L’allegro refuso

gennaio 13th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Premessa: questo non è un post sulla diatriba pillola sì pillola no; i tag aborto-omicidio, ru486-omicidio, obiezione sì-obiezione no (già se ne è parlato, sapete come la penso) non gli appartengono, quindi.

Argomenti odierni sono il giornalismo e lo scarso controllo redazionale sui refusi.

Titolone di oggi dall’edizione web di Repubblica:

giornalismo becero

Debbo spiegare ancora che ru486 e pillola del giorno dopo sono due entità profondamente diverse? Se il giornalismo deve aiutare le persone a farsi un’opinione corretta sui fatti, qui stiamo freschi.

Comunque l’articolo “interno” è corretto: dunque il lapsus è del titolista (sempre considerandolo in buona fede, chè il sensazionalismo abbonda nella bocca degli stolti, purtroppo).

 

Update: fortunatamente si sono accorti della topica. Grazie ai potenti mezzi informatici ora tutto è a posto:

screenshot.8

 

Ora che tutto è a posto, pronte le “ronde agricole”

gennaio 10th, 2010 § Commenti disabilitati § permalink

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Ecco, tutto ora è a posto.

Li abbiamo mandati via, trasferiti (deportati?). Andranno altrove a prendere la pioggia, magari pure le botte di un nuovo caporale (parlerà una lingua diversa dall’italiano, forse: ma negli occhi avrà lo stesso freddo distacco); i clandestini saranno rimpatriati. Intanto radiamo al suolo i luoghi della vergogna dove vivevano, così non ci pensiamo più: una ruspa e via, tutto a posto.

Qualcuno nell’ombra probabilmente sogghigna, perché tutto è andato –ancora una volta- come doveva andare (si sa, c’è la crisi anche per la mafia: mica potevano pretendere la cassa integrazione, questi qua).

Fino alla prossima emergenza, tutto a posto.

rosarno01 rosarno04

Naturalmente, a raccogliere arance e pomodori, giungeranno ora a frotte contingenti di candidi e volenterosi braccianti delle valli bergamasche che svolgeranno il duro lavoro tra canti, balli e lodi al Signore. E gratuitamente, s’intende. Le chiameranno “ronde agricole”, un bell’aiuto per i nostri fratelli del Sud che potranno così vendere le loro derrate allo stesso prezzo di prima, ma guadagnandoci finalmente quanto basta per sopravvivere. Già sono stati approntati gli albi per l’iscrizione a queste nuove ronde: ci dicono siano stati presi letteralmente d’assalto dal generoso popolo leghista. Nei pullman in partenza per Rosarno ormai non c’è più posto, sarà necessario noleggiare dei treni speciali.

 

La via semplice alla mente umana…

dicembre 15th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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…e i guasti che causa il percorrerla

capro espiatorio Chi semina vento, raccoglie tempesta; ma anche chi semina fiori, spesso tempesta lo coglie. Se hai qualcuno da odiare, il mondo è più semplice e, in definitiva, fa meno paura. Perché il tuo nemico, la fonte dei tuoi guai, ce l’hai davanti agli occhi: sai da dove vengono le minacce per la tua vita, per la tua sicurezza. Che quelle minacce siano reali oppure no, poco importa: per la nostra mente, reale è quello che essa si figura sia tale, non esiste alcuna “nuda cronaca”. 

Compito di chi ha un po’ di sale in zucca e conosce queste dinamiche psicologiche elementari dovrebbe essere quello di favorire la riflessione ed il dibattito, non di fomentare le paure o di scagliarsi contro singoli o vaghe pseudocategorie di persone da additare alla folla come capri espiatori: Berlusconi (ma anche Prodi, quando governava), i rom, gli immigrati, i comunisti, i fannulloni, i terroni, i giudici, i social network -e chi più ne ha, più ne metta.

Il fatto è che pensare costa tempo e fatica, non garantisce il successo immediato e, anzi,  spesso fa perdere voti: lussi che, oggi come ieri, nessuno sembra volersi concedere.

 

Panorama italiano VII – Il senso di un Paese

dicembre 10th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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…o anche: le comiche finali

Piccolo Quiz per testare la vostra conoscenza delle cose italiane. Leggete queste due dichiarazioni:

“È una presa per il c… il fatto che la legge sia uguale per tutti. In questo paese se ti metti contro i magistrati te la fanno pagare, anche se non hai fatto niente”

“la sovranità sta passando al partito dei giudici. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge

 

Il Quiz è banale: le due frasi sono state pronunciate oggi, da due persone molto (?) diverse in due situazioni altrettanto diverse. Le due persone sono:

- Silvio Berlusconi al congresso del PPE

- Fabrizio Corona al tribunale di Milano, dopo una condanna a 3 anni per estorsione

Siete in grado di attribuire la frase giusta a ciascuno?

