvero una delle serie televisive più grigie e ripetitive che io ricordi.

Dal Corriere di giovedì 15 febbraio:

Spiega l’ operazione Ferdinand Dohna della Beta Film, produttore della serie austriaca: «C’ era bisogno di aria nuova. La prima edizione del telefilm risale al ‘ 94. Sedici (sic!) anni di successi, ma proprio per questo era necessario dare un impulso diverso alla storia, che altrimenti rischiava di diventare stantia. E siccome la Rai e il pubblico italiano sono sempre stati entusiasti del prodotto, è nata l’ idea del trasferimento, anche per farne un format più internazionale». Occorreva però un pretesto narrativo. Rex, rimasto senza padrone, è stato messo in pensione e affidato a un canile. Ma il simpatico pastore tedesco non vuole saperne di fare il pensionato e, da autentico professionista anti-crimine, scappa dal canile, per darsi presente in commissariato e tornare a lavorare. Qui incontra il commissario italiano Lorenzo Fabbri (Capparoni), venuto a Vienna per indagare, in collaborazione con la polizia locale, su un doppio omicidio: un cittadino austriaco è stato trovato morto a Roma, ucciso dalla stessa arma con cui un suo connazionale è stato assassinato a Vienna. Tra Rex e Lorenzo è amore a prima vista e, quando le indagini si spostano di nuovo in Italia, il commissario porta con sé il cane.

Forse il traduttore italiano ha equivocato su qualche parola, perchè penso che una traduzione più fedele potrebbe essere:

“C’era bisogno di qualcuno che ci mettesse dei soldi. La prima edizione del telefilm risale al ’94. Sedici anni di puntate hanno esaurito la gamma delle situazioni possibili tra le nostre montagne (a meno di non far laureare Rex in Legge e trasformarlo in Giudice d’Assalto) e hanno stufato i telespettatori, perciò abbiamo dovuto smettere. Io però facevo la fame e Rex non se la passava meglio: da quando non gli fornivo più le SpezialPolizeiKroketten (cui han diritto solo i Cani Poliziotto) mi pedinava in ogni dove con ululati minacciosi. E siccome la RAI ed il pubblico italiano son sempre facili da infinocchiare, ho messo su una produzione da quattro soldi con una storia che può stare in piedi solo in una Fiction di Saccà.”

Almeno ci sarà da ridere, spero.

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