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	<title>PaleoZotico &#187; arte contemporanea</title>
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	<description>pensieri banali</description>
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		<title>Come capire che l&#8217;arte contemporanea&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 23:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Verrocchio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Estetica da quattro soldi]]></category>
		<category><![CDATA[Quando proprio non sai cosa scrivere...]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><font color="#0080ff" size="2"><strong><em>…non fa per me</em></strong></font></p>
<p align="justify">Stasera, in una tv locale, ci stava un mercante d’arte che proponeva quadri di un anziano maestro milanese: arte astratta, principalmente distese monocromatiche quasi uniformi. Qualche opera presentava tenui gradazioni sul tema principale: blu-azzurro-bianco, magenta-rosso e così via (cinicamente ho pensato che forse avrebbero dovuto far realizzare al maestro anche la maglia ufficiale dell’Italia per i mondiali sudafricani: certo gli sarebbe venuta meglio). Il venditore sapeva il fatto suo: s’è speso a lungo sulla questione del colore e sul significato che ha nell’arte astratta, leggendo perfino un bel passo di Kandinsky sull’uso del blu, del giallo e del verde. Ha citato Ungaretti (sì, esatto: la solita “m’illumino d’immenso”), per invitarci a non credere meno “artistica” una composizione solo perché semplice sul piano formale (in senso opposto facendosi sfuggire di non apprezzare molto, ad esempio, la Monna Lisa). Mentre gigioneggiava così lanciato tra arti visive e poesia e cominciava a tirarmi sempre più dalla sua parte, piroettando da cornice a cornice in un crescendo di acume critico, gli si è però parato di fronte un ostacolo insormontabile: l’opera più grande, al centro dello studio. Raffigurava una tela bianca (probabilmente <em>dipinta</em> di bianco). Allora si è fermato un momento, interdetto, prima di lasciarsi sfuggire un laconico e sconsolato: </p>
<blockquote><p align="justify">“Beh, signori, questa non ci provo nemmeno a proporvela: perché voi, da lì, vedete solo una tela bianca”.</p>
</blockquote>
<p align="justify"><a href="http://www.paleozotico.it/wp-content/uploads/2010/02/acromes1958.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 20px 5px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="P. Manzoni - Acrome 1958" border="0" alt="P. Manzoni - Acrome 1958" align="left" src="http://www.paleozotico.it/wp-content/uploads/2010/02/acromes1958_thumb.jpg" width="244" height="244" /></a>&#160; Sfortunatamente in sala era presente l’autore in persona, il quale si deve essere lievemente risentito perché è prontamente apparso in video, claudicante e ansimante, nel tentativo di argomentare a favore di questa opera negletta dal pubblico, tirando fuori Fontana e i suoi tagli e Manzoni con gli “acromes.” </p>
<p align="justify">Insomma, ha tenuto a rimarcare di non essere stato l’unico ad aver avuto l’idea delle tele lavate con dash.&#160; </p>
<p align="justify">&#160;</p>
<div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: none; padding-top: 0px" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:698eb9ac-95ec-4601-8b59-dc6fe62c2be3" class="wlWriterEditableSmartContent">Technorati Tag: <a href="http://technorati.com/tags/arte+contemporanea" rel="tag">arte contemporanea</a>,<a href="http://technorati.com/tags/satira" rel="tag">satira</a>,<a href="http://technorati.com/tags/tele+bianche" rel="tag">tele bianche</a></div>

	Tags: <a href="http://www.paleozotico.it/tag/arte-contemporanea/" title="arte contemporanea" rel="tag">arte contemporanea</a>, <a href="http://www.paleozotico.it/tag/satira/" title="Satira" rel="tag">Satira</a>, <a href="http://www.paleozotico.it/tag/tele-bianche/" title="tele bianche" rel="tag">tele bianche</a><br />
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