P.S.: Lo so che è complicato, purtroppo.

 

(mal)Anno Zero

dicembre 4th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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…buttando tutto in vacca

A margine della puntata di Anno Zero di ieri sera (mio bilancio: visti 10 insostenibili minuti di caciara senza costrutto; constatato tristemente che l’accertamento dei fatti in simili circostanze è impossibile; cambiato immediatamente canale), discorsi rubati (parlavano forte)  oggi al bar della Stazione:

“…e quello, il tunisino 1 …quello mi è piaciuto: ci saranno pure le sentenze, ma se lui ha le carte, anche se non le ha presentate in tribunale…lui ha le carte, (bestemmia)!”

“E pensa, poi: anche [Berlusconi] fosse colpevole –e sarà pur colpevole-, ma che vita gli hanno fatto fare in questi ultimi 15 anni! Una vita distrutta, poveretto!”

“Eh, sì: che gli diano l’immunità! Lo dico io, che pure…cosa vuoi farci: a me piace Fini!”

“Ah, Fini: va a …. Fini!”

“Eh, vedi: lo attaccano coi giudici perché non hanno argomenti! Non sanno come altro fare! Ma è politica, questa?”

 

  1. Tarak Ben Ammar, ex di Craxi e di Berlusconi, intermediario per i diritti televisivi

Se Marrazzo impetra la grazia (la deriva mediatico-brosiana)

novembre 26th, 2009 § 1 comment § permalink

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Diceva le cose che dici tu
Aveva gli stessi occhi che hai tu
Mi avevi abbandonato/a
ed io mi son trovato/a
a un tratto già abbracciato/a a lui…

(P.Marrazzo a Benny 16 – Perdono)

Nel paese in cui serve una raccomandazione anche per ottenere dall’ospedale la propria cartella clinica in tempi decenti, Marrazzo -che, da storico conduttore di Mi Manda Rai3, queste cose evidentemente le conosce bene- scrive al papa per chiedere perdono: se fossi credente, io piuttosto scriverei (metaforicamente, ovvio) a Dio. In subordine, certo, si trova il suo vicario; un sacerdote qualunque non bastava? Evitare di pubblicizzare la cosa, per non far venire il dubbio che si tratti solamente di una mossa politica? Dobbiamo aspettarci, tra qualche tempo, un altro ultrà in saio e cilicio che sproloquia di come la madonna lo abbia salvato dalla degradazione? Non ci bastava Paolo Brosio con il suo libro (come sempre promosso a larghe falcate lungo l’italica tv)?

Perdono, perdono, perdono…
io soffro più ancora di te!
Perdono, perdono, perdono…
il male l’ho fatto più a me!

(idem)

 

Io, sommariamente

novembre 23rd, 2009 § 1 comment § permalink

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Benvenuto

Benvenuto

Questo a lato sono io che scatto una foto con l’intento di rendere evidente quanto sono lieto di averti qui: sorvoliamo sul risultato…

Non è colpa tua, sai: è che nelle foto proprio non riesco a sorridere. Magari ci potrei dipingere un bel sorriso col pennarello! Vabbè, ma passiamo al sodo: che dire di me che ti possa interessare?

Ok, nulla.

Poche cose, dai: (molto) attempato laureando in Medicina, ho aperto questo blog (su altra piattaforma) nel gennaio 2007. Ci scrivo di politica e società con un taglio vagamente satirico (quando riesce). Se mi scappa, magari con perifrasi e mezze verità, scrivo anche di esperienze personali.

Girare la frittata – Silvio elogia la sinistra

novembre 22nd, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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frittata_contadina Due anni fa, più o meno di questi tempi, nasceva la rivolta contro la Casta: politici spendaccioni e fannulloni, stipendi da favola e (apparentemente) inaccettabile assenteismo parlamentare. Da allora le cose non sono cambiate, ma le circostanze politiche lo sono profondamente: il Pdl si è trovato maggioranza in Parlamento e così la casta percepita è stata relegata a sinistra.

Anzi, amplificando e distorcendo alcuni dati di fatto e facendo leva su quel populismo che sempre premia* chi se ne fa per primo bandiera, ora la vera casta sarebbe quella dei dipendenti pubblici (ma anche dei giudici, dei giornalisti, dei nomadi, degli stranieri): se sei un impiegato e non vai a lavorare in quanto ammalato rischi di essere tacciato di “fannullone”.

Se invece sei parlamentare e salti ripetutamente il voto in aula ti becchi l’elogio di Berlusconi, perché non sei un “professionista della politica” come quei beceri della sinistra:

"Qualche volta manchiamo al voto ma solo perché non siamo professionisti della politica e funzionari di partito come quelli della sinistra. Siamo gente che lavora. […] Stare in Parlamento è davvero molto pesante. Si fanno sedute con tanti emendamenti alle leggi, ma questa è la democrazia ed è giusto che sia così. La maggioranza è molto solida e continueremo a governare per i prossimi tre anni e mezzo, intendiamo portare a termine responsabilmente il mandato assegnatoci dagli elettori".

L’etica del lavoro vale solo per farsi i propri affari, evidentemente. Prima di diventare un insulto, la professionalità era qualifica di merito; per quanto ni riguarda, ancora lo è. Dunque, ben vengano questi riconoscimenti per l’opposizione: ringraziamo Berlusconi.

 

*nel breve periodo, almeno: vedi appunto la parabola già discendente della polemica sulla Casta e la popolarità in calo delle iniziative di Grillo.

 

Panorama italiano IV – la rive gauche

novembre 18th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Uno sguardo all’altra riva: L’UDC vedrebbe bene un lodo Alfano bis con legge costituzionale: per carità. Di Pietro e altri organizzano il no-B day per il 5 dicembre; degli sconsiderati del PDL vogliono contrapporre (negli stessi luoghi e data) il sì-B day: ultrà contro ultrà, 0-0 assicurato e altissimo rischio di botte da orbi.

Tanto rumore per nulla: le iniziative di democrazia dal basso stanno pericolosamente aumentando di numero: pericolosamente per chi le indice, purtroppo. E la loro capacità di smuovere le coscienze decresce in modo proporzionale. Chi le conta più, le manifestazioni (come fanno, a Roma, i residenti? quanti cortei sfilano ogni giorno?), le petizioni, le raccolte di firme con la faccia pulita di Saviano (e scrive uno che ha aderito a tutte), i referendum minacciati e quelli promossi da Di Pietro e Grillo? Temo ci stiamo abituando a considerarle fatti normali della vita quotidiana, tanto da spostarle sullo sfondo, quasi fossero un complemento d’arredo per siti web e piazze d’Italia:

ah, un’altra campagna per la legalità? Bella, aspetta che aderisco! Ma non è la stessa della settimana scorsa?

Chissà questa volta che dirà la questura sul numero dei manifestanti? A proposito, per cosa si va in piazza oggi?

Diciamocela tutta: quegli altri se ne infischiano, di queste cose qui. Che hanno un valore di testimonianza e di appartenenza per chi si trova insieme a quello che pare un popolo dal comune sentire, unito nel poter dire il suo not in my name. Poi, tutti a casa e avanti come prima (ricordate i tempi della seconda campagna d’Iraq?).

Soluzioni? Nessuna, temo. Magari chiamare la gente in piazza per contrastare un provvedimento specifico, non genericamente contro o pro una persona: quindi, scendiamo in piazza contro il finto “processo breve.” Vengo volentieri. Ma non organizziamo i No-B day, per favore.

Intanto, Repubblica mette in piedi la solita raccolta firme. Come al solito, ho firmato.

Giovanardi e gli inciampi istituzionali

novembre 9th, 2009 § Commenti disabilitati § permalink

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Che Giovanardi non sia una cima, è cosa nota; che il suo campo d’azione preferito sia la lotta alla tossicodipendenza, è cronaca; che in questa pur lodevole lotta sia riuscito a produrre solo danni collaterali e zero risultati concreti è storia. Perciò non con sorpresa, ma con costernata rassegnazione accolgo, ad ennesima conferma della sommaria analisi appena svolta, certe sue dichiarazioni di oggi su Stefano Cucchi:

«Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto è morto, e la verità verrà fuori come, soprattutto perché era 42 chili. […] La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così».

Se questo voleva essere uno spot contro la droga, è riuscito malissimo: probabilmente la tossicodipendenza aveva ridotto Stefano Cucchi una larva, ma questo non giustifica il modo in cui è morto. Sembra quasi certo che sia stato picchiato (o per lo meno aiutato a cadere dalle scale); in ogni caso è stato curato poco e male, soprattutto dal punto di vista psicologico (potete trovare online  la documentazione sanitaria dei suoi ultimi giorni: il ragazzo non collaborava e rifiutava l’idratazione, sarebbe stato necessario consultare i parenti e almeno uno psichiatra); alla fine è morto di stenti.

Poveretto, è morto: ma che volete, era un tossicodipendente, era uno spacciatore. Se l’era un po’ cercata: ragazzi, mi raccomando, non drogatevi!
Grazie, onorevole Giovanardi.

update, 11 novembre: siamo lieti di poter rilevare che Giovanardi si è scusato per le parole inopportune di due giorni fa.

